Una
densità abitativa 1.481 ab/km2. Lo “Storico” comunicato della M.
Caldato!
Nell'ultima
settimana, dopo l'annuncio del Parere positivo al Masterplan 2030, al
fine di contestualizzare la realtà operativa dell'attività di volo
del Canova e le criticità associate al territorio circostante,
appare indispensabile presentare alcune note dello Studio One
Works-KPMG-Nomisma ed il Comunicato della Consigliera Maristella
Caldato del 2012 (disponibile download dal sito del Comitato
Aeroporto Treviso-Stop all'ampliamento).
Nel
settembre 2010, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,
uno Studio affidato da ENAC all’ATI One Works-KPMG-Nomisma ha come
obiettivo principale quello di definire, a partire dall’analisi
approfondita delle condizioni di fatto degli aeroporti e più in
generale del sistema aeroportuale italiano, uno scenario evolutivo di
sviluppo del traffico aereo italiano, in grado di rappresentare le
esigenze future, oltre che quelle attuali, attraverso un quadro
previsionale sia a livello generale, con riferimento all’intera
rete nazionale, che di ordine particolare in relazione al singolo
aeroporto.
Nella sezione della “Potenzialità’ degli
aeroporti, posizionamento e ruolo” l'aeroporto Canova di Treviso
ha, tra l'altro, rilevato:
“Le
principali criticità che presenta l’aeroporto sono determinate
dalla difficoltà di ulteriori sviluppi delle infrastrutture per la
presenza di elementi naturali e artificiali negli intorni del sedime.
In particolare: a Sud la presenza del fiume Sile limita eventuali
allungamenti della pista e rende difficoltosa anche l’installazione
di strumentazioni di ausilio alla navigazione aerea, a Nord la
presenza di infrastrutture stradali e la presenza di insediamenti
antropici limita future espansioni lungo tale direzione.
Particolarmente critica la dotazione di parcheggio.
Inquadramento
territoriale
L’aeroporto
Canova è ubicato per buona parte nel territorio comunale di Treviso,
caratterizzato da
un’altissima densità abitativa 1.481 ab/km2,
e, in minima parte, nel comune di Quinto di Treviso.
Diviene
aeroporto civile attorno alla metà degli anni 30, ma solo nel 1953,
su iniziativa degli enti locali, sorge la prima aerostazione civile.
L’aeroporto è una infrastruttura militare aperta anche al traffico
civile internazionale; la parte militare e quella civile condividono
l’uso della pista disponendo di piazzali differenziati.
L’aeroporto
è localizzato a circa 3 km a sud-ovest della città di Treviso e a
29 km dall’aeroporto di VeneziaTessera. Il sedime aeroportuale
occupa un’area di circa 147Ha, stretto tra il fiume Sile e la strada
515 Noalese, in prossimità di un’area caratterizzata da
edificazione mista residenziale, commerciale, direzionale e produttiva
artigianale.
Limiti
e vincoli (1)
Lungo il confne del sedime aeroportuale sono
presenti insediamenti residenziali e produttivi, diversi
per
estensione e dimensione dei fabbricati, che rappresentano il maggiore
vincolo allo sviluppo dello scalo. Dal punto di vista ambientale il
vincolo principale è costituito dalla presenza del fiume Sile ad
ovest del sedime, e relativo parco, sottoposti a vincolo paesistico.
Limiti
e vincoli (2)
Lungo il confine del sedime aeroportuale sono
presenti alcuni insediamenti che si differenziano per estensione e
per dimensione dei fabbricati.
Un primo insediamento, non denso, è
situato nella parte nord del confine, parallelamente alla pista di
volo 07- 25; un altro insediamento, di tipo misto residenziale e
commerciale, più denso ma di estensione inferiore rispetto al
precedente, è situato a est, tra la tangenziale di Treviso e il
sedime aeroportuale. Ad ovest del sedime oltre la fascia del parco
del fiume Sile si sviluppa il centro abitato di Quinto di
Treviso.
Questa localizzazione rappresenta il principale problema
per lo sviluppo dell’aeroporto, in quanto pone forti limitazioni
all’acquisizione di nuove aree. Una eventuale espansione dell’area
Land Side potrebbe essere possibile unicamente lungo la Noalese
connessione viaria. Tuttavia, la recente realizzazione di una
intersezione a due livelli tra la SR515 e la tangenziale sud di
Treviso, che collega direttamente alla autostrada A27, ha portato
miglioramenti alla accessibilità dell’aeroporto.
La dotazione
attuale dei parcheggi è il vero grande punto critico. Le aree per la
sosta sono tutte esterne al sedime aeroportuale su proprietà di
privati, ma ad uso esclusivo dell’aeroporto, regolamentate
attraverso delle royalties, distanti dal terminal e spesso con
accesso diretto dalla SR515.
Una
situazione assolutamente frammentaria e dettata da una logica di
gestione dell’emergenza piuttosto che da una logica di
pianificazione in relazione ai bisogni.
Complessivamente la
dotazione di sosta è di 800 posti auto, per sosta lunga, gestiti da
Union Tours, 119 posti auto, per carico-scarico/sosta breve, gestiti
da AerTre e 155 posti auto per autonoleggi.
E’ previsto un
parcheggio multipiano, oltre la SR515, che, con i suoi 500 posti
auto, sicuramente contribuirà a soddisfare la richiesta, ma con il
trend di crescita attuale del traffico passeggeri, risulterà
insufficiente già tra un paio di anni. Occorre quindi trovare una
soluzione di più ampio respiro.
Criticità
Le
principali criticità sono determinate dalla difficoltà di ulteriori
sviluppi delle infrastrutture per la presenza di elementi naturali e
artificiali negli intorni del sedime.
In particolare: a Sud la
presenza del fiume Sile limita eventuali allungamenti della pista e
rende difficoltosa anche l’installazione di strumentazioni di
ausilio alla navigazione aerea, a Nord la presenza di infrastrutture
stradali e la presenza di insediamenti antropici limita future
espansioni lungo tale direzione. Particolarmente critica la dotazione
di parcheggi.
AEROPORTO
CANOVA: CHIESTA A MANILDO UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA URGENTE
Un
anno fa ho presentato alla Procura della Repubblica un esposto per la
mancanza del Piano di Rischio Aeroporto Canova di Treviso, piano che
doveva essere predisposto fin dall’aprile 2006 dal Comune
Fatalità, solo due settimane dopo il mio esposto, i relativi
elaborati sono stati predisposti dal Settore Urbanistica comunale,
poi presentati e vagliati dall’Amministrazione Gobbo, con una
semplice comunicazione di Giunta, il tutto in data 19/12/2012: manca,
quindi, ad oggi, una delibera di Giunta, di approvazione della
proposta degli Uffici comunali. Poi,
in maniera fulminea, in data 21/12/2012, detti elaborati del Piano di
Rischio sono stati inviati dal Comune all’Ente Nazionale Aviazione
Civile (ENAC), per il parere di legge obbligatorio.
Ricordo
che, successivamente, in qualità di componente la Commissione
Consiliare Comunale Urbanistica, già a settembre, anche
nel corso del Consiglio Comunale di tale mese, chiesi
all’Assessore Camolei e all’architetto Barbieri (Dirigente
settore Urbanistica del Comune), alla presenza dell’Ing. Negro
(Presidente Commissione Urbanistica), a che punto fosse
questo benedetto Piano di Rischio. Il Dirigente e l’Assessore
mi risposero che era solo una “questione di normali tempi
tecnici di ENAC per il rilascio del prescritto parere”.
Ho
dovuto presentare una interrogazione al Sindaco Manildo, per scoprire
alcune settimane fa che, è pur vero che la proposta di Piano di
Rischio è stata inviata a metà dicembre 2012 all’ENAC, ma
mi è stato taciuto che il 21/3/2013, l’ENAC aveva inviato al
Comune una prima richiesta,
nella quale affermava tra l’altro “L’esame condotto
sulla documentazione costituente il piano di rischio ha
evidenziato carenze tra quanto contenuto nel piano e
quanto richiesto dalle normative vigenti in materia.
Come
noto il Codice della Navigazione” omissis “ha
introdotto dalla sua entrata in vigore nuove tipologie di vincoli
finalizzati alla gestione sostenibile del rapporto
aeroporto-territorio.
In
particolare il quinto comma dell’art. 707 prevede che lungo le
direzioni di atterraggio e decollo i Comuni possono autorizzare nuove
opere ed attività solo se coerenti con i piani di rischio che gli
stessi adottano sulla base delle previsioni contenute
nel regolamento per la Costituzione e l’esercizio degli Aeroporti
dell’ENAC. Pertanto diversamente da quanto riportato nelle “Norme
tecniche del Piano di Rischio, i permessi di costruire
e le istanze edilizie nelle aree di tutela non possono essere
rilasciati dal Comune sino all’adozione del Piano” quando
invece il Comune di Treviso ha concesso permessi a costruire a iosa
dal 2006 ad oggi….
Inoltre,
nella medesima comunicazione l’ENAC affermava “Nella
proposta di variante al PRG viene riportata all’art. 46 Zona
omogenea C prevedendo che in tutte le sottozone della zona omogenea
C, ricadenti all’interno dell’area di tutela aeroportuale A…non
è consentita la realizzazione di nuove edificazioni aventi
destinazione residenziale, eccezion fatta per le aree
assoggettate a SUA già approvati alla data di adozione del Piano di
Rischio Aeroportuale. Tale proposta non è
condivisibile sia alla luce di quanto sopra, sia in quanto nelle aree
di tutela aeroportuale A non possono essere previste nuove
edificazioni residenziali” ennesima
prova di proposta del Comune di Treviso rivolta alla esclusiva
edificazione.
Credo
che dette richieste di ENAC siano contestazioni pesanti nei confronti
del Comune di Treviso, dando modo di rilevare gravi
inadempienze e illegalità, nonché una volontà politica di
ritardare l’approvazione del Piano di Rischio con lo scopo di
edificare, a
dismisura nel territorio comunale, ragione per cui il parere non è
stato fornito ma sono state richieste consistenti integrazioni.
Alcuni
dati dall’aprile 2006 al maggio 2013: nella zona residenziale B1
(area di tutela del Piano di Rischio) sono stati dati concessioni ad
edificare per unità immobiliari occupanti 303 abitanti, mentre nella
C2 per 211 abitanti e così via, titoli che non potevano essere
probabilmente concessi perché le aree si trovavano nelle
traiettorie di decollo o atterraggio dei velivoli!!!! E penso ad
esempio, a quelle palazzine edificate nelle vicinanze del civico 180
di Via Sant’Angelo, mi pare erette nel 2007….
In
aggiunta, l’Assessore Marton ed il dirigente Barbieri hanno atteso
il 3 ed il 7 giugno 2013 (altro caso molto fortuito: una manciata di
giorni dal ballottaggio tra Gentilini e Manildo!!!) per inviare
all’ENAC le integrazioni richieste il 21/3/2013, cioè ben due mesi
e mezzo dopo!
In
una recente riunione dei cittadini il nostro Sindaco Manildo ha detto
che l’Amministrazione sta facendo “uno screening sulla
questione aeroporto, che servono approfondimenti, che va fatto un
dibattito e poi saranno fatte le scelte”.
E’ mia personale convinzione e di decine di cittadini, che la nuova
Amministrazione sicuramente una scelta l’abbia già fatta, da me e
da molte persone non condivisa:
ha dato fiducia a colui che, dal punto di vista tecnico, ha guidato
l’iter procedurale carente e contrario alla legge, riferito alla
formulazione del Piano di Rischio dell’aeroporto Canova di
Treviso!
Ora,
però, bisogna cambiare pagina, dare il segno della discontinuità
politica perché sono in pericolo più diritti costituzionali dei
cittadini: la tutela della salute e della sicurezza degli stessi, la
salvaguardia dell’ambiente; quello
che mi è stato taciuto ed è stato taciuto anche a molti miei
colleghi consiglieri comunali (cioè
la lettera dell’ENAC del 21/3/2013 scoperta grazie ad una semplice
interrogazione da me presentata, molto circostanziata!) è
una circostanza grave, gravissima!!!! Ieri
sera in Consiglio Comunale ho chiesto al Sindaco perché Camolei e
Barbieri non mi hanno detto della lettera dell’ENAC? Per dirla
ironicamente, è stata forse una dimenticanza?