Il velivolo con due piloti e undici turisti di cui sette italiane si è schiantato dopo il decollo dall’aeroporto di Prisco. La destinazione era una meta turistica sopra i geoglifi di Nazca e delle Pampas de Jumana. Una pianura costiera del Perù meridionale, nella regione di Ica, circa 400 chilometri a sud di Lima. Una zona, peraltro con una una storia di incidenti aerei dello stesso tipo. Una vicenda che aveva posto interrogativi anche su precedenti crash, sulla tipologia degli aerei, sulla praticabilità di talune manovre di volo con la perizia dei pilota, in relazione al fattore umano in genere.
Anche in relazione al peso dell'aereo e alla sua manovrabilità, soprattutto in alcune fasi del volo.
Il Cessna 208B Grand Caravan della Aerodiana, immatricolato OB-2001-P,
operativo dal 2011, si è schiantato, quasi verticalmente, al suolo
incendiandosi. Una dinamica visibile, con il supporto di un video che permette di osservare il Cessna in rapida discesa, in una sorta di spirale con il distacco di pezzi dell’aereo, forse parte di ali e coda.
L’analisi del video, con l’ultima chiamata del pilota, la segnalazione della perdita di controllo, fino ai rottami incendiati, potrebbero risultare elementi decisivi per gli investigatori.
In aggiunta alla documentazione di bordo, alle recenti ispezioni e periodicità delle manutenzione, si potranno evidenziare eventuali criticità operative, sulla manovrabilità del velivolo e sulla dinamica conclusiva del volo.
ANSV, nel merito ha emanato il seguente comunicato: " Incidente con vittime italiane in Perù, ANSV nelle indagini: In considerazione della presenza di sette cittadini italiani tra le tredici vittime dell’incidente che, ieri 1 agosto, ha coinvolto, in prossimità del sito archeologico delle Linee di Nazca, il Cessna 208B Grand Caravan, l’ANSV informa che, alla luce della normativa internazionale (Annesso 13 ICAO), designerà un proprio esperto nell’inchiesta condotta dall’omologa Autorità peruviana."