Con la decisione della Corte dei Conti sulla privatizzazione dei tre aeroporti sardi di Olbia, Cagliari e Alghero, destinata a ritardare l’ipotesi di cessione della Sogaer (Cagliari) con l’integrazione dei tre scali in una holding del fondo F2i-Ligantia, in aggiunta alla richiesta della Guardia di Finanza – hanno riportato alcuni media – di acquisire dalla Regione Sardegna l’intera documentazione relativa, hanno creato una situazione di stallo.
Almeno in Sardegna.
Ma entrambe, l’iniziativa della stessa Corte e quella della
Guardia di Finanza, in definitiva non compromettono le politiche e gli assetti
traversali tra aeroporti hub e scali regionali e/o minori, assecondando il
vasto processo delineato dal nuovo PNA-Piano Nazionale Aeroporti.
Decogestionare il traffico hub di voli civili commerciali, passeggeri e cargo, ha imposto anche una radicale evoluzione del traffico aereo della Penisola.
Con il progetto del riassetto del sistema aeroportuale del
Nord Italia con SEA ed il management F2i, società che gestisce Malpensa e
Linate, alle cosiddette storiche si affiancano le nuove sinergie con la possibile
integrazione con Sagat dell’aeroporto di Torino-Caselle.
Ma è solo la più recente delle operazioni, probabilmente parallela
e integrata nella fusione tra Sea e Sacbo. Sacbo, gestore dello scalo
bergamasco di cui Sea detiene circa il 30% sembra anticipare gli indirizzi del
PNA-Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035. E non ancora l’ultima. In attesa del coordinamento con l'ex rete degli scali SAVE, nel Nord Est e Mundys, ex ADR Aeroporti di Roma nel centro della Penisola.
La valorizzazione della collaborazione tra scali mediante
l’istituzione di sistemi integrati aeroportuali genera risposte ritenute adeguate
a fronteggiare la domanda potenziale di mercato, in crescita. Anche nella
prospettiva dei i limiti che, per ragioni ambientali e/o di sicurezza, hanno
singoli aeroporti. Infrastrutture storicamente datati, “secolari”, ingabbiate
da sedimi air-side e land-side e spazi aerodrome limitati, inadeguati.
L’orizzonte temporale al 2035 del PNA, con la stimata
domanda di circa 305 milioni di passeggeri/anno rappresenta un traguardo che
richiede modalità di gestione, di infrastrutture, di soddisfacimento di
domanda, e deve garantire un corrispondente livello di capacità in un quadro di
sostenibilità di safety, di risk e ambientali.
La ri-proposizione e aggiornamento dei masterplan
aeroportuali, nella progettualità e di integrazione degli airport city, dei
cargo area, dei district-airport-zone e in ultimo dei DataCenter e correlate
AI-Artificial Intelligent-HUB,rappresenta una operazione preliminare al Parere
Positivo della Commissione VIA/VAS/VIS.
Come assecondare le potenzialità del mercato, quando, ad esempio, il 90% del traffico passeggeri annuale sono movimentati nei primi 17 scali della classifica 2023. Gli obiettivi, secondo il PNA al 2035, sarebbe ottenuto solo con una policy che concepisce il superamento del concetto di “bacino di traffico” con l’identificazione di 13 “sistemi integrati aeroportuali”.
E’ una logica che pretende operazioni societarie con
interazioni e/o complementarietà tali da prospettare operazioni di acquisizioni
trasverali nell’inadeguata privatizzazione societaria delle società di gestione
aeroportuali. Sarà praticabile, praticata e risolverà la criticità corrente del
sistema infrastrutturale delle Penisola e lo loro geo-localizzazione, troppo
spesso integrata nelle città metropolitane e/o contigue a comunità di cittadini
storicamente insediate.
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