L'impatto acustico nell'intorno aeroportuale e sottostante ai sentieri LandingTakeOff-LTO è in primo piano, nell'arco notturno e diurno. Ma quale è il ruolo e compito delle centraline di rilevamento, la loro coerente ubicazione e l'interfaccia con i tracciati radar? Anche se non potrebbero rappresentare una realtà operativa, probabilmente, perché non adeguatamente trasparente e compresa. E' un confronto che viene fatto, anche se non risulta disponibile?
Chi elabora la LVA ? ARPA Emilia Romagna e/o il gestore aeroportuale e con quale percentuale di interfaccia con i movimenti aerei diurni e notturni? Sono dati conosciuti dai cittadini e dai comitati?
L'analisi dell'impatto acustico potrebbe essere stimato e analizzato con l'AEDT e comparato con l'analisi delle stesse centraline. Chi sono, comunque i tecnici certificati per elaborare l'interfaccia LVA e la modelizzazione AEDT? Viene fatto e la documentazione, resa trasparente è sottoscritta dagli stessi autori?
Il riscontro rilevato e/o comunicato, comunque, assume un ruolo rilevante, fondamentale per l'analisi delle ricadute acustiche sul territorio e sui cittadini.
Del tutto trascurato - non solo sulla pista bolognese ma nell'intero panorama dei decolli sugli scali del Belpaese - invece, è l'annoyance, il fastidio sistematico ad ogni sorvolo, sia esso diurno che notturno. Annoyance un parametro tanto fondamentale quanto ignorato da cittadini, comitati, associazioni e nei verbali della Commissione Aeroportuale.
Per una riflessione su tali tematiche rimandiamo alle news di questo sito "Aeroporti e rumore aereo: a 30anni dal D.M. 31/10/1997, impatto non “condiviso dai sorvolati” (1/2)" del 2 e 3 marzo 2026..
LETTERA APERTA ALLA VICESINDACA EMILY CLANCY
Gentilissima vicesindaca ClancyNel corso della prima riunione (04/12/2025) dell’Osservatorio permanente sull’aeroporto G.
Marconi di Bologna, svoltasi sotto il suo coordinamento, è stata più volte sottolineata, nei vari
interventi, la necessità di una nuova collocazione delle centraline di monitoraggio del rumore
aeroportuale in quanto non più in linea con le nuove rotte di decollo sulla città. Questo in
conseguenza della nuova procedura antirumore, entrata in vigore il 7 settembre 2023, che prevede la modifica della procedura di decollo da pista 12 da 800 a 520 piedi.
Lei stessa, nel suo intervento a conclusione dei lavori della prima riunione dell’Osservatorio, ha ribadito tale necessità.
Al riguardo, come Comitato Bologna l’aeroporto incompatibile e come Comitato Vivere bene in
Bertalia esprimiamo la più ferma contrarietà.
Com’è noto, ci sono in tutto 7 centraline per monitorare il rumore aeroportuale indotto
dall’aeroporto Marconi. Sono collocate a Calderara di Reno (centralina P1 Bargellino), a Lippo di Calderara (centralina P4); e cinque a Bologna: centralina P5 in via Zanardi 393 (Noce); centralina P6 al Centro Sportivo Pizzoli di via Agucchi; centralina P7 al Museo del Patrimonio Industriale;
centralina P8 ai Giardini Casa Buia Arcoveggio; centralina P9 all’Ippodromo Arcoveggio. Le
centraline sono tutte di proprietà della società di gestione aeroportuale (AdB spa), che ha l’obbligo di curarne la manutenzione e l’efficienza per assicurare in continuo la rilevazione del rumore aeroportuale.
Le centraline P1, P4, P5 e P6 sono di tipo M, e sono le più importanti perché le più idonee a
monitorare e riconoscere il rumore di origine aeroportuale ai fini del calcolo LVA
(l’indicatore che misura il rumore aeroportuale).
Le altre tre centraline (P7, P8, P9) sono classificate come di tipo A e sono meno utili alla
determinazione degli indici e dei parametri aeroportuali perché risentono degli altri rumori di fondo e, inoltre, sono all’esterno della zonizzazione aeroportuale.
La più importante di tutte in assoluto è la centralina n.6 situata, in alto su un palo, al Centro
Sportivo Pizzoli che, per la sua posizione strategica (situata a Pescarola incrocia sia gli
atterraggi sia i decolli), è presa a riferimento per il controllo del rispetto del limite di legge
sulla città (65 LVA nella zona A).
La centralina 6 funziona e fa il suo lavoro egregiamente (anche se nel recente passato ha avuto diversi episodi di malfunzionamento). Come è stato sottolineato dal Comitato Bologna l’aeroporto incompatibile nel corso della prima riunione dell’Osservatorio, la centralina 6 ha segnalato spesso nel 2025 valori molto elevati di LVA: da aprile a ottobre 2025 LVA è oscillato tra 63 e 64,4 a un passo dal limite di legge fissato a 65 LVA.
Questo significa che molte zone densamente abitate subiscono rumore quasi al massimo consentito per mesi interi. È ormai dimostrato da molti studi che esposizioni prolungate a questi livelli di rumore danneggiano la salute e il benessere psicofisico, specialmente nei bambini.
Addirittura giovedì 4 dicembre (lo stesso giorno della prima riunione dell’Osservatorio) la
centralina 6 ha fatto registrare il record giornaliero mai raggiunto prima di 73,50 LVA
Totale. Altro picco lunedì 22 dicembre con 70,14. Questo dimostra che la centralina 6, a distanza di oltre 2 anni dall’entrata in funzione della nuova procedura antirumore, svolge il suo lavoro in maniera eccellente, intercettando molto bene il rumore aeroportuale, e, soprattutto, dimostra come le c.d. nuove rotte siano in realtà fumo negli occhi.
Non c’è stato nessun beneficio concreto in conseguenza delle c.d. nuove rotte. Le lamentele dei cittadini, specialmente sui social, continuano come e peggio di prima, anche per via dei troppi voli notturni sulla città. In proposito ribadiamo in questa sede la nostra richiesta di chiusura totale notturna del Marconi.
Del resto, a vanificare la nuova procedura antirumore c’è un fatto oggettivo rilevabile e rilevato
continuamente: molti piloti, evidentemente con l’assenso della torre di controllo, quando decollano da pista 12 e quindi sulla città non partono dall’estremità della pista ma da raccordi interni (spesso per motivi di tempo in quanto un altro aereo è in fase di atterraggio) e questo, comportando un evidente accorciamento della pista, provoca l’allargamento della virata, e quindi l’impatto su zone densamente popolate.
La ricollocazione delle centraline per intercettare le c.d. nuove rotte temiamo sia una cortina
fumogena per nascondere il vero obiettivo: spostare la centralina 6, la cui collocazione attuale dà evidentemente fastidio e intralcerebbe non poco i futuri, bellicosi piani di sviluppo del Marconi. Va sottolineata poi la presenza nei pressi della centralina 6 di recettori particolarmente sensibili, come ad esempio l’asilo nido Zucchelli e la scuola elementare Silvani. Nello specifico, l’asilo nido Zucchelli si trova a poco più di 300 metri in linea d’aria dalla centralina 6.
Se proprio si ritiene necessaria una ricollocazione delle centraline per intercettare meglio le c.d. nuove rotte degli aerei conseguenti alla nuova procedura antirumore, la società di gestione aeroportuale potrebbe acquistare una nuova centralina di tipo M che può essere collocata nel punto in cui si ritiene possa intercettare meglio le c.d. nuove rotte degli aerei.
Il costo di una centralina di tipo M, di poche decine di migliaia di euro, è senz’altro alla portata di AdB spa: la società che gestisce l’ aeroporto Marconi gode di ottima salute testimoniata dai bilanci degli ultimi anni e dalla consistente distribuzione di utili agli azionisti (oltre 26 milioni di euro nel biennio 2024/2025). Il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che verrà approvato nell’aprile 2026, confermerà senz’altro l’ottima situazione patrimoniale e finanziaria dell’aeroporto Marconi.
In alternativa potrebbe essere valutato lo spostamento della centralina 5 (anch’essa di tipo M), che ha evidenziato negli anni, e anche nel 2025, valori di LVA molto più bassi di quelli registrati dalla centralina 6: in particolare in nessun mese del 2025 questa centralina ha mai superato la soglia di 57 LVA come dato mensile di LVA Totale.
In conclusione, solo l’acquisto di una nuova centralina di tipo M o, in alternativa, lo spostamento della centralina 5 e la loro collocazione nel luogo ritenuto più opportuno dalla Commissione aeroportuale potrà fugare ogni dubbio e ogni timore della cittadinanza, ferma restando l’attuale collocazione della centralina 6.
Ogni altra scelta rischia di far crollare la fiducia di migliaia di persone che vivono sotto le rotte
degli aerei sulla reale volontà del Comune di Bologna di tutelare la loro salute: e di questo non si potrà non tener conto alle prossime amministrative.
Bologna 25 febbraio 2026
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