Con la “Strategia per l’attrazione in Italia degli investimenti industriali in Centri Dati (Data Center)" il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che identifica iter autorizzativi e l’identificazione delle aree del loro insediamento nel territorio, sono state definite anche la loro tipologia e dimensione.
In relazione al rispettivo consumo energetico sono state definite tre tipologie, ovvero “Hyperscale Grande oltre 9000mq >100MW, di Medio Medio 2000-9000mq >5MW e Edge Piccolo 400-1800mq <5MW.”
Che permette e rende obbligatorio un primo interrogativo: la loro iniziale pianificazione risulterà definitiva e/o solo il primo di tre stadi progressivi del potenziamento?
Anche la Regione Lombardia, prima regione della Penisola, dopo aver adottato una specifica normativa, con il PDL 150, afferma il suo ruolo strategico nell’economia digitale e nell’innovazione tecnologica, con sistemi hub digitali, anche se, la materia dovrebbe essere valutata nell'ambito di un eventuale contesto geo-urbanistico critico.
Ma la loro dimensione, la localizzazione integrata-hub, come si relazione con le ricadute sul territorio e sulla comunità dei cittadini residenti nel loro circondario? La loro vicinanza e localizzazione in prossimità di una pista di decollo e atterraggio, di un aeroporto è sottoposto ad analisi e valutazione del rischio (safety e risk assessment)?
Alcuni analisti, amplificano gli aspetti negativi, il loro
consumo e pericolo, i Data center per l’Intelligenza artificiale, ad esempio
sarebbero una minaccia per l’ambiente e la salute, sono altamente inquinanti,
energivori, impattano a livello urbanistico, paesaggistico ed elettromagnetico.
Innescano financo il problema PFAS, sarebbero previsti 1.300 morti all’anno
entro il 2030 per gli effetti dei Data center. L’innovativa legiferazione lombarda,
anche se è investito l’intera Penisola, la policy dei Data Center è
inesorabilmente invasiva. In ogni spazio territoriale, Dalle aree ex
industriali, commerciali dismesse agli spazi attigui a infrastrutture portuali
e aeroportuali. (1)
Nel comune aeroportuale di Peschiera Borromeo, localizzato
nel sedime dello scalo di Linate-Milano, dal febbraio 2025 sono stati avviati i
lavori di demolizione dell'edificio ex-Postalmarket sito nella frazione di San
Bovio, in prossimità di San Felice di Segrate, per consentire la costruzione
del nuovo Data Center di Microsoft.
L’amministrazione comunale il 26 ottobre 2024, con la
stessa, “Microsoft ha tenuto una presentazione nel quartiere San Bovio di
Peschiera Borromeo per informare la comunità sul suo progetto di costruire un
centro dati nell'area dell'ex Postalmarket”.
L’informativa ha riguardato il progetto, la sostenibilità
ambientale, i trasporti, l'istruzione e le opportunità di lavoro. Descrivendo
come “Il data center è già stato sottoposto alla valutazione di impatto
ambientale preliminare da parte del Ministero dell'Ambiente, che ha certificato
la qualità ambientale del progetto. Il data center non attingerà acqua dalla
falda acquifera locale e il Ministero dell'Ambiente ha confermato l'assenza di
rischi per le risorse idriche locali. L'energia utilizzata per il data center
proverrà da fonti rinnovabili al 100% fornite da Terna. Il Ministero
dell'Ambiente ha inoltre emesso un parere favorevole sulle misure di
mitigazione del rumore del data center. Il data center non genererà un aumento
significativo del traffico veicolare.”
Ma è un’analisi e una valutazione sufficiente, adeguata alla
localizzazione di un Data Center in prossimità di una pista di oltre 11 milioni
di passeggeri e 122.281 mila movimenti/anno? Dopo l’incidente dell’8 ottobre
del 2001 di Linate e il carico tragico, il crash su San Donato Milanese – 2021,
quando il jet privato Pilatus PC-12 decollato verso nord dall'aeroporto di
Linate, diretto a Olbia. sorvola l’idroscalo e Segrate precipitando sul tetto
di un palazzo Atm a San Donato avrebbe dovuto porre considerazioni allargate.
La questione, qualora non fosse risultata, precauzionalmente, analizzata valutata è stata imposta dalla realtà operativa del traffico aereo presso gli aeroporti.
Ma solo dopo due eventi crash nei pressi di Data Center. Il primo il 23 febbraio 2022, un ultraleggero in emergenza fu costretto
ad atterrare in prossimità del Data Center di NTT Global ad Ashburn, in Virginia. Il
pilota riportò lievi ferite. Il secondo nel Colorado nel settembre 2025. Dove un aereo Beech BE35 si
è schiantato nel parcheggio del data center Flexential di Denver-Englewood,
situato in 8636 Peoria Street. L'incidente è avvenuto a circa 800 metri a
sud-est dell'aeroporto di Centennial, in Colorado, intorno alle 6:25 del
mattino, ora locale. All'arrivo, i vigili del fuoco locali hanno dovuto domare
un incendio che "minacciava una struttura e un grande generatore".
"Non ci sono stati danni ai generatori o all'edificio
minacciato, non ci sono state altre persone coinvolte né altri problemi in
questo incidente", ha dichiarato Brian Willie, portavoce dei vigili del
fuoco di South Metro, durante una conferenza stampa sul luogo dell'incidente.
Questa breve cronaca USA dovrebbe diventare una premessa anche nel Belpaese.
Il Data Center della Microsoft di San Bovio, ancorché,
probabilmente esterno al Piano di Rischio Aeroportuale-PRA (Art 707 CdN), al
censimento del carico antropico e dell’indice di affollamento, probabilmente ,
anche esterno alle Curve di Isorischio (Art. 715 del Codice di Navigazione), ma
integrato nel Piano di Emergenza Esterno-PEE dello scalo di Linate, dovrebbe
precauzionalmente rientrare nelle valutazioni di un Parere Positivo della
Commissione di VIA7VAS/VIS di un Linate Masterplan aggiornato.
News allegate:
Aeroporti e "Data Center" extrasedime/sotto le rotte: note su ipotetiche criticità e rischio/safety. P.E.E.
https://aerohabitat.blogspot.com/2026/06/aeroporti-e-data-center-sotto-le-rotte.html
Lombardia, aeroporti e data Center, la coesistenza abbisogna di verifiche safety/riask assessment e PEE?
https://aerohabitat.blogspot.com/2026/06/lombardia-aeroporti-e-data-center-la.html