Con la recente presentazione al Mit del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 è stata ribadita la scelta di potenziamento sostanziale del traffico intercontinentale dal Belpaese. I tre storici scali hub, dopo Fiumicino e Malpensa, Venezia-Tessera ha concretizzato l’opzione per il Nord-Est italiano. La realtà manifesta nel PNA, tuttavia ha aperto l’opportunità anche per scali ritenuti periferici.
E’ notizia recente del nuovo volo diretto Venezia Pechino.
Dei 41 scali esistenti, riconfigurati nelle 13 reti territoriali strategiche nelle prospettive al 2035, ovvero il Nord Est, Nord Ovest, Milano (con gli scali di Linate e Malpensa), Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Roma Fiumicino, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna, altri aeroporti “nazionali” hanno aperto o stanno accordandosi su mete intercontinentali.
Le prospettive del traffico
intercontinentale della Penisola avrebbe previsto un incremento progressivo di
tali voli, raggiungendo il 35 % al 2030 e 50% al 2035 per gli aeroporti di
rilevanza intercontinentale.
Grandi Hub Intercontinentali, operativi tutto l'anno, ovvero
Roma Fiumicino on voli no-stop Milano Malpensa, che collega intercontinentali
per tutto il Nord Italia, il "Marco Polo" di Venezia, terzo gate
intercontinentale, opera collegamenti costanti e stagionali verso mete chiave
come New York, Atlanta, Dubai e Doha.
Il terzo è Napoli Capodichino con una forte espansione nei
voli diretti verso il Nord America, verso New York, Atlanta e Chicago. Ma a
questi si sono aggiunti, come voli stagionali Milano Linate con voli verso il
Medio Oriente (es. Gedda e Riad), Catania Fontanarossa, vero gli USA, ma anche
da Bologna Guglielmo Marconi e da Palermo "Falcone e Borsellino".
Ma non è finita, sono in corso trattative per l'apertura di voi long range stagionali anche da aeroporti "turistici" del Mediterraneo verso la Cina
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