I media di queste ultime giornate riportano che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha, infine, convocato per il prossimo 12 maggio, le principali aerolinee operative nel Belpaese per la presentazione del nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035.
Ma un recente documento ENAC dal titolo PIANO NAZIONALE
DEGLI AEROPORTI – aggiornamento e revisione - Linee Guida sembrerebbe anticipare
la nuova definizione dello stesso PNA-Piano Nazionale Aeroporti.
L’Executive Summary riportando il Piano Nazionale degli
Aeroporti vigente, i suoi limiti, analizza l’evoluzione del quadro previsionale
nell’ultimo quinquennio in rapporto alla crescita della domanda al 2035 delinea
le proposte per la nuova struttura del Piano Nazionale.
La parte saliente, il focus rilevante delle “Linee Guida” rimanda ed è sintetizzata nelle note relative alla saturazione delle infrastrutture aeroportuali e dello spazio aereo europeo:
L’orizzonte temporale della revisione del Piano Nazionale
degli Aeroporti è al momento fissato al 2035, traslato quindi di cinque anni
rispetto a quello della vigente versione.
Al netto delle correzioni che saranno necessarie nel breve
periodo, per tenere conto dell’impatto della pandemia di cui al punto
precedente, la previsione di traffico passeggeri può essere fissata in un
volume di riferimento riconducibile ad un valore di 300 milioni di passeggeri
al 2035.
Tali stime andranno comunque confermate alla luce delle
previsioni contenute nelle pubblicazioni di settore e aggiornate con cadenza
almeno quinquennale in modo da rendere “resilienti” i dati posti alla base
della pianificazione strategica nazionale.
Uno dei documenti maggiormente considerati per le previsioni
di lungo periodo è la pubblicazione quinquennale Eurocontrol “Challenges of
growth”, l’ultima delle quali è stata prodotta e diffusa nel 2018.
Il Report segue l’impostazione già consolidata nelle
precedenti pubblicazioni Eurocontrol riguardanti le previsioni di traffico a
livello comunitario, basando queste su quattro possibili scenari di crescita;
tali scenari sono denominati Global Growth, Regulation & Growth, Happy
Localism e Fragmented World e si differenziano tra loro a seconda degli input
di base assunti, dipendenti da diversi fattori socio-economici e dalla maggiore
o minore propensione al volo dei passeggeri comunitari.
Per lo scenario più probabile (Regulation & Growth)
Eurocontrol prevede che nei prossimi anni ci sarà un incremento dei voli sui
cieli europei caratterizzato da un tasso di crescita medio annuo del 1,9%,
capace di raggiungere nel 2040 i 16,2 milioni di voli (+53% rispetto al
traffico registrato nel 2017).
Nel Report, Eurocontrol sottolinea come tale domanda di
traffico rischia di non essere intercettata da un’adeguata capacità delle
infrastrutture aeroportuali: infatti, l’incremento di voli atteso genererà
nelle previsioni 4 milioni di movimenti in più (arrivi e partenze) sulle piste
di volo europee.
Al contrario, gli interventi attualmente pianificati allo
scopo di incrementare la capacità aeroportuale dei primi 20 scali europei per
volume di traffico, sono in grado di gestire solo 2,4 milioni di movimenti in
più al 2040, risposta infrastrutturale insufficiente per una tale previsione di
crescita.
Senza un cambio di passo nella programmazione della capacità
aeroportuale a scala continentale, da qui al 2040, 160 milioni di passeggeri
non potranno essere processati presso gli scali europei e si registrerà
un’esplosione dei ritardi; i voli con ritardi fino a 2 ore saranno nel 2040 in
numero 7 volte maggiore di quello attuale e i minuti di ritardo medio
passeranno da 12 a 20 min. Il numero di passeggeri impattati da ritardi maggiori
di due ore passeranno dagli attuali 50.000 pax/giorno a 470.000 pax/giorno".
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