martedì 12 maggio 2026

"Hormuz" e il carburante avio: EASA pubblica una S.I.B. sull’uso sicuro del "Jet A aviation fuel" in Europa

L’EASA ha pubblicato un Safety Information Bulletin (SIB), una raccomandazione sull’impiego del carburante aereo statunitense di tipo A. La Commissione europea, a sua volta, resta in attesa di quel documento per poter rendere pubbliche le linee-guida sul trasporto.

Il provvedimento EASA dovrebbe risolvere e superare l'utilizzo diversificato tra il Jet A, standard normalmente impiegato negli Stati Uniti, e il Jet A-1, riferimento in Europa. 

Anche se per l’impiego del Jet A, EASA starebbe predisponendo linee-guida tecniche specifiche per aerolinee e rifornitori aeroportuali, al fine di assicurare compatibilità operativa e mantenimento pieno degli standard di sicurezza.

Il comunicato stampa (Ufficio Stampa EASA) allegato è il seguente:

"L’EASA informa: “La situazione in Medio Oriente e nel Golfo Persico ha avuto un impatto sulla fornitura di Jet A-1 grade fuel, tradizionalmente utilizzato in Europa. Gli aviation and fuel supply stakeholders stanno quindi valutando la fattibilità dell’utilizzo di Jet A grade fuel, proveniente da altre regioni del mondo, per far fronte a una potenziale carenza.

In questo contesto, l’EASA ha pubblicato un Safety Information Bulletin (SIB) per guidare gli operatori del settore aeronautico nella gestione sicura del Jet A grade fuel in un Jet A-1 environment”.

“Il Jet A grade fuel è già utilizzato in Nord America, anche sui voli in partenza per l’Europa. Una potenziale introduzione nei mercati che tradizionalmente utilizzano Jet A-1 deve essere gestita adeguatamente. Gli operatori devono essere consapevoli delle differenze nelle proprietà del fuel (in particolare il Jet A ha un maximum freezing point più elevato rispetto al Jet A-1).

Le operational procedures for air operators, i fuel handling controls for aerodromes and ground handling organisations, nonché le comunicazioni tra le organizzazioni, devono essere rivisti per garantire che tutti i rischi derivanti da tali differenze siano gestiti correttamente”, prosegue l’EASA.

Oggi, la European Commission ha inoltre pubblicato la guidance che chiarisce le flessibilità previste dalle EU rules esistenti, utili a mitigare l’impatto della crisi sull’aviation sector”, conclude l’EASA."

lunedì 11 maggio 2026

Ultraleggero biposto precipita e sfonda un’auto in transito sull’Aurelia, atterrava su una pista erbosa

Un ultraleggero ad ala alta, un modello P92 Js, decollato nella mattinata di sabato 9 maggio dall’aeroporto di Tassignano, in provincia di Lucca con due occupanti, marito e moglie.

La dinamica dell’incidente ipotizza la collisione del velivolo, impegnato, nella fase di atterraggio, con alcuni cavi elettrici. Il velivolo, intorno alle 14.00, nel crash con l’auto in transito, lungo la vecchia Aurelia a Cecina (Livorno), all'altezza di via dei Parmigiani, è stato completamente distrutto. Il TecnamP92 ha colpito l'auto in transito, lateralmente, a circa 200 metri, dalla pista erbosa dell'aviosuperficie di Cecina-Porta della Maremma.

I soccorsi, con un'ambulanza, i vigili del fuoco, la polizia municipale, e i carabinieri, sono rapidamente intervenuti. Illesi i due occupanti a bordo dell'ultraleggero, marito e moglie, e anche il conducente dell'auto non avrebbe riportato ferite.

ANSV ha emanato il seguente comunicato:

“Un team investigativo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) svolgerà un sopralluogo operativo sul relitto dell’aeromobile Tecnam P92 marche di identificazione I-SBON, che, oggi 9 maggio, a Cecina (LI), per cause che saranno accertate, è stato coinvolto in un incidente; nell’evento, occorso lungo la Strada statale Aurelia, è stato interessato anche un autoveicolo. Il team ANSV esaminerà anche il sito dell’incidente.

Feriti i due occupanti del velivolo, sostanzialmente incolume il conducente dell’auto.”

venerdì 8 maggio 2026

Italia-Europa e traffico aereo: il ruolo strategico delle flotte low-cost, e adesso anche nel long-range

In Europa, con la liberalizzazione del trasporto a fronte del processo di deregolamentazione che avrebbe dovuto concludersi nel 1997, il fenomeno delle flotte low cost sembrava essere circoscritto nei due paesi delle isole della Gran Bretagna e in Irlanda.  Con la rivoluzione innescata da EasyJet e Ryanair è comunque scoppiato l’embrione di un riassetto organizzativo aziendale e della rete dei collegamenti aerei su scali periferici. 

Almeno nell’analisi interna del continente europeo

L’offerta dei vettori low cost e la competitività nel corto e medio raggio, ha dilatato progressivamente la quota di mercato con l’ausilio della insidiosa politica del co-marketing territoriale.

Nel corso di alcuni anni, divenuti decenni il “market share” e l’acquisizione degli SLOT sugli scali non-hub, di cintura territoriale circostante, ha determinato una crescita costante  e progressiva. Se il sostegno del co-marketing in Italia – come segnalato da alcuni media - avrebbe garantito finanziamenti di oltre 500milioni/euro/anno, la rete low cost si è insediata e ramificata con scali diventati base di riferimento/mini-hub con lo stazionamento/sosta notturna di alcuni aeromobili. Con la contemporanea attivazione di una rete di rotte con riposizionamento notturno dei velivoli sullo stesso scalo. Con 10, 15, 18 basi notturne.

La “colonizzazione” di alcuni scali, inizialmente minori, ha trainata il loro sviluppo, progressivamente acquisendo posizione di supremazia rispetto ai vettori tradizionali.

La politica dei ridotti costi operativi e delle politiche conseguenti, associate ad un sistema tariffario ipercompetitivo è stato un richiamo per il passeggero classico, tradizionale, creando una cultura di passeggeri giornalieri e/o del week-end, con profili turistici innovativi.

La nuova domanda di voli ha incentivato l’incremento del traffico aereo, rendendo il viaggio aereo accessibile ad un nuovo mercato, accessibile, per nuovi viandanti.

L’omogeneità dell’aeromobile impiegato (Boeing 737 e varianti e/o Airbus 320 e varianti) ha reso ancora più concorrenziale la flotta dei low cost. Estreme politiche load-factor (coefficiente di carico e riconfigurazione posti/sedili a-bordo), innovative politiche di vendite on-board, aumentando i ricavi, hanno consentito di comprimere i costi.

La politica dei ridotti tempi di transito degli aeromobili, rapidi check-in check-out per bagagli e viaggiatori, il tentativo di rimuovere/sospensione/cancellazione delle tasse “addizionali -comunali “, delle dimensioni bagagli per cappelliere e sedili, accentuano e/o corrispondono all’offerta di tariffe più basse.

La frequenza dei voli, delle cosiddette tratte nell’arco giornaliero, superiori a quelle praticate dalle aerolinee con personale di volo “sindacalizzato”, rappresentano un’ulteriore trincea competitiva.

Lo scontro sul “modello di business”, in sostanza, ha determinato la prevalenza competitiva delle low cost. In attesa della prossima frontiera concorrenziale, quella dei voli internazionali extra-UE, Quella dei voli long-range, peraltro già avviata su alcune destinazioni, extra europee. Prossima nei voli extra Atlantici e medio orientali verso il Far East.

giovedì 7 maggio 2026

Piano Nazionale Aeroporti-PNA, sarà presentato il prossimo 12 maggio: con i volumi di traffico al 2035

I media di queste ultime giornate riportano che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha, infine, convocato per il prossimo 12 maggio, le principali aerolinee operative nel Belpaese per la presentazione del nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035.

Ma un recente documento ENAC dal titolo PIANO NAZIONALE DEGLI AEROPORTI – aggiornamento e revisione - Linee Guida sembrerebbe anticipare la nuova definizione dello stesso PNA-Piano Nazionale Aeroporti.

L’Executive Summary riportando il Piano Nazionale degli Aeroporti vigente, i suoi limiti, analizza l’evoluzione del quadro previsionale nell’ultimo quinquennio in rapporto alla crescita della domanda al 2035 delinea le proposte per la nuova struttura del Piano Nazionale.

La parte saliente, il focus rilevante delle “Linee Guida” rimanda ed è sintetizzata nelle note relative alla saturazione delle infrastrutture aeroportuali e dello spazio aereo europeo:

 "Crescita della domanda al 2035

L’orizzonte temporale della revisione del Piano Nazionale degli Aeroporti è al momento fissato al 2035, traslato quindi di cinque anni rispetto a quello della vigente versione.

Al netto delle correzioni che saranno necessarie nel breve periodo, per tenere conto dell’impatto della pandemia di cui al punto precedente, la previsione di traffico passeggeri può essere fissata in un volume di riferimento riconducibile ad un valore di 300 milioni di passeggeri al 2035.

Tali stime andranno comunque confermate alla luce delle previsioni contenute nelle pubblicazioni di settore e aggiornate con cadenza almeno quinquennale in modo da rendere “resilienti” i dati posti alla base della pianificazione strategica nazionale.

Uno dei documenti maggiormente considerati per le previsioni di lungo periodo è la pubblicazione quinquennale Eurocontrol “Challenges of growth”, l’ultima delle quali è stata prodotta e diffusa nel 2018.

Il Report segue l’impostazione già consolidata nelle precedenti pubblicazioni Eurocontrol riguardanti le previsioni di traffico a livello comunitario, basando queste su quattro possibili scenari di crescita; tali scenari sono denominati Global Growth, Regulation & Growth, Happy Localism e Fragmented World e si differenziano tra loro a seconda degli input di base assunti, dipendenti da diversi fattori socio-economici e dalla maggiore o minore propensione al volo dei passeggeri comunitari.

Per lo scenario più probabile (Regulation & Growth) Eurocontrol prevede che nei prossimi anni ci sarà un incremento dei voli sui cieli europei caratterizzato da un tasso di crescita medio annuo del 1,9%, capace di raggiungere nel 2040 i 16,2 milioni di voli (+53% rispetto al traffico registrato nel 2017).

Nel Report, Eurocontrol sottolinea come tale domanda di traffico rischia di non essere intercettata da un’adeguata capacità delle infrastrutture aeroportuali: infatti, l’incremento di voli atteso genererà nelle previsioni 4 milioni di movimenti in più (arrivi e partenze) sulle piste di volo europee.

Al contrario, gli interventi attualmente pianificati allo scopo di incrementare la capacità aeroportuale dei primi 20 scali europei per volume di traffico, sono in grado di gestire solo 2,4 milioni di movimenti in più al 2040, risposta infrastrutturale insufficiente per una tale previsione di crescita.

Senza un cambio di passo nella programmazione della capacità aeroportuale a scala continentale, da qui al 2040, 160 milioni di passeggeri non potranno essere processati presso gli scali europei e si registrerà un’esplosione dei ritardi; i voli con ritardi fino a 2 ore saranno nel 2040 in numero 7 volte maggiore di quello attuale e i minuti di ritardo medio passeranno da 12 a 20 min. Il numero di passeggeri impattati da ritardi maggiori di due ore passeranno dagli attuali 50.000 pax/giorno a 470.000 pax/giorno".

 

mercoledì 6 maggio 2026

Aeroporti maggiori e minori, ormai tutti i masterplan hanno integrato, insediano, impianti fotovoltaici

Il documento noto come la “POLICY PER L’INSTALLAZIONE E LA GESTIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN AEROPORTO” è divenuto una sorta di linee guida di riferimento del dossier allegato al masterplan/piano di sviluppo di ogni aeroporto del Belpaese. 

Chi potrebbe, infatti, rinunciare all’integrazione di un impianto fotovoltaico?

Anche l’aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” ha pianificato tale installazione, entro e/o al di fuori del sedime dello scalo. A Peretola, non ultimo scalo, l’impianto fotovoltaico da circa 5 MW sarebbe localizzato nell’area nord dello scalo. Da Trieste -Ronchi dei Legionari a Pantelleria, dei maggiori scali italiani, ma anche di taluni scali minori, tutti vantano tali installazioni. Dal Nord al Sud della Penisola.

Le opere del "fotovoltaico" devono essere inquadrate anche nel riferimento alla Circolare APT-32 - Il Demanio Aeronautico Civile Statale – Gestione e Strumentalità.  Le infrastrutture aeroportuali hanno  classificato e definito il ruolo strategico del finanziamento delle opere, associate, nel dettaglio della sistemazione delle celle fotovoltaiche, con pannelli con vario cromatismo e tessitura non riflettente.

Tali da poter essere integrate nel panorama, nello scenario paesaggistico, anche con l'obiettivo di prevenire l’effetto abbagliamento da fotovoltaico nei pressi degli aeroporti.

Ma occorrerà, probabilmente, definire anche eventuali ricadute nel contesto operativo del risk-safety assessment del traffico aereo di ogni specifico aeroporto.

La progettualità è stata definita nelle Linee Guida LG 2022/02 APT Ed.1 del 26/04/2022 – Valutazione degli impianti fotovoltaici nei dintorni aeroportuali.

Nel Numero: 2022/002-APT - Ed. n. 1 del 26/04/2022 si legge:

“Le Linee Guida contengono elementi di dettaglio di tipo interpretativo o procedurale per facilitare l’utente nella dimostrazione di rispondenza ai requisiti normativi. Sono  generalmente associate a Circolari. Dato il loro carattere non regolamentare, i contenuti delle Linee Guida (LG) non possono essere ritenuti di per se obbligatori. Quando l’utente interessato sceglie di seguire le indicazioni fornite nelle LG, ne accetta esplicitamente le implicazioni sul proprio impianto organizzativo da esse come risultante ed esprime il proprio forte impegno a mantenersi aderente ad esse ai fini della continua rispondenza al requisito normativo interessato. I destinatari sono invitati ad assicurare che le presenti Linee Guida siano portate a conoscenza di tutto il personale interessato.”

 Criteri di accettabilità descritti sono i seguenti:

"Sulla base della disamina delle diverse metodologie di valutazione dell’impatto visivo, è possibile determinare i seguenti criteri di accettabilità:

 Metodo qualitativo

Il metodo qualitativo può essere adottato per dimostrare l’assenza di condizioni peggiorative di abbagliamento rispetto alle condizioni ambientali preesistenti con riferimento all’installazione proposta.

La valutazione qualitativa può basarsi sull’analisi dei coefficienti di riflettività dei moduli fotovoltaici rispetto alle caratteristiche dei materiali su cui l’installazione andrà a sovrapporsi, o su una semplice analisi geometrica che escluda la possibilità di raggi riflessi a carattere infastidente.

A corredo del metodo qualitativo possono essere inoltre impiegati:

o esiti positivi di report dal personale di torre/piloti per installazioni analoghe sul medesimo scalo;

o prove dimostrative su campo con campioni di pannelli fotovoltaici ed esito delle valutazioni svolte con il personale di torre, piloti e funzionari aeroportuali.

o il certificato del produttore dei moduli fotovoltaici scelti per il progetto, attestante le caratteristiche di riflettività dei materiali in funzione degli angoli di incidenza delle radiazioni solari.

 Metodo quantitativo

Il metodo quantitativo prevede la dimostrazione analitica dell’assenza di fenomeni dannosi da abbagliamento mediante analisi geometrica o simulazione con software. 

I punti ove operare tale verifica sono legati alla collocazione dell’osservatore, nella fattispecie l’operatore in torre di controllo ed ovviamente il pilota nelle varie fasi di volo ritenute significative.

Il metodo quantitativo può prevedere modellazioni basate su metodologie analitiche (quali ad esempio le analisi geometriche combinate con la valutazione del tipo di visione coinvolta) o simulazione mediante software.

Qualora l’esito della valutazione quantitativa dovesse evidenziare la presenza di un potenziale per immagine residua temporanea, occorrerà modificare il layout dell’installazione o corredare l’analisi con un risk assessment contenente la valutazione dei rischi in relazione alla tipologia di operazioni aeronautiche previste, in particolare: 

- un’analisi dell'efficacia delle misure esistenti, se presenti, per mitigare tale abbagliamento (quali ad esempio vetri antiriflesso e tende parasole presso la torre di controllo);

- adozione di eventuali ulteriori misure di mitigazione dell’impatto;

- adozione di misure di monitoraggio.

Gli esiti delle valutazioni del risk assessment devono garantire il rispetto dei seguenti requisiti:

• Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia pista fino ad una distanza di 3 km (rif. standard FAA e Doc ICAO 8168).

• Nessun abbagliamento per le torri di controllo del traffico aereo ("ATCT") all'altezza della cabina.

• Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disotto della DH (così come definita nel Doc ICAO 8168).

 Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disotto della MDH (così come definita nel Doc ICAO 8168), a meno che non sia dimostrata la disponibilità per il pilota di un adeguato tempo di risposta per abortire l’atterraggio.

 Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disotto della MDH (così come definita nel Doc ICAO 8168), a meno che non sia dimostrata la disponibilità per il pilota di un adeguato tempo di risposta per abortire l’atterraggio.

 Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disopra della MDH (così come definita nel Doc ICAO 8168), a meno che non sia dimostrata la disponibilità per il pilota di un adeguato tempo di risposta per abortire l’atterraggio."

martedì 5 maggio 2026

Caldonazzo (TN), sabato 2 maggio. Ultraleggero in atterraggio di fortuna per guasto motore

L’evento incidentale con l’ultraleggero, probabilmente, in planata controllata per avaria/spegnimento del propulsore ha concluso il volo in prossimità della statale della Valsugana. Una situazione di emergenza che ha comunque permesso ai due occupanti, pilota e passeggero di uscire incolumi dal cockpit.

La planata è avvenuta intorno alle 18.00 di sabato 2 maggio, in un terreno erboso adiacente alla strada statale 47 delle Valsugana, tra Levico e Caldonazzo, in località Coste.

L’ultraleggero era decollato dalla pista dell’aviosuperficie di Asiago e la “natura tecnica” riconducibile al motore, non avrebbe, comunque, causato danni, ripercussioni visibili, né sul carrello e nemmeno sulla struttura del velivolo.

Sono intervenuti rapidamente soccorsi, vigili del fuoco del corpo permanente di Trento, insieme ai corpi volontari di Levico Terme e Caldonazzo.

lunedì 4 maggio 2026

Malpensa verso oltre 1000voli/giorno? La news del Comitato Territoriale Malpensa sulla "single runway"

In attesa del 10 maggio, della riapertura della pista 35 Left il COMITATO TERRITORIALE MALPENSA di Lonate Pozzolo, analizzando le operazioni di volo sula pista 35 Destra, causa la chiusura per il rifacimento del manto di asfalto, della pista 35 Sinistra e riconfigurazione di alcuni entry/exit dei rullaggi, ha diffuso il seguente comunicato. Lo stesso è stato condiviso dal Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’Aeroporto di Malpensa.

E-mail: info@ comitatoterritorialemalpensa.it
Lonate Pozzolo, 30 aprile 2026
COMUNICATO STAMPA
"MALPENSA e le manutenzioni: una risposta…in attesa di ulteriori, basilari risposte.
Apprendiamo con sollievo, dagli organi di stampa, che la pista 35L/17R, riaprirà il 10 maggio.
Apprendiamo inoltre, con un certo interesse, che, citando quanto dichiarato da Claudio Cuccorese, direttore delle Infrastrutture di Sea .”
con una sola pista aperta si registrano circa 530 movimenti al giorno, soltanto il 10 per cento in meno rispetto alla media del periodo di 590.”
Un plauso all’abilità della compagine aeroportuale nel gestire il maggior numero di movimenti
possibili in qualsiasi situazione. 
Nondimeno questo conferma i dubbi, le riflessioni e i quesiti posti nel nostro comunicato dello scorso 20 aprile.
I numeri sopracitati fotografano la seguente situazione “sul campo” :
Il 100% degli atterraggi - rispetto all’utilizzo delle 2 piste, che ha visto una riduzione dei movimenti del solo 10% - sono stati effettuati sulla pista 35R.
Quanti atterraggi sono stati effettuati su detta pista nel periodo considerato? Quanti sono previsti fino al 10 maggio?
Quanti decolli notturni a sud sono stati effettuati e/o saranno effettuati, dalla pista 17L, vale a dire la pista 35R percorsa da nord a sud, da qui al 10 maggio?
Ricordiamo che i movimenti sopracitati sono tutti esclusivamente sul territorio di Lonate Pozzolo, e precisamente sulla zona abitata.
Non ci stanchiamo di riproporre le seguenti domande:
E’ stata fatta una valutazione del rumore adeguata ai movimenti di tale periodo, con particolare riguardo ai voli notturni ?
I sindaci dei Comuni interessati dalle SID - nord e sud- in atterraggio e decollo dalla pista 35R/17L, hanno chiesto e preteso che venisse effettuata una corretta valutazione del rumore, alla luce dell’utilizzo di una sola pista? Uno scenario, ad esempio, con extra voli, modellizzato con AEDT, da comparare con la realtà operativa della “single runway”.
• Numerosi decolli sono avvenuti da inizio pista e/o da punti intermedi, come risulta peraltro da molteplici casi reali ? (riscontrabili sul sito specializzato flightradar24.com).
• I decolli avvengono a spinta piena e/o ridotta, con riduzione a 800/1000/1500 piedi?
• Quale tipologia di procedure iniziali di salita ( ICP-Initial Climb Procedure) è stata imposta alle varie tipologie di aeromobili?
• L’arco diurno e notturno dei movimenti, con l’autorizzazione e l’assegnazione di nuovi SLOT (banda oraria dei decolli), deve implicare analisi aggiuntive sulle ricadute acustiche e atmosferiche?

E’ stata eseguita altresì un’analisi del rischio terzi (con Index Matrix) derivante dall’attuale operatività’?
Un esempio di quanto accaduto nella serata di ieri 29 aprile : un Airbus A300-cargo DHL in fase di avvicinamento alla pista 35R per l’atterraggio, è stato costretto a “riattaccare” per indisponibilità della pista, presso cui transitava altro aeromobile.
Tale procedura si è concretizzata in una virata stretta ad est, precisamente in prossimità della zona più densamente popolata.
Alleghiamo quanto rilevato dal sito flightradar24.com.
A volte un’immagine è più eloquente di tante parole.
Quante altre riattaccate con virata a destra sono avvenute? Quante sottoseparazioni nelle strette sequenze decollo e atterraggio? A quale quota sugli abitati, sul terreno, sono state registrate a nostra insaputa? Forse con sorvolo di quartieri di Lonate, Ferno e magari Cascina Costa-Leonardo?
Se con la flessibilità operativa di una sola pista (35R/17L) sono avvenuti oltre 530 movimenti/giorno, con entrambe le piste potremo raggiungere, “finalmente”, oltre 1000 movimenti/giorno.
Con quali scenari di curve di isorischio, di safety e risk assessment stimati, sono stati autorizzati i 530 movimenti/giorno di questi ultimi due mesi? La commissione aeroportuale con i sindaci del CUV ne erano consapevoli? Lo avevano autorizzato?
COMITATO TERRITORIALE MALPENSA
Il Presidente: Marziali Patrizia
Per condivisione dei contenuti, aderisce il:
_
Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’Aeroporto di Malpensa."