Come ricorda ENAC “I Master Plan rappresentano gli strumenti che individuano le principali caratteristiche degli interventi di adeguamento e potenziamento degli scali tenendo conto delle prospettive di sviluppo dell’aeroporto, delle infrastrutture, delle condizioni di accessibilità e dei vincoli imposti sul territorio”.
Ma quale rapporto intercorre tra una presentazione pubblica e il Parere Positivo della Commissione VIA-VAS-AIA?
Un masterplan aeroportuale deve essere approvato, diventando esecutivo, dopo un iter che inizia con il nullaosta tecnico di Enac, attraverso una prima procedura di analisi e verifiche safety/risk assessment, di compatibilità ambientale, di conformità urbanistica, verso l’approvazione finale con la definizione dell’importo opere.
Ma nel web MIT non sono state ancora evidenziate novità sul Masterplan2035 di Napoli Capodichino, non sono ancora disponibili documenti specifici, con i piani di interventi con le specifiche di orizzonte temporale delle opere.
Nel frattempo il Comitato Civico No Fly Zone ha proposto, by PEC, una prima sintesi delle osservazioni che saranno presentate alla Commissione VIA-VAS-AIA (download dahttps://www.facebook.com/groups/1860631857511432) :
Spett.le ENAC
Spett. le Regione Campania c.a. Presidente Roberto Fico
Spett.le Comune di Napoli c.a. Sindaco Gaetano Manfredi PROT. U0017 DEL 14/09/2026
OGGETTO: EVIDENZE E OSSERVAZIONI CRITICHE BASILARI AL MASTER PLAN DELL’AEROPORTO DI NAPOLI CAPODICHINO
Convinti dell’importanza che il Distretto Aeroportuale Campano riveste per lo sviluppo economico e turistico del territorio le sottostanti evidenze del tutto trasparenti e ovvie, rappresentano doverosa analisi minimale agli obiettivi e alle prospettive di sviluppo dell’Aeroporto di Napoli-Capodichino.
Tale sviluppo tuttavia, deve innanzitutto ottemperare ai target di safety per il volo e di risk per il territorio circostante, e comunque non può essere perseguito a discapito della salute dei cittadini, della qualità della vita e dell’equilibrio urbanistico e ambientale della Città di Napoli.
Il recente PNA-Piano Nazionale degli 2026-2035 ha legittimamente affermato il “ruolo strategico degli aeroporti per l’economa del Paese”, anche se nel quadro del “Sistema integrato aeroportuale Campano (Napoli - Salerno)” ha evidenziato alcune criticità, colli di bottiglia, in presenza di alcune “deviazioni” alle conformità “aviation” dei suddetti due scali.
Non è accettabile, in tale contesto, procedere a un ulteriore potenziamento dell’attività aeroportuale senza una preventiva e rigorosa valutazione dei safety/risk assessment dell’aerodrome, delle ricadute, degli impatti sanitari, ambientali e cumulativi sulla popolazione residente.
Il Master Plan del “Distretto Campano” dovrà essere riformulato, diversificando i ruoli di Capodichino e Grazzanise.
Capodichino ha un sedime aeroportuale di 250 ettari, Pontecagnano potrà diventare un Regional Air Mobility Airport, ma solo una infrastruttura di oltre 1000 ettari come quella di Grazzanise potrà integrare e risolvere scenari del traffico aereo al 2035.
Non è concepibile che su un aeroporto classificato D come quello di Capodichino, operino flotte intercontinentali di categoria superiore quali E, F heavy come Boeing 787-800, Airbus 330, Airbus 380-800 ed equivalenti, del peso di 200/400 tonnellate.
L’irrisolta questione del rifacimento della pista 06/24, da troppi anni in attesa delle opere primarie, sta contrapponendo GESAC e ENAC. Il ripristino di una pista, una sorta di saliscendi longitudinale e trasversale, non conforme agli standards ICAO-EASA, aggrava la realtà operativa.
Le Linee Guida LG 2019/005-APT “Catalogo delle pavimentazioni aeroportuali” Ed. 1 del 16/12/2019 di ENAC, sono superate.
Il Climate-Change di questo periodo, che con 40° di temperatura esterna e 65° sulla pavimentazione della pista, costringerebbe uno scavo del terreno di almeno 67 cm (vedi pista 35 Sinistra a Malpensa), determinando interrogativi sulla tenuta dell’intero sedime e la zona bradisismica ne accentua le precarietà.
La capacità aeroportuale è supercritica, definita dal “airport capacity crunch”, rappresenta un gap strutturale per Capodichino. I limiti air - side, del terminal e del numero di piazzole di sosta aeromobili impedisce il masterplan oggi proposto. Dal limite di 84.000 movimenti/anno attuali, al limite teorico di 96.109, verso il target ritenuto sostenibile di 155.520 rappresenta una sfida incomprensibile: del tutto impraticabile! Altrettanto la pretesa di una capacità pista di 30 movimenti/ora attuali al traguardo di 37 movimenti/ora è improponibile.
La geo-localizzazione in una infrastruttura aeroportuale, come strumento di pianificazione e di indirizzo strategico per il “distretto campano” impone di risuscitare il ruolo di Grazzanise.
Il rifacimento della pista e dei piazzali è inevitabile, ma con quali risultati? La taxiway, il percorso parallelo alla testata pista 24, come noto non parallela non potrà trovare soluzione, determinando limiti/vincoli operativi per aeromobili con apertura alare rilevante. Capodichino opera in attesa di un Piano di Emergenza Esterno che i sindaci di Napoli, Casoria e Casalnuovo non hanno dettagliato ai cittadini residenti interessati, ma anche in assenza di mappe di vincolo approvate e con un Parere Positivo di Masterplan superato verso un Masterplan futuro da
sottoporre ad una rinnovata procedura della Commissione VIA-VAS-AIA (Valutazione di impatto Ambientale-Strategica e Autorizzazione Integrata Ambietale).
Si ritiene sin d’ora che gli obiettivi di ulteriore incremento dell’attività aeroportuale non siano realisticamente raggiungibili né sostenibili nell’attuale sito di Capodichino tenuto conto della sua collocazione all’interno di un tessuto urbano densamente abitato e delle criticità ambientali, sanitarie, infrastrutturali e viabilistiche già esistenti.
È pertanto necessario che siano revocate le deviazioni prima di assumere qualsiasi decisione sul potenziamento di Capodichino e che venga seriamente e concretamente valutata l’imminente apertura dello scalo di Grazzanise quale infrastruttura potenzialmente idonea ad assorbire parte della crescita prevista, evitando di concentrare ulteriormente traffico aereo e relativi impatti sulla popolazione residente a Napoli.
In particolare, si chiede di verificare con urgenza lo stato effettivo dell’iter autorizzativo e progettuale relativo a Grazzanise, come da impegni presi nel 2009 dal gestore aeroportuale per la delocalizzazione di Capodichino.
CONCLUSIONI
Dopo aver rilevato con preoccupazione il quadro sanitario che interessa alcune delle aree maggiormente esposte agli effetti dell’attività aeroportuale e del traffico quali i quartieri del centro storico e dell’area portuale, unitamente al quartiere di San Pietro a Patierno, immediatamente a ridosso dell’aeroporto di Capodichino, è indispensabile l’avvio sistematico di una indagine epidemiologica specifica.
Secondo i dati acquisiti presso il Registro Tumori e le segnalazioni provenienti dall’ Associazione Scientifica Internazionale ISDE Medici per l’ Ambiente – Sezione di Napoli nella persona del Dott. Antonio Marfella, in tali aree sarebbero stati rilevati livelli di incidenza dei tumori polmonari particolarmente preoccupanti, che meritano un approfondimento scientifico e istituzionale specifico.
Per le ragioni sopra esposte, si chiede che ogni valutazione relativa al Master Plan di Capodichino venga sospesa o comunque subordinata:
1. alla piena conoscenza e valutazione del Master Plan e dei suoi effettivi obiettivi;
2. ad una rigorosa valutazione del safety/risk assessment con scenari di movimenti/ora attuali, attesi e teorici;
3. alla valutazione degli impatti ambientali e sanitari, con particolare riferimento all’incidenza delle patologie oncologiche nelle aree interessate;
4. alla verifica della sostenibilità urbanistica, infrastrutturale e viabilistica dell’ulteriore sviluppo di Capodichino;
5. alla verifica dello stato autorizzativo e progettuale dello scalo di Grazzanise e alla concreta possibilità di una sua apertura in tempi brevi;
6. alla valutazione di un diverso modello di distribuzione del traffico aeroportuale, che non continui a concentrare sulla Città di Napoli e sulla sua popolazione gli effetti negativi dell’espansione aeroportuale.
Lo sviluppo aeroportuale non può essere considerato un obiettivo in sé e non può prevalere sul diritto alla sicurezza, alla salute, alla vivibilità e alla tutela del territorio.
Le presenti osservazioni vengono pertanto formulate affinché siano integralmente acquisite agli atti del procedimento e valutate prima dell’assunzione di qualsiasi decisione relativa all’approvazione e all’attuazione del Master Plan. Napoli, 14 settembre 2026
Comitato No Fly Zone in rappresentanza dei cittadini di Capodichino, San Pietro a Patierno, Arenella, Vomero, Centro Storico – SITO UNESCO, Colli Aminei, Chiaiano, Piscinola, Capodimonte e Reggia di Capodimonte, Ponti Rossi, San Carlo all’Arena, Vicaria, San Lorenzo Stella, Mercato Pendino, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Casoria, Casalnuovo.
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