Quanti sono i dirottamenti causati settimanalmente dal surriscaldamento (fumo, puzzo, esalazioni tossiche, inedia e altro) generate dai carica-batterie e/o dalle batterie al litio a bordo? Da quelle localizzate in cabina passeggeri, tra le capelliere e/o sotto i sedili, ma anche tra i bagagli stivati nella fusoliera?
Il pilota che in emergenza dirotta su uno scalo intermedio, senza
alcun riscontro della causa originante e, probabilmente, senza poter accertare
l’origine della puzza, del fumo e affini, percepiti da passeggeri ed
equipaggio, come si comporterà in situazioni equivalenti?
L’emergenza in volo, le tensioni, i disservizi associati per
passeggeri, ispezioni e manutenzione del velivolo derivate, i costi
extraoperativi generati dalla ipotizzata/sospettata presenza di batterie al litio
di caricabatterie a bordo e/o nella stiva, se ripetuti e raramente identificati,
come saranno/sono valutati dai manager delle aerolinee?
Quale incidenza potrebbero generare sui piloti eventuali
pressioni commerciali? A riguardo una recente inchiesta EASA - con il coinvolgimento di oltre
6.000 professionisti del settore - avrebbe evidenziato risultati problematici.
La questione “litio on-board”, dalle caricabatterie, ai
tablet, ai portatili, ai giochi, ai pallets stivati e altro, imbarcati sui voli
rappresenta una realtà operativa che abbisogna di procedure sistemiche.
Valutare e analizzare dati casistici/statistici annovera dati storici in USA
con FAA, ma il coinvolgimento ICAO ed EASA dovrebbe essere integrato e completato.
Anche lo scioccante rilancio sui media- lunedì 27 luglio - del video di un incendio, esplosione
di un caricabatterie al litio in una cappelliera di cabina passeggeri, peraltro occorso
il 18 ottobre 2025, su un Airbus 321-232 (WL) della Air China, immatricolato
B-8583, in volo da Hangzhou Jianqiao Airport a Seoul-Incheon International
Airport (Corea del Sud), ha, comunque, riproposto l’attenzione su tali eventi incidentali.
Nella circostanza l’Airbus 321-232 era stato dirottato in
emergenza, mentre gli assistenti volo avevano spento l’incendio, i piloti erano
atterrati in piena sicurezza, senza conseguenze e/o danni per occupanti e
velivolo.
La causa del dirottamento è avvenuto per l'odore di fuma e puzza a bordo invece, con malessere per
almeno sette assistenti di volo, in data 26 luglio 2026, il volo AA-719
dell’Boeing 787-900 di American Airlines Boeing, immatricolato N840AN,
decollato da Roma Fiumicino con destinazione Philadelphia,PA (USA) con 281
passeggeri e membri di equipaggio, mentre era in rotta a livello FL390di
crociera, localizzato a circa 400 miglia nautiche dalle Azzorre (Portogallo).
I piloti, tuttavia hanno dirottato sull’aeroporto di Dubino,
distante 840MN, dove sono atterrati dopo circa 2 ore di volo. Sono atterrati in
sicurezza senza ulteriori ripercussioni per i passeggeri (salvo il ritardo e la
ri-protezione verso la destinazione finale) e/o danni per l’aeromobile. Ma senza risocntri oggettivi di "surriscaldamento a bordo".
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