giovedì 30 luglio 2026

Aeroporti, aerolinee e co-marketing: incentivi a vettori e scali, tra nuove rotte e aiuti di stato "spot"

Con il rilevante ammontare di rinnovate tipologie di co-maketing, inquadrato nel sostegno agli aeroporti minori, alle aerolinee, a nuovi collegamenti, per scali minori e maggiori, per continuità territoriale, ecc, finanziamenti stimati in 400/500 milioni di euro/anno, al momento sono variamente sostenuti con risorse pubbliche, private e dagli stessi gestori.

Ma la realtà attuale, di questa tipologie di accordi, siano esse annuali e/o pluriannuali, nel dettaglio di ogni singolo aeroporto, e/o opportunatamente negli  specifici collegamenti regionali e/o delle isole maggiori (Sicilia e Sardegna) e minori è trasparente, è nota?

ENAC e Assaeroporti, probabilmente conoscono il dettaglio delle varianti di co-marketing adottate, anche perché tali accordi dovrebbero essere sottoposti alle stringenti verifiche operative, commerciali  ed alla loro periodicità/scadenza.

Rispecchiano criteri di economicità, concorrenza e competitività tra le stesse aerolinee e i singoli aeroporti?  L’apporto degli aiuti sociali sulle rotte di collegamento tra le isole situate all'interno dello Spazio economico europeo e quelle in regime di continuità territoriale, sono interessati da criteri e sistemi di rimborso dei biglietti e/o a tariffe agevolate condivise?

I criteri di aggiornamento della disciplina degli “incentivi ai vettori”, alla loro trasparenza, anche a tutela della concorrenza e attività commerciale dei gestori, dovrebbero concepire le politiche degli scali aerei localizzati nello stesso bacino di traffico. Sono scenari fondamentali.

Anche quando la tutela legittima di riservatezza industriale, è correlata ai limiti/vincoli della concorrenza e delle policy del trasporto aereo.

L’apporto diversificato dei  finanziamenti con fondi “pubblici”, siano essi statali e regionali costituiscono, inoltre, un rilevante incentivo per le attività dell’indotto aeroportuale e/o del trasporto aereo in genere dovrebbe essere correlato al livello di fondi e(o aiuti privati.

Com'é noto il co-marketing, inizialmente a supporto ai soli vettori low-cost e scali minori, dopo  oltre 25 anni, è applicata dalla maggioranza degli aeroporti. Una sorta di liberalizzazione, anche in presenza di fondi pubblici, i contratti di co-marketing sono stati ritenuti legittimi dalla Commissione UE, purché a determinate condizioni preliminari. 

Nel rispetto di di una serie seguenti requisiti cumulativi. Prescrittivi ma sottoposti a verifiche periodiche da parte di enti specifici.

Un quadro di requisiti correlati alla tipologia dei finanziamenti e alle modalità operative da rendere trasparente in documentazioni periodiche dello stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma occorre assicurare la più "ampia trasparenza e accessibilità ai meccanismi di incentivazione, anche i gestori di aeroporti dovrebbero dare adeguata pubblicità, anche mediante pubblicazione nel proprio sito web, ai criteri di concessione degli incentivi e ai requisiti richiesti."

Anche elencando le aerolinee e gli aeroporti "beneficiati" da tale accordi, con l'ammontare specifico e cumulativo di tali incentivi/finanziamenti. 

L'interrogativo da porre in definitiva e semplicemente è il seguente:

- come sono stati, in sostanza, distribuiti questi ipotetici 400/500 milioni euro/anno per i "sostegno"  alle operazioni di volo della flotta dei vettori low cost, delle aerolinee corto/medio e lungo raggio. Anche di quello che resta delle ex aerolinee di bandiera.




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