L’invasione delle Big Tech e delle loro policy di geo-localizzazione di Data Center è e sarà sempre al centro dell’attenzione nella coesistenza con il territorio e la comunità dei cittadini.
Queste edificazioni costituiscono non solo infrastrutture
energivore (consumo di energie, falde acquifere, emissioni generatori di
emergenza), a fronte dei rilevanti investimenti finanziari, ma devono preliminarmente risolvere, devono poter corrispondere a tutele
adeguate in termini di security, safety e, perfino, di ricadute associate alle
aziende RIR-Rischio Incidente Rilevante (vedi normativa SEVESO 1/2/3.
Da un lato il Parlamento pretende di identificare i Data
Center come infrastrutture strategiche nazionali, limitando i vincoli
attribuibili alle amministrazioni e enti locali, ma si dovrà nel contempo analizzare "indici de rischio" del contesto
operativo di coesistenza con la comunità, il territorio e altre “infrastrutture”
ad elevato rischio ambientale e di safety e security a protezione e tutela dei residenti. Rappresentano valutazioni che l'ambito aviation identifica come study "safety&risk assessment". E' indiscutibile.
La vulnerabilità della coesistenza con piste di volo, di
aeroporti di minime e massime dimensioni non sono solo sottovalutate, ma al
momento, sembrerebbe, del tutto ignorate.
La dinamica “micro-climatica” generata da Data Center, logistica AI e hub asserviti induce incrementi nella OAT, temperatura locale. Con un gradiente diurno/notturno associata ai meteo prevalenti dell’area alterando cicli storici. Le istantanee, improvvise manifestazioni di gradienti termici, originano venti ascendenti e discendenti, con rotazione trasversale e/o in contrapposizione. Generano e acuiscono vortici downburst e windshear severi. Con stime previsionali percentualmente difficili se non irrilevanti rispetto alle dinamiche reali.
L’esito "critico" di turbolenze estreme, acuite da sequenze strette di decolli e atterraggi e
dalle turbolenze di scia di flussi indifferenziati di aeromobili di categoria
C/D e E/F è innegabile.
Alterazioni termiche scontate indotte, particolarmente nel corso di fenomeni atmosferici devastanti, micro tifoni, micro tornadi, trombe e vortici d'aria estremamente turbolenti. La professionalità dei piloti sarà pertanto sottoposta ai limiti del vento massimo trasversale e in coda, di ogni singolo velivolo, con le insidiose correnti downburst. Wave vortex vortex strike, fenomeni, spesso isolati e/o circoscritti in zone ristrette di uno/due km.
Le alterazioni meteo istantanee percepite dai piloti nel
ciclo LTO-Landing Take Off (atterraggio decollo), le casistiche-statistiche
associate recepite nel modelli-algoritmi, degli studi safety-risk assessment
designano livelli di curve di isorischio (Art. 707 e 715 del CdN Codice di Navigazione) nel contesto della localizzazione dei “Data
Center” prossimi alle piste di volo e sottostanti alle traiettorie di decollo e
atterraggio.
I Masterplan-Piano di Sviluppo di ogni aeroporto, sottoposto
al Parere Positivo della Commissione di VIA/VAS/VIS dovranno, pertanto, in
analogia alla normativa “SEVESO” che designa la relazione dell’Indice del
Rischio delle piste di volo con gli stabilimenti RIR-Rischio di Incidente Rilevante con le piste di
volo, ottemperare anche con i "Data Center", alle normative del Belpaese e della UE.
Realtà operative e flussi di aeromobili che esigono (Regolamento UE 139/2014) la predisposizione di adeguati Piano di Emergenza Esterno, quello aeroportuale da un lato, quello di ogni singolo e specifico Data Center dall'altro, e di un loro eventuale effetto domino.
Una "policy", quest'ultima fondamentale per autorizzare l'edificazione di Data Center, una pianificazione industriale che ha e avrà un ruolo inevitabile e inequivocabile di "infrastrutture strategiche" nei sistemi sociali, economici e di comunicazione del XXI secolo.
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