giovedì 2 luglio 2026

Aeroporto di Pisa, pista chiusa e ripristino “asfalto”: la causa è davvero associata solo al “climate change”?

Con la colonnina di mercurio dell’aria ferma sui 38° gradi, la temperatura del manto dell’asfalto potrebbe aver raggiunto anche livelli più alti, anche di 65° e la pista 15/33 principale è stata forse, probabilmente, chiusa per interventi immediati di manutenzione e ripristino?

Nel primo pomeriggio del 27 giugno la pista numero 1, è stata chiusa, rendendo operativa la parallela con inevitabili a ritardi e cancellazioni prolungati per tutta la giornata.

Ma è una questione che con la news lo scorso 9 giugno  2026 “Aeroporti, piste di asfalto, ripavimentazioni: tra Climate Change e sfaldamento/disgregazione”  era stata già posta https://aerohabitat.blogspot.com/2026/06/aeroporti-piste-di-asfalto.html.

Era stata evidenziata una criticità che avrebbe potuto e/o potrebbe riguardare quasi tutte le piste aeroportuali del Belpaese. Dovuto alle temperature bollenti dell'atmosfera e degli asfalti delle piste di volo. Ma anche della rete dei rullaggi, degli spazi entry/exit, degli stessi piazzali dove sostano gli aeromobili.

“Ma non solo il flusso e sequenze quotidiane dell'incidenza degli aerei di corto/medio raggio, anche delle pesanti/heavy flotte di lungo raggio con peso di decollo/atterraggio di 100/200/500 tonnellate. Con sfide operative di atterraggi duri/pesanti che aggravano la sostenibilità dello stesso manto superficiale dell'asfalto.”

ENAC con il documento “LG–2017/003-APT – CATALOGO DELLE PAVIMENTAZIONI AEROPORTUALI-Ed. n. 1 del 16 dicembre 2019”, in 34 pagine ha illustrato le tecniche progettuali e gli obiettivi del ri-facimento delle piste. Con la seguente sintesi:

“Per le pavimentazioni flessibili e semirigide, tenuto conto che il conglomerato bituminoso è un materiale che presenta caratteristiche meccaniche diverse in relazione alla temperatura, si è fatto riferimento a situazioni climatiche medie che si verificano in Italia. A tal fine, il territorio Italiano è stato suddiviso in tre differenti macroregioni (NORD, CENTRO e SUD) e per ciascuna macroregione sono state definite (mediante un’analisi dei dati disponibili sul sito internet de Il Meteo) le temperature medie stagionali.”

I media hanno variamente  riferito in cronaca la situazione vissuta dai passeggeri sullo scalo pisano, ma nessun comunicato stampa dei gestori aeroportuali ha commentato la situazione, le criticità associate agli "asfalti aeroportuali". 

La Filt Cgil, ha invece commentato la realtà operativa di quel giorno:

(dal web on-line)

“Il copione si ripete, identico e inaccettabile, a quasi un anno esatto dal 2 agosto 2025, quando un forte temporale bloccò lo scalo pisano per ore tra ritardi e cancellazioni, oggi l’aeroporto è nuovamente paralizzato. Questa volta a causa di un deterioramento all’asfalto della pista – del tutto simile a un guasto già verificatosi la scorsa settimana — che ha fatto ripiombare la struttura nel caos. Ancora una volta, i lavoratori aeroportuali si sono trovati soli a gestire una gravissima emergenza in prima linea, senza alcun potenziamento organizzativo da parte delle aziende coinvolte. Salvo rare eccezioni, è mancata totalmente una presenza efficace di figure direttive capaci di fornire indicazioni operative e coordinare la gestione dei passeggeri.

La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: una gestione drammaticamente caotica dell’emergenza. Migliaia di viaggiatori si sono ritrovati ammassati nell’arca imbarchi, ai varchi di sicurezza e al terminal arrivi a causa di

In questo scchano al tomic abbandono. non sono mancati momenti di alta tensione, sfociati in ingiustificati episodi di esasperazione a danno dei lavoratori e degli operatori aeroportuali, unici presenti a metterci la faccia. Quanto accaduto rappresenta una vera e propria “Caporetto organizzativa” da parte delle aziende e del gestore aeroportuale. Emerge in modo drammatico la mancanza di coordinamento e la fragilità strutturale e gestionale dell’aeroporto di Pisa, proprio in un anno in cui il traffico aereo continua a registrare una crescita record.

Le ondate di calore di questi giorni sono si intensi, ma ormai tutt’altro che imprevedibili. Riteniamo inaccettabile l’assenza di un piano di emergenza efficace, specie alla luce del crescente impatto

dei cambiamenti climatici. Il ritardo decennale negli investimenti infrastrutturali ha generato un’infrastruttura fragile e un terminal inadeguato e vulnerabile, mentre i lavori di ristrutturazione in corso riducono ulteriormente gli spazi e l’operatività. E intollerabile che questa situazione ricada interamente su lavoratori e passeggeri, costretti a muoversi in condizioni critiche e persino pericolose.

Le richieste del Sindacato rimaste inascoltate.

Tutte le rappresentanze sindacali hanno già richiesto il potenziamento estivo dell’organizzazione aeroportuale e proprio pochi giorni fa interventi immediati per mitigare le ricadute del caldo record sulla salute dei lavoratori. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro dalle aziende però i fatti odierni confermano, con molta amarezza, la fondatezza delle nostre preoccupazioni. La mancanza di coordinamento e di una regia comune – capace di andare oltre i singoli interessi di profitti aziendali e le inefficienze strutturali- non sono più sopportabili. silenzi e l’indifferenza non sono accettabili: né da parte dei datori di lavoro, né da parte degli Enti e delle Istituzioni politiche che avrebbero il dovere di sovraintendere all’interesse generale. Riteniamo non più rimandabile un confronto immediato con tutte le parti interessate (Istituzioni e aziende). È urgente garantire condizioni di sicurezza, efficienza e dignità per i lavoratori e per i viaggiatori affinché simili vergognosi scenari non si ripetano mai più.

In particolare occorre che le istituzioni e gli Enti pubblici siano più consapevoli e attivi su questo fronte visto che si tratta di una infrastruttura pubblica e di un pubblico servizio.

FILT-CGIL PISA"

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