Nel pomeriggio di ieri 22 gennaio con l’audizione dei Verdi Europa al Parlamento europeo è stato valutato un qualche futuro per lo scalo di Parma. L’oggetto della discussione è scaturita dalla petizione dei cittadini contro il finanziamento statale di 12 milioni e contro l’allungamento della pista del G. Verdi. Il risultato del contenzioso, almeno nel corso del dibattito, non sarebbe stato risolto. L’esito appare interlocutorio.
La Commissione Europea, ed anche i ricorrenti, dovrebbe relazionarsi e consultarsi
con il Ministero dei Trasporti Italiani, ponendo e richiedendo alcune risposte
dirette.
La discussione al parlamento Europeo è, tuttavia, gravitata in
maniera quasi esclusiva sul rispetto delle norme degli aiuti di Stato e sull’allungamento
della pista. Del tutto trascurata, se non ignorata, sembrerebbe sia l’analisi
sul raddoppio del sedime dello scalo e sul conseguente masterplan “faraonico”,
quanto l’accordo di cessione della società di gestione Sogeap alla società
canadese “Centerline Airport Partners”.
Se la scadenza della vendita/acquisto del 51% delle quote di
Sogeap spa, è stata prorogata al 31 gennaio 2024, l’espansione del sedime aeroportuale
oltre il raddoppio dei 93 ettari rimane ancora un oggetto oscuro.
Quale l’ipotesi del ritardo? Forse l’acquisizione della
gestione aeroportuale, potrebbe essere subordinato all’approvazione da parte di
ENAC di un rinnovato masterplan e all’inserimento strategico dello scalo nel prossimo
Piano nazionale Aeroporti-PNA, piuttosto che all’esito del dibattito in
Parlamento Europeo?
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