Con il sottostante comunicato del 18 aprile, il Comitato FuoriPISTA prosegue il confronto, il contenzioso tra gestore aeroportuale, ENAC e la comunità dei cittadini (che il comitato rappresenta e/o rappresenterebbe).
Ma la soluzione non potrà che emergere con la presentazione del prossimo Masterplan, con l'eventuale parere positivo e probabili "prescrizioni" della Commissione VIA/VAS/VIS.
"L’”imperdibile occasione” di 9 miliardi per la quarta pista: soldi che vanno e soldi che vengono
15 anni fa, il 13 dicembre 2012, Gianni Mion allora AD di
Sintonia (oggi Mundys), holding della famiglia Benetton, cui apparteneva
Aeroporti di Roma, fece pubblicare a pagamento sui principali quotidiani
nazionali ed esteri una lettera aperta indirizzata alle principali cariche dello
Stato, a partire dal Presidente della Repubblica, dal titolo : “Aeroporti di
Roma: non decidere entro il 31-12-2012 comporta la caduta in un nuovo vuoto
normativo e la perdita di un’importante opportunità di crescita per il paese”
Una sorta di ultimatum che, invece di essere doverosamente
respinto al mittente, ebbe l’effetto,9
giorni dopo, di far sottoscrivere al tentennante ma dimissionario Presidente
del Consiglio Monti, l’attuale contratto di programma tra ENAC ed ADR. Questo
accadeva nel silenzio assordante di tutte le istituzioni chiamate in causa.
Ci risiamo, ma la storia stavolta non si deve ripetere!
Nei giorni scorsi, i media nazionali e locali, stavolta a
gratis, hanno pubblicato/trasmesso una dichiarazione del Dott. Alessandro
Benetton, il non più giovane virgulto della famiglia Benetton ed attuale
presidente di Mundys, che, a nome della società Aeroporti di Roma, pretende che
lo Stato italiano si sbrighi a togliere ogni ostacolo per sbloccare i 9
miliardi di euro che servirebbero per realizzare la quarta pista, altre opere
infrastrutturali ed una non precisata manutenzione.
Naturalmente, omette di dire che per espandersi al di fuori
del sedime, ADR dovrebbe espropriare una parte dei terreni della Maccarese SpA,
società di proprietà della stessa famiglia, e quindi in palese conflitto di
interessi.
Ma ciò che più conta è che dall’esame della documentazione
presentata da ADR ed Enac per supportare
la richiesta di riperimetrazione della Riserva propedeutica all’avvio del
progetto, si intuisce che i 9 miliardi solo apparentemente sono “da investire”
ma in realtà sono “da intascare”.
Val la pena ripercorrere, sia pur brevemente, questa storia
senza fine, di cui il Comitato FuoriPISTA denuncia, da tempo ed in ogni
possibile sede, gli aspetti più controversi: il Contratto/Convenzione di
programma, approvato, come richiamato sopra, con DPCM il 22 dicembre 2012 dal
dimissionario governo Monti e attualmente ancora in vigore tra ENAC e AdR,
prevedeva nuove opere per realizzare l’ampliamento dell’allora aerostazione,
cosiddetto Fiumicino SUD, ed un vero e proprio raddoppio dell’aeroporto, il
cosiddetto “Fiumicino Nord”, con 2 nuove piste, terminal, stazione ferroviaria,
svincoli autostradali, ecc. ecc.
A fronte degli investimenti previsti per tale progetto, AdR
era autorizzata a incrementare per ogni passeggero la cosiddetta tassa
d’imbarco (diritti d’imbarco) di circa 10 euro poi rivalutati fino alla fine
della Convenzione nel 2046, per un totale che si aggira – guardate un po’ la
magia dei numeri – proprio sui 9 miliardi!
La fase1 di questo progetto (4 pista + nuovo terminal +
stazione) è stata presentata col Masterplan 2030 ed è stata bocciata dalla
Commissione VIA/VAS e successivi decreti ministeriali nel 2020. Inoltre, nel
2021 il TAR del Lazio ha sentenziato che dentro la Riserva Naturale Statale del
Litorale Romano all’interno del quale era previsto tutto il raddoppio, non è
possibile realizzare qualsivoglia infrastruttura, respingendo così ricorsi di
ENAC e AdR.
Malgrado questi atti, AdR ha continuato a intascare, pur
senza spendere per le opere ormai bloccate, l’aumento concesso a fronte di tali
investimenti.
Non solo. ENAC e AdR stanno da mesi rilanciando la necessità
urgente di realizzare parte delle opere previste nel contratto di programma
attualmente vigente: quarta pista fuori dal sedime e nuovo terminal più varie
opere all’interno del sedime con un investimento pari a 5 miliardi più altri 4
miliardi per una non meglio precisata “manutenzione”. Ed ecco qua, di nuovo i 9
miliardi.
A parte il non trascurabile dettaglio contabile che la
“manutenzione” rientra tra i costi ordinari e non può essere imputato alla voce
“investimenti”, bisognerebbe che ADR spiegasse come gli investimenti arrivino a
sommare 5 mdi, visto che la famosa 4 pista aveva un costo previsto nel PEF
(all.2 CdP) di 155 mni€.
E allora di cosa parla in realtà il giovane Alessandro
Benetton? Perché si agita? E perché con lui si agitano in tanti a parlare di
“saturazione” dell’aeroporto e di necessità di aumentarne le capacità per non
restare fuori dai giochi mondiali, quando l’aeroporto ha al contrario ampi margini
per assorbire una ulteriore e significativa crescita?
Si tratta appunto di soldi. Ma soldi da intascare, non da
“investire”. O meglio qualche soldo da investire spendendoli per una inutile e
dannosa quarta pista per poter continuare a intascare ben 9 miliardi tramite
tassa d’imbarco.
Il Comitato FuoriPISTA insieme ai cittadini continuerà a
difendere la intangibilità del perimetro della Riserva nonché contrastare la
realizzazione di un’opera non necessaria se non per giustificare di 9 miliardi
che i passeggeri devono sborsare."
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