Bologna-Panigale è uno scalo saturo di voli diurni e notturni? Nel 2025 ha registrato 84.658 movimenti con + 1,7% sul 2024. A febbraio 2026, con 5.337 movimenti con il +5% sullo stesso mese del 2025. Nel 1018 i movimenti erano stati 71.503.
Ma è una constatazione, un attestato che dovrebbe essere reso trasparente e confermato da una serie di indici critici di sforamento nella coesistenza tra la infrastruttura aeroportuale, le conformità ICAO-EASA "aerodrome", airport city, cargo city e il territorio, l’habitat, e la comunità dei cittadini residenti nell’intorno e sottostanti alle rotte di decollo.
Ma sono indicatori ignoti. Quali sono, ad esempio, le stime e le
criticità associati ai vincoli acustici delle Zone A B e C, del numero dei cittadini
coinvolti che - con il trasferimento dei voli e/o tetto ai voli, potrebbero essere sgravati dall’impatto delle emissioni sonore derivate dal traffico aereo attuale?
Ma sono valutazioni da commisurare con un limite orario e
annuale, il tetto massimo dei movimenti aerei compatibili con la safety e il
risk compatibile con gli indici di rischio.
Se ancora non valutato, occorrerebbe, ad esempio, analizzare e verificare il livello del rischio sia in relazione a:
- - “la matrice dei rischi”, così come previsto
dalle linee guida ANAC n. 9, è documento di gara all’esecuzione dei servizi oggetto della concessione. La matrice di severità, di sostenibilità dovrebbe essere verificata se è minimale (negligibile) e/o catastrofico con la frequenza stimata;
- - ENAC, nel documento " La SAFETY RISK MANAGEMENT: FASI METODOLOGICHE e/o
equivalenti in sintesi rileva:
- "Il processo di gestione dei rischi (Safety Risk Management) è un processo logico articolato in più fasi che partendo dall'identificazione dei pericoli (Hazard Identification) che interessano la sicurezza dell’organizzazione arriva alla valutazione dei rischi associati a tali pericoli (Risk Assessment) e all’individuazione delle azioni di mitigazione da adottare (Risk Mitigation) – (matrice di valutazione del rischio (ICAO Doc 9859)";
Ma lo stesso livello dovrebbe essere preventivamente stimato
– in funzione della capacità pista, numero massimo dei movimenti orari/annuali - negli altri scali regionali pianificati e da “integrare” nella logistica
terra/aria. La compatibilità, conformità "aerodrome ICAO-EASA degli aeroporti di
Parma-Verdi, Rimini-Fellini, Forlì-Ridolfi è stata preliminarmente verificata"?
Sono stati valutati i Piani di Sviluppo-PSA, ovvero i
vincoli correlati alle conformità "aerodrome ICAO-EASA" dei tre Masterplan? Con
quali criteri sono pianificati finanziamenti per le opere e integrazione tra i
quattro scali quando mancano analisi e valutazioni specifiche di ogni singolo
scalo e nell’ipotetica pianificazione di operazioni di volo interconnesse e integrate?
Quale progetto è stato discusso e votato nel corso delle
commissioni Territorio e Politiche economiche in relazione alle ridotte
dimensioni dei sedimi di Parma, Forlì e Rimini, anche in rapporto alle evidenze
di potenziamento operativo (nuovi parcheggi, piste
rullaggio, terminal, ecc.).
Ma la Regione Emilia-Romagna, anche nel quadro di interventi e politiche del trasporto aereo associato alle recenti politiche promosse da ENAC, di apertura e potenziamento di operazioni di volo su scali minori regionali - RMA Regional Air Mobility - quale disposizione sta adottando?
Il progetto normativo sugli scali, firmato dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale, prima di evidenziare il livello di attrattività, intermodalità e sviluppo sostenibile, quale pianificazione e strategia di lungo periodo, non potrà varare senza che la Commissione di VIA-VAS-VIS abbia svolto il suo operato. Decretando, magari con una serie di prescrizioni, un Parere Positivo dei quattro a scali di Bologna, Parma, Forlì e Rimini, con eventuali prescrizioni aviation, ambientali, safety, risk.
L'analisi di un ipotetico sistema equilibrato e interconnesso, tra scali regionali, nazionali e nelle pretese di collegamenti intercontinentali.
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