Se OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato il limite dell’esposizione al rumore ambientale costituisca un fattore di rischio qualora la media giornaliera superi i 45 dB, nell’intorno aeroportuale l’indice di riferimento è – almeno nel Belpaese – LVA-Livello Valore Aeroportuale. Lo stesso Livello di Valutazione del rumore Aeroportuale (LVA) è calcolato a partire dai picchi di rumore correlati ai sorvoli aerei delle tre settimane a maggior traffico individuate nei tre quadrimestri febbraio-maggio, giugno-settembre e ottobre-gennaio.
L’andamento dei valori di LVA di uno specifico aeroporto
sono verificati nell’entità dell’inquinamento acustico dell’area circostante
agli aeroporti. I valori dell’indice LVA sono inoltre derivati dai livelli
misurati annualmente in corrispondenza delle centraline insediate.
I volumi complessivi di traffico, dalla tipologia degli
aeromobili, la distribuzione dei voli track(rotte/course – nelle incertezze delle
dispersioni laterali e dei gradienti variabili e non controllati di salita – determina,
ma non verifica la coerenza delle procedure adottate in ogni singola pista. Quell'indice LVA
delle centraline, peraltro correlate a condizioni meteo. L'eventuale presenza di
pioggia e intensità del vento ignorate da cittadini e comitati. Ma con percentuale
di correlazioni che non solo sembrerebbe raramente notificata in sede di “commissione aeroportuale
rumore”, che potrebbe indurre una mappatura acustica differenziata dalla percezione individuale.
Ma ogni comune, di sedime aeroportuale ed esterno con il
PGT-Piano del Governo del Territorio e il Piano di classificazione acustica
rappresenta il principale atto di pianificazione comunale per la gestione
dell'inquinamento acustico. Il Piano consiste nella suddivisione del territorio
comunale in aree acusticamente omogenee, a cui sono associati dei limiti
acustici, con l'obiettivo di fornire un indispensabile strumento di
pianificazione dello sviluppo urbanistico e di tutela del territorio
dall'inquinamento acustico.
Ma il cittadino esterno alle tre zone della Zonizzazione A, B
e C identificate dalla LVA-Livello Valore Aeroportuale, in una delle sei
CLASSI- fasce di pertinenza acustica delle principali infrastrutture di
trasporto suddivise a seconda dei limiti di immissione sonora stabiliti dai
rispettivi decreti è comunque indifferente all'incidenza-rumorosa (“annoyance”) e relativi disturbi. Anche quando tale popolazione pur residente in prossimità degli
Aeroporto è sottoposta all’ esposizione a rumore, fastidio riferito (annoyance)
e relative ripercussioni.
Quale percezione, differenziata e/o sovrapposta e/o cumulativa
ha il cittadino che vive o risiede in una zona A, B e C LVA e/o in una fascia della
classificazione acustica comunale nella e/o nella extra zona dove l’annoyance è
il dato ritenuto isolato anche se prevalente?
Certo un cittadino residente, ad esempio, in una della:
- - IV classe - aree ad intensa attività umana:
rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico
veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività
commerciali ed uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in
prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree
portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie (IV classe Aree di
intensa attività umana day 60 dB(A) night 50 dB(A);
- - V classe - aree prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni (V classe Aree prevalentemente industriali day 65 dB(A) night 55 dB(A));
- - VI classe - aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi (VI classe Aree esclusivamente industriali day 65 dB(A) night 65 dB(A));
Ma lo stesso residente è anche investito dall’impatto
acustico sul territorio circostante al sedime aeroportuale con le curve di
isolivello LVA pari a 60, 65 e 75 dB(A) di LVA.
Tali isofoniche delimitano le suddette zone di rispetto,
sommate alle fasce della classificazione acustica comunale devono anche
sopportare, infine, anche le ricadute annoyance-fastidio di ogni singolo
sorvolo.
Con tale sintesi deve essere evidenziato il carico delle
emissioni sonore sul singolo cittadino/residente. Caratterizzando un ipotetico
cittadino sovraccaricato da “sorgenti” multiple.
Ma i cittadini/residenti non sono tutelati. Nessun decreto e regolamento del Belpaese ha, infatti, ancora inquadrato l'inevitabile triplice percezione e aggravio, non nelle zone sottoposte alla duplice rilevanza dell'impatto delle fasce identificate dalla classificazione acustica e dell'annoyance del singolo sorvolo e, infine, neppure nell'ampia fascia dei cittadini "colpiti" dall'insistente botto/fragoroso/esplosivo acustico percepito nell'istante del singolo, isolato frastuono dell'annoyance del singolo sorvolo.
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