venerdì 24 aprile 2026

Aeroporti, tra LVA, Lden, Lday, e il riscontro ignorato dell'annoyance: sono sorgenti multiple e cumulate!

Se OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato il limite dell’esposizione al rumore ambientale costituisca un fattore di rischio qualora la media giornaliera superi i 45 dB, nell’intorno aeroportuale l’indice di riferimento è – almeno nel Belpaese – LVA-Livello Valore Aeroportuale. Lo stesso Livello di Valutazione del rumore Aeroportuale (LVA) è calcolato a partire dai picchi di rumore correlati ai sorvoli aerei delle tre settimane a maggior traffico individuate nei tre quadrimestri febbraio-maggio, giugno-settembre e ottobre-gennaio.

L’andamento dei valori di LVA di uno specifico aeroporto sono verificati nell’entità dell’inquinamento acustico dell’area circostante agli aeroporti. I valori dell’indice LVA sono inoltre derivati dai livelli misurati annualmente in corrispondenza delle centraline insediate.

I volumi complessivi di traffico, dalla tipologia degli aeromobili, la distribuzione dei voli track(rotte/course – nelle incertezze delle dispersioni laterali e dei gradienti variabili e non controllati di salita – determina, ma non verifica la coerenza delle procedure adottate in ogni singola pista. Quell'indice LVA delle centraline, peraltro correlate a condizioni meteo. L'eventuale presenza di pioggia e intensità del vento ignorate da cittadini e comitati. Ma con percentuale di correlazioni che non solo sembrerebbe raramente notificata in sede di “commissione aeroportuale rumore”, che potrebbe indurre una mappatura acustica differenziata dalla percezione individuale.

Ma ogni comune, di sedime aeroportuale ed esterno con il PGT-Piano del Governo del Territorio e il Piano di classificazione acustica rappresenta il principale atto di pianificazione comunale per la gestione dell'inquinamento acustico. Il Piano consiste nella suddivisione del territorio comunale in aree acusticamente omogenee, a cui sono associati dei limiti acustici, con l'obiettivo di fornire un indispensabile strumento di pianificazione dello sviluppo urbanistico e di tutela del territorio dall'inquinamento acustico.

Ma il cittadino esterno alle tre zone della Zonizzazione A, B e C identificate dalla LVA-Livello Valore Aeroportuale, in una delle sei CLASSI- fasce di pertinenza acustica delle principali infrastrutture di trasporto suddivise a seconda dei limiti di immissione sonora stabiliti dai rispettivi decreti è comunque indifferente all'incidenza-rumorosa (“annoyance”) e relativi disturbi. Anche quando tale popolazione pur residente in prossimità degli Aeroporto è sottoposta all’ esposizione a rumore, fastidio riferito (annoyance) e relative ripercussioni.

Quale percezione, differenziata e/o sovrapposta e/o cumulativa ha il cittadino che vive o risiede in una zona A, B e C LVA e/o in una fascia della classificazione acustica comunale nella e/o nella extra zona dove l’annoyance è il dato ritenuto isolato anche se prevalente?

Certo un cittadino residente, ad esempio, in una della:

-        -   IV classe - aree ad intensa attività umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali ed uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie (IV classe Aree di intensa attività umana day 60 dB(A) night 50 dB(A);

-         -    V classe - aree prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni (V classe Aree prevalentemente industriali day 65 dB(A) night 55 dB(A));

-         -  VI classe - aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi (VI classe Aree esclusivamente industriali day 65 dB(A) night 65 dB(A));

Ma lo stesso residente è anche investito dall’impatto acustico sul territorio circostante al sedime aeroportuale con le curve di isolivello LVA pari a 60, 65 e 75 dB(A) di LVA.

Tali isofoniche delimitano le suddette zone di rispetto, sommate alle fasce della classificazione acustica comunale devono anche sopportare, infine, anche le ricadute annoyance-fastidio di ogni singolo sorvolo.

Con tale sintesi deve essere evidenziato il carico delle emissioni sonore sul singolo cittadino/residente. Caratterizzando un ipotetico cittadino sovraccaricato da “sorgenti” multiple.

Ma i cittadini/residenti non sono tutelati. Nessun decreto e regolamento del Belpaese ha, infatti, ancora inquadrato l'inevitabile triplice percezione e aggravio, non nelle zone sottoposte alla duplice rilevanza dell'impatto delle fasce identificate dalla classificazione acustica e dell'annoyance del singolo sorvolo e, infine, neppure nell'ampia fascia dei cittadini "colpiti" dall'insistente botto/fragoroso/esplosivo acustico percepito nell'istante del singolo, isolato frastuono dell'annoyance del singolo sorvolo. 


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