venerdì 17 aprile 2026

Aeroporti del Belpaese, la “policy” degli investitori si amplia anche in Sardegna, Sicilia e Puglia

I media rilanciano la notizia che Mundys, uno dei gestori indipendenti  di fondi infrastrutturali aeroportuali, che ha investito in Italia, è interessato allo scalo catanese di Fontanarossa. 

Lo stesso gruppo ha, peraltro, appena celebrato l’inaugurazione del nuovo terminal di Nizza in Francia. In Sicilia, tuttavia, sarebbe in corso anche la valutazione dello scalo palermitano “Falcone-Borsellino”, in attesa della privatizzazione dell’Airgest dell’aeroporto di Trapani. Acquisire la proprietà azionaria rilevante e/o di minoranza è una politica condivisa da altri “fondi”nazionali- internazionali di infrastrutture aeroportuali e/o portuali.

E’ recente l’integrazione nella Save, azienda controlla gli scali veneti di aeroporto Marco Polo di Venezia, Treviso e Verona e Montichiari-Brescia attraverso Finint Infrastrutture di Enrico Marchi e il fondo di Ardian.

E’ in dirittura la conclusione la fusione degli aeroporti sardi. Facendo rete e coordinando tutti e tre gli aeroporti sardi di Alghero, Olbia, Cagliari-Elmas, con l’ingresso della storica F2i.

L’operazione F2i, fondo di investimento della Cassa depositi e prestiti, con minoranza di privati, controlla vari aeroporti italiani, come Napoli, Bergamo, Linate, Malpensa, Trieste, Salerno. Il primo investimento nel settore aeroportuale di F2i è del 2010 e fino al novembre 2023 – 2i Aeroporti, era controllato dal Terzo Fondo F2i (51%) e da un consorzio formato da Ardian e Credit Agricole Assurances (49%).

La molteplicità di tali "fondi" controlla la maggioranza dei maggiori scali-network aeroportuale italiano. Il network di F2i ha assunto un ruolo strategico, è anche principale hub portuale italiano nel settore delle merci. Integrando in tal modo infrastrutture aeroportuali, attività portuali e trasporto ferroviario.

Il prossimo Piano Nazionale Aeroporti-PNA, probabilmente rispecchierà lo scenario dei bacini di traffico strategici e competitivi - low cost, intercontinentali e cargo - della rete dei "fondi investitori" del Belpaese.

Nel riassetto della partecipazione pubblico-privato-militare e rilancio anche gli scali pugliesi di Bari, Lecce, Foggia, Brindisi, Taranto, sono finiti all’attenzione, concorrenziale, dei maggiori fondi investimento italiani-francesi-internazionali.

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