Nella mattinata di domenica 15 marzo nella base di Ali Al Salem in Kuwait, infrastruttura di militari americani ed italiani, è stata sottoposta all’attacco di un drone. Tale incursione ha distrutto un hangar dove era parcheggiato/protetto (protective aircraft shelter where it was parked) un drone a pilotaggio remoto MQ-9A Predator B della Task Force Air italiana.
La geo-localizzazione del velivolo, probabilmente, era nota, quello colpito era uno dei sei nella disponibilità della flotta
Italian Air Force (IT NCC AIR/TFA-K).
Il “Predator” in dotazione al contingente italiano, velivolo
senza pilota, è prodotto dalla società statunitense General Atomics, utilizzato
per attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione dell’Italia
nell’area. Ha un valore stimato del sistema (tra sensori e kid di comunicazione) di
oltre 35 milioni di dollari/USA.
Il crash determina un handicap operativo. Il drone assicurava
una vasta capacità di raccolta informative strategiche a supporto della
coalizione NATO nell’area.
Nessun commento:
Posta un commento