giovedì 26 febbraio 2026

Aeroporti e rumore aereo, con il Regolamento (UE) 598/2014 è stravolta ogni mitigazione?

Con l’adozione del Regolamento (UE) 598/2014, che ha ridefinito la normativa sull'inquinamento acustico negli aeroporti europei con oltre 50.000 movimenti civili annui, è stato proposto il cosiddetto approccio equilibrato dell'ICAO, con valutando soluzioni (tecnologiche, operative, gestionali) per contenere il rumore, monitorato tramite i descrittori

Qual è quindi la situazione degli aeroporti del Belpaese, con oltre 50mila movimenti/anno e quali negli scali considerati "minori"? Quanti sono?

Dei 41 aeroporti classificati, nei volumi di traffico del 2025, solo dieci di questi, hanno superato la soglia dei 50 mila/movimenti/anno.

Ponendo, tuttavia, oltre ai riscontri contradditori  degli  aeroporti con oltre 50mila/mvmnt, un interrogativo sulle modalità di analisi, operative e di mappatura acustica nei restanti 31 aeroporti. Rilevando, comunque i cittadini coinvolti, come peraltro indicato nei compiti della Commissione Aeroportuale (ex D.M. 31.10.1997). Associazioni, comitati, cittadini e sindaci che vivono nell'intorno aeroportuale di questi 31 aeroporti in quale reale contesto di “mitigazione” operano? Con quali riscontri acustici e quali rivendicazioni di tutela dell'habitat e del territorio?

I punti chiave del Regolamento 598/2014, sono in sintesi, i seguenti:

-            Ambito di applicazione: Si applica agli aeroporti dell'Unione Europea con un traffico superiore a 50.000 movimenti di velivoli civili all'anno (media degli ultimi tre anni);

-            Approccio Equilibrato (Balanced Approach): Prima di imporre restrizioni, le autorità competenti devono valutare:

a)       Riduzione del rumore alla fonte (tecnologia degli aeromobili);

b)       Pianificazione e gestione del territorio (zone di rispetto);

c)       Procedure operative di riduzione del rumore (es. decolli/atterraggi specifici);

d)       Restrizioni operative (es. limitazione dei voli notturni o divieto per aerei più rumorosi).

Dei 41 aeroporti interessati, elencati negli archivi di Assaeroporti, tuttavia, la realtà operativa dell’impatto acustico deve essere sottoposto all’analisi delle Commissioni Aeroportuali.

Al fine d’individuare le mappature acustiche Zone A, B e C LVA, elaborate dal modello AEDP-Aviation Environmental Design Tool/FAA-USA. Scenari che dovrebbero risultare coerenti con flussi di traffico, indicando eventuali aggiornamenti periodici, con la data della loro ratificazione con il numero di riferimenti correlati (movimenti/anno).

Tali scenari di ricadute acustiche dovrebbero, peraltro, verificare i seguenti obiettivi:

-            Ridistribuire il rumore agendo sulle percentuali di utilizzo delle SIDs;

-            Garantire momenti di silenzio assoluto a intervalli regolari;

-            Accorciare alcune rotte di volo per ridurre le emissioni di CO2;

-            Rendere lo scenario più aderente all’attuale situazione operativa;

-            Ridurre il numero di cambi pista e di SIDs convergenti tra loro;

-            Definire lo scenario di lungo periodo, scadenza, ai movimenti del Masterplan.

Tali analisi e riscontri dovrebbero, inoltre, essere inquadrati e rilevati anche dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) è operativo dal 14 gennaio 2017, data di entrata in vigore della Legge 28 giugno 2016, n.132 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.

Un Sistema a rete costituito tra le singole componenti del preesistente Sistema delle Agenzie Ambientali, che coinvolgeva le 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA), oltre a ISPRA.

 








Nessun commento:

Posta un commento