venerdì 2 ottobre 2026

Montagnalonga1972: sui soccorsi, Piano di Emergenza e "Inchiesta Sommaria". - Preliminary Report (3)

L’incidente di Montagna Longa avvenne il 5 maggio 1972, con il crash del DC8-43, marche I-DIWB Alitalia, volo AZ 112, impegnato nella fase di avvicinamento per l'atterraggio sulla pista 25 dell'aeroporto di Palermo Punta Raisi, causando 115 vittime tra passeggeri e membri dell'equipaggio.

PREMESSA

L’impatto con il costone, solo in seguito, localizzato nella Croce del ricordo della tragedia del 5 maggio 1972, è avvenuto ad una distanza di circa 6 km dalla pista 07-25 dell’aeroporto. La difficoltà di localizzazione dell’aereo schiantatosi contro la parete rocciosa a causa dell'oscurità e della nebbia/orografia difficile era inevitabile. Ma quali norme e procedure per stati di emergenza o incidente aereo erano operative?

L’ importanza della tempestività e l’efficacia dei soccorsi e una esecuzione ordinata della tipologia dello stato di allarme, con la trasmissione delle informazioni tra i vari attori delle operazioni è decisiva. Chi ha notificato l’allarme, tale da predisporre e decidere se l’emergenza poteva essere identificata in un incidente e/o disastro aereo?

RISCONTRI e TESTIMONIANZA

Alle 22.20 del 5 maggio il DC-8/43 si spacca contro la parete rocciosa a quasi 950 metri di altezza, a poca distanza dalle piste di Punta Raisi, ma i soccorsi posizionati nei piazzali sono partiti nel tentativo di raggiungere il luogo del crash? Sono usciti dal sedime aeroportuale?

I mezzi terrestri e alpini erano nella disponibilità di un piano di intervento per disastro aereo sul monte Pellegrino e Montagnalonga, perciò di una localizzazione prossima alle piste di volo nella casistica dell’incidentalità aerea in avvicinamento e atterraggio. I soccorsi disponevano di equipaggiamenti adeguati per scalare rapidamente il costone roccioso impervio e raggiungere i rottami sparsi nel vallone sottostante.

Gli ipotetici i soccorritori “notturni” hanno raggiunto i resti in fiamme dei rottami dell’aeromobile, a notte inoltrata o all'alba? Il Com.te Renzo Dentesano, nella sua testimonianza, racconta di uno scenario terrificante, senza superstiti:

“IO … ERO SUL POSTO … a Montagnalonga … alle prime ore del giorno del 6 MAGGIO 1972

Nella “TESTIMONIANZA” del Com.te Renzo Dentesano, tuttavia, ricorda:

“Circa 6 ore dopo lo schianto del 5 Maggio 1972 del volo AZ 112 del DC 8/43 – marche I-DIWB – dell’Alitalia contro il crinale di NE di Montagnalonga, sovrastante l’abitato di Carini, in direzione dell’aeroporto di Punta Raisi, all’alba del 6 Maggio 1972 … io, ero sul posto!

E non ero solo** … nella mia funzione di Ufficiale addetto alla Sicurezza del Volo della Commissione prontamente allestita dal Presidente e Dirigente della DGAC del Ministero dei Trasporti e dell’Aviazione Civile Generale Francesco Lino”.

Ma chi, quale autorità aveva istituito/deliberato questo primo intervento? La Procura di Palermo e/o il Direttore dell’aeroporto disponendo una “Inchiesta sommaria”? Come era previsto dai suoi compiti come responsabile della Direzione Generale dell’Aviazione Civile (Art. 826 CdN).

Lo stesso Com.te Renzo Dentesano nelle sue preziose note, nell’ambito dell’operato della Inchiesta Tecnica Formale (istituita sulla base dello storico Art. 827 del CdN), della Relazione conclusiva di 60 pagine, ha inoltre precisato come la stessa Relazione conclusiva non deve  essere considerata esaurita in 9/10 giorni ma:

“Ma per quanto attiene la menzogna che la Commissione tecnico-formale abbia esaurito in pochissimi giorni ed affrettatamente i propri lavori, per rispetto alla memoria del Generale Francesco Lino, tengo a precisare che sotto la sua alacre e fattiva guida, la Commissione stessa ha lavorato alle diverse fasi dell’indagine (investigazione, raccolta delle prove, testimonianze, ricostruzione degli eventi e della traiettoria seguita dal volo AZ 112, stesura delle risultanze, analisi e conclusioni) dal 6 Maggio al 12 Settembre 1972, per circa 120 giorni complessivi, come la data di chiusura della stessa Relazione sta a dimostrare ancor oggi, assieme alla data dell’invio della traduzione in lingua inglese al servizio ADREP dell’ICAO, oltre all’inoltro al competente Ministero”.

Secondo il Com.te Dentesano, infatti, la Relazione dell’Inchiesta Tecnica Formale, deve essere valutata solo nell'arco temporale della conclusione del cosiddetto RAPPORTO LINO.

Con le 111 pagine di presentazione/introduttive e due volumi allegati riguardanti lo status infrastrutturale, procedurale/operativo dei maggiori aeroporti italiani, ovvero il RAPPORTO SUGLI AEROPORTI ITALIANI APERTI AL TRAFFICO AEREO CIVILE e SULLE CONDIZIONI DELLO SPAZIO AEREO REDATTO DAL COMITATO…..istituito con il Decreto 275/13 del 24/5/1972 il **Comitato nominato DAL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELL ’AVIAZIONE CIVILE, composto dal Presidente Generale A.M.I. Francesco LINO, e come membri Mauro Benvenuti (ATI), Adriano Chiappelli (Alitalia) Girolamo Contestabile, Giuseppe Fassina (Direttore Generale Aeroporti Milano), Elvio Kolman Alitalia), Francesco Mainenti, Giulio Martucci( Direttore Generale Azienda Autonoma Assistenza al Volo), Pasquale Perotti, Federico Quaranta (Direttore Generale Aviazione Civile del Ministro dei Trasporti e Aviazione Civile).

Di fatto, infatti, prima di insediare la Commissione per l'Inchiesta Tecnica Formale, il Ministero dei Trasporti e dell'Aviazione Civile aveva istituito con Decreto 275/13 la commissione nota per il Rapporto LINO con il seguente mandato:

"acquisire ulteriori elementi di valutazione circa le esigenze attuali e future, sotto il profilo operativo, degli aeroporti aperti al traffico civile nel territori nazionale nonché sulle condizioni dello spazio aereo” ed in particolare: 

1 - Constatare l’attuale situazione delle infrastrutture e degli impianti riguardanti il volo (piste di volo con servizi relativi, assistenza al volo e radio elettrica di navigazione, procedure di volo, ecc.) degli aeroporti aperti al traffico aereo civile; 

2 - Indicare le esigenze per ciascun aeroporto in relazione all’attuale traffico di passeggeri e merci; 

3 - Individuare e definire le esigenze aeroportuali in rapporto al prevedibile sviluppo del traffico aereo nel periodo 1972-1982; 

4 - Predisporre concrete proposte per l’impostazione in un piano idoneo a soddisfare tempestivamente le esigenze di cui ai precedenti punti". 

Nello stesso Rapporto LINO è fondamentale, nell'ambito di questo Preliminary Report (3), rilevare il testo,  in relazione al "mandato" ricevuto: riguardante la predisposizione e attivazione delle procedure di emergenze e incidenti: 

“per consentire, infine, un intervento immediato, coordinato e proporzionale alla gravità dell’emergenza, da parte delle varie assistenze sopra esaminate (servizio antincendi, servizio sanitario, assistenza emergenze e soccorso al mare, servizi tecnici generali di aeroporto – manutenzione, sorveglianza tecnica, controllo ostacoli ecc.), dovrà essere tassativo per ogni aeroporto un piano di emergenza, costantemente aggiornato e divulgato, la cui applicazione consenta l’accesso senza impedimenti o ritardi al luogo dell’incidente o emergenza.”*

SINTESI

Nello stesso “RAPPORTO SUGLI AEROPORTI ITALIANI APERTI AL TRAFFICO AEREO CIVILE e SULLE CONDIZIONI DELLO SPAZIO AEREO”, ancora una volta, nelle note riguardanti l’AEROPORTO di PALERMO, esercente Direzione Generale Aviazione Civile (DGAC), nella sezione Caratteristiche operative -  Situazione operative e carenze tra le “INFRASTRUTTURE e SERVIZI sono annotate le sottostanti frasi:

"ANTI-INCENDIO

“Servizio effettuato dai VV.FF. con mezzi di proprietà della DGAC, Tutti i mezzi, che sono costretti a stazionare all’aperto per mancanza di locali idonei, presentano un avanzato stato di usura sia per la parte meccanica che per le attrezzature antincendio propriamente dette, L’ubicazione dell’attuale stazionamento non sembra consentire un rapido intervento. Il Personale è appena sufficiente.

SANITARIO

Servizio effettuato con medici convenzionati e infermieri dell’Aeronautica Militare. Dotato di 5 ambulanze a due posti ciascuna in discreto stato d’uso e complete di attrezzature sanitarie. Il numero degli autisti è insufficiente. Non vi sono locali idonei.

ASSISTENZA IN EMERGENZA

Servizio effettuato dai VV.FF. con mezzi forniti dalla DGAC.

SOCCORSO IN MARE

Servizio effettuato con una zattera autogonfiabile dislocata nel porto di Palermo, troppo distante dall’aeroporto." 

Ma in quella tragica notte, quando è stato individuato il luogo dell'impatto? La DAGC aeroportuale sapeva dove era finito il DC8-43? In mare, a terra, sugli scogli, sui monti? L'aeromobile, qualora coinvolto in un incidente, doveva essere ritenuto intero e/o tronconi  sparsi? In quella notte, nel silenzio T/B/T terra, bordo, terra, senza rilievi radar specifici, senza informative attendibili, dove potevano essere indirizzati i soccorsi'?

Nell'ipotesi dei primi soccorsi avvenuta solo il giorno dopo, dopo l'avvistamento alle prime luci dell'alba, forse con l'ausilio di un elicottero in sorvolo nel circondario esterno alle piste e all'aeroporto, superando le incertezze delle geo-localizzazione a terra e/o in mare, solamente nella prima mattinata, il supporto, il recupero, l'intervento di assistenza e salvataggio, e gli investigatori potrebbero aver raggiunto il costone di Montagnalonga.

Nella cronaca, nella ricostruzione del post crash, nella relazione dell'Inchiesta Tecnica Formale, sono evidenze, probabilmente, ancora ignote, minimizzate e/o trascurate. (Preliminary Report-3)

* ogni aeroporto avrebbe, tuttavia, dovuto disporre una sorta di documentazione/manuale di gestione delle emergenze, tale da definire obiettivi, attività, strutture organizzative e competenze necessarie per assicurare una rapida ed efficace gestione di situazioni di allarme, emergenze e stato di incidente. Da applicare alle emergenze che si verificano nel sedime aeroportuale o nelle aree adiacenti, di concerto con gli altri enti interessati, soggetti istituzionalmente coinvolti. Secondo una sorta di linee guida per la predisposizione del piano d'emergenza interna ed esterna, approvata dalla DGAC.

** questa analisi non ha ancora, la disponibilità di una relazione e/o qualche nota concernente la persona responsabile, dei suoi compiti, del suo ruolo negli apparati-enti aeroportuali, delegata all'attivazione del "Piano di Emergenza". Con la pianificazione e coordinamento delle operazioni connesse all'iniziale tentativo notturno dei soccorsi, mezzi antincendio e sanitari. Delle difficoltà, dell'eventuale rinuncia nella fase notturna, dell'eventuali rientro in aeroporto. Altresì ignoto è l'orario di ritrovamento della geo-localizzazione del crash, del resoconto del numero e tipologia dei rottami, reperti vari, del loro posizionamento, delle vittime, del loro stato e riconoscimento, del numero totale delle relative immagini e video, e altro.

(Preliminary Report -3)



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