Con l’articolo sul Fatto Quotidiano del 4 ottobre, dal titolo “Leonardo ha bisogno di più spazio per i caccia: l’aeroporto s’ingrandisce invadendo aree verdi” firmato da Gianni Barbacetto, quello che era una tematica dei comitati locali dei residenti e cittadini quali l’associazione pacifista locale, “Abbasso la guerra” e il Comitato “Meno pista Più ambiente e pace”, la questione si è imposta in tutto il Belpaese.
Alla produzione dei caccia M-346, flotta nella disponibilità
dell’Aeronautica Militare Italiana-A.M.I., con attività consolidata di voli
prova e test correlati, ovvero dell’industria aerospaziale di Stato, della
vendita dell’esemplare anche in Austria, Grecia, Polonia, Qatar, Singapore,
Turkmenistan, Nigeria e Israele, si affianca l’esito del maxi-contratto da 4,6
miliardi di sterline sul caccia del futuro, sottoscritto di recente dalla
società Leonardo.
UK-Regno Unito, Italia e Giappone hanno ratificato con il
consorzio Edgewing (Leonardo partecipa
al 33%) la produzione del caccia di sesta generazione GCAP-Global Combat Air
Programme, peraltro in joint venture con EDGE (Abu Dhabi) e Baykar (Turchia).
L’aeroporto di Venegono risulterà centrale? Lo stabilimento
della Leonardo sarà di riferimento anche nella produzione del GCAP? La prima
fase del collaudo in volo degli esemplari in produzione dove verrà svolta?
Porre l'interrogativo è inevitabile, nella relazione di progetto, si sostiene: “i lavori sono finalizzati a soddisfare le esigenze tecniche dei nuovi caccia di Leonardo”.
Una eventuale efficientamento del Localizer, dell’ILS di
risistemazione degli spazi Over-run fuoripista per la fase di atterraggio per
velivoli a velocità superiori nella fase di avvicinamento prefigurano
operazioni di accelerazione e stop pista, di touch&go, di pull-up e missed
approch per attività di prove di volo, test di volo.ma stavolta non solo per le
flotte M-346 e versioni diversificate.
Sono scenari operativi per nuovi “caccia” che necessitano
anche spazi aerei in quota per attività di acrobazia, di inseguimento e
intercettazione in volo. Prospettive del tutto ignorate solo nel 2024, quando
il decreto del ministero della Difesa aveva disposto la dismissione
dell’aeroporto di Venegono. Quando la pista e l’area del sedime, scalo di
Venegono era stato destinata dal Demanio militare al Demanio aeronautico
civile, assegnando in uso gratuito all’Enac (l’autorità di vigilanza
dell’aviazione civile). Poi assegnato in concessione a Leonardo.
Quali prospettive per opere indifferentemente se in&out del sedime aeroportuale, quando la policy dello stabilimento della Leonardo impone scenari diversificati di produzione e attività di collaudo degli esemplari aerei storici quali M-346 e la new generazione GCAP-Global Combat Air Programme?
Ma lo spazio di Runway End Safety Area - RESA (area posta in
prossimità della testata pista) sono/saranno inerbati, è una opzione
progettuale che ha scartato l’installazione dei letti di arresto EMAS?
Se, infatti le aree di sicurezza e protezione operativa
delle piste di volo (Runway safety areas) sono uno strumento precauzionale per
ridurre il rischio correlato al fuoripista over-run, ENAC rileva “installazione
e la collaudazione dei letti d’arresto EMAS (Engineered Materials Arresting
System), ove per “Engineered Materials” si intendono dei materiali ad alto
assorbimento energetico che, se sottoposti al passaggio di un aeromobile,
reagiscono con deformazioni prevedibili consentendo il sicuro arresto del
velivolo al loro interno”.
Quali analisi e verifiche, associate ad una ipotetica
attività di volo (collaudi e prove volo degli esemplari in produzione nello
stabilimenti della Leonardo), hanno identificato l’essenzialità della RESA
piuttosto che il sistema EMAS?
L'aeroporto di Venegono deve essere considerato civile/commerciale e/o industriale/militare?
Quale procedura autorizzativa dovrebbe riguardarlo?
Il Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006) e le Direttive Europee, probabilmente, impongono, modalità diversificate. L'opera dovrà essere sottoporre ad una Valutazione di Impatto Ambientale, VAS e AIA. Anche sulla presenza di stabilimenti RIR-Rischio Incidente Rilevante.
I comitati dei cittadini "Abbasso la guerra” e “Meno pista Più ambiente e pace" attivi a Venegono, in una loro nota, sostengono anche:
"l'Allegato IV alla Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006
(Punto 7, lett. p) parla chiaro: sono sottoposte a verifica di VIA le
“modifiche o estensioni di progetti [...] già autorizzati, realizzati o in fase
di realizzazione, che possono avere effetti negativi significativi
sull'ambiente”. Creare una nuova area di sicurezza di centinaia di metri
quadrati distruggendo un prato stabile è, a tutti gli effetti, una modifica
estensiva dell'aeroporto."
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