Dalla Lombardia all’intero Belpaese la pianificazione e la localizzazione dei Data Center e hub logistici AI-Artificial Intelligent è diventata una frontiera, una trincea di confronto tra cittadini e comitati con le amministrazioni comunali e regionali.
Le attuali considerazioni sono focalizzate sui rilevanti potenziali consumi
energetici sul territorio, sull’ambiente dell’immediato intorno. Ma
i legittimi interrogativi posti non hanno ancora risposte esaurienti. Dove
insediare i Data Center?
L'intento è di collocarli in zone industriali dismesse e/o in aree verdi, parchi, riserve e aree di rilevanza naturale, talvolta, anche in prossimità aeroportuali. Nella vicinanza di piste di volo e in prossimità di sedime aeroportuali civili/commerciali e/o di aviosuperfici e magari di aerobasi militari.
Aeroporti che dall’origine erano campi di volo, in seguito infrastrutture attinenti al
volo, ovvero l’aerodrome (pista, raccordi e piazzole di sosta), poi ampliati in location
aviation, quali inizialmente hangar, aerostazioni, parcheggi auto, con airport
city, cargo city e distretti/logistiche accessorie. Determinando l'espansione nelle aree dei comuni attigui, con inevitabili vincoli per il territorio
circostante.
Nel recente periodo le richieste di permessi a costruire Data Center sono state
autorizzate da sportelli-uffici tecnici comunali con procedure che, potrebbero non
aver adeguatamente valutato il contesto “aviation” di vicinanza.
Una infrastruttura aeroportuale non è definita dal solo
sedime dello scalo, ma da un ambito e spazi correlati all’attività di volo. Tra di queste le zone del Piano Limitazione Ostacoli, ovvero dalle valutazioni dei nuovi
impianti/manufatti da sottoporre all’iter autorizzativo dell’ENAC con apposite
istanze e ogni altra informazione utile inerente gli ostacoli e pericoli per la
navigazione aerea. ENAC-Ente Nazionale Aviazione Generale, in collaborazione
con ENAV S.p.A-Ente Nazionale Assistenza Volo, hanno predisposto procedure
amministrative da applicarsi nei casi in cui risulti necessario valutare la
compatibilità di una nuova opera, impianto o attività con la sicurezza delle
operazioni aeroportuali e del volo più in generale.
Quali valutazioni hanno adottato gli sportelli-uffici tecnici
comunali prima di autorizzare il permesso per edificare Data Center? Anche l’installazione
degli impianti fotovoltaici nei dintorni aeroportuali, ad una distanza
inferiori a 6km, determina problematiche di compatibilità. Con documenti di asseverazione e
documentazione di relazione tecnica di analisi del fenomeno dell’abbagliamento
e di un Risk assessment specifica.
Le zone di sicurezza anche per determinati impianti della
navigazione aerea e determinate traiettorie di volo dovrebbero essere integrate
in determinanti i catasti delle superfici di limitazione degli ostacoli.
Tali analisi descritte nella Mappe di Vincolo, approvate da ENAC, nel dettaglio di ogni singolo comune coinvolto risultano peraltro interessate anche dal PdR-Piano di Rischio Aeroportuale, delle quattro zone A, B, C e D nell’immediato longitudinale e laterale della pista di volo.
Spazi Piano di
Rischio Aeroportuale in connessione le superfici laterali, orizzontali e coniche,
delle Limitazione Ostacoli, nelle quali dovrebbero essere stato adottato, con
un censimento specifico, rispettivamente il carico antropico e indice di
affollamento di specifici siti sensibili (ospedali, scuole e istituti, università,
centri commerciali) e di eventuali aziende a RIR-Rischio Incidente Rilevante. La
presenza e coesistenza tra azienda RIR, siti sensibili e, probabilmente con l’identificazione
dei Data Center nella regolamentazione UE della SEVESO 2 e/o 3 e/o siti comunque sensibili, determina
prescrizioni e vincoli in sede di analisi preliminare all’autorizzazione di “permesso
a costruire” Data Center e logistica A.I..
Sono database fondamentali per l’operatività di uno sportello/uffici
tecnici e per la stessa amministrazione comunale, anche nella gestione del PEE-Piano
di Emergenza Esterna di un aeroporto. Dove il Prefetto coordina con i sindaci e
aggiorna, con esercitazioni periodiche eventuali stati di allarme e di
incidente aereo.
Ma i vincoli correlati all’attività di un aeroporto
civile/commerciale sono definiti anche dalle cosiddette curve di isorischio nelle
traiettorie di volo nella fase LTO-LandingTakeOff- Atterraggio-Decollo. Traiettorie
di volo, in particolare nella fase di decollo, con inevitabili dispersioni
laterali e la necessità di verificare eventuali sorvoli di Data Center con analisi
safety-risk assessment.
La geo-localizzazione dei DATA CENTER, infine, deve valutare
le prospettive safety-risk assessment aggiuntivo derivato dall’incremento delle
temperature ambientali di almeno 2° causate dai riscontri stagionali e
quotidiani climate change. La proiezione micro-climatica, con ulteriore aumento
di 2°/3° di temperatura potrebbe innescare
gradienti termici, ventilazioni wind-shear, down burst particolarmente severi
per un controllo positivo degli aeromobili nella fase del ciclo LTO-LandingTakeOff. Ecco quindi,
la necessità di correlare anche una analisi statistica casistica del Matrix
Index.
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