Le vicende di prospettiva, di finanziamento, dal Piano di Sviluppo-Masterplan2025, all’attesa proposta, fissata per oggi 14 agosto, ma rinviata al prossimo 21 agosto, di ri-capitalizzare l’azienda concessionaria di gestione So.Ge.A.P., per salvare lo scalo parmigiano Giuseppe Verdi, sono ancora in “stallo”.
Con la prossima assemblea, coordinata, si presume, con ENAC,
il Comune di Parma e la Regione Emilia-Romagna, dovrebbe essere presentato una
sorta di piano strategico per il rilancio dello scalo.
Ma sarà un autentico rilancio industriale dell’infrastruttura
aeroportuale, perciò ottemperando, da un lato al Parere Positivo del
materplan2025 della Commissione VIA-VAS, all’adozione delle inevitabili “prescrizioni”,
all’individuazione di una qualche aerolinea di riferimento con specifici accordi
di marketing, definizione del bacino di traffico, di integrazione con la rete
regionale, nel contesto dell’atteso Piano Nazionale Aeroporti-PNA?
La sintesi e ricomposizione delle politiche di Assaeroporti
e Aeroporti2030, potrebbe delineare rinnovate componenti manageriali e il supporto di congrui finanziamenti.
Il ruolo dinamico e propositivo, lo sviluppo sostenibile, intermodale,
innovativo e digitale dovrà integrare l’aeroporto di Parma nel sistema
aeroportuale italiano. Ma con quali reali opportunità?
Le ridotte dimensioni del sedime, la geo-localizzazione dell’infrastruttura,
delinea, tuttavia prospettive aggregate, marginali, di attività civile-commerciale e cargo. Quali sono le attese degli azionisti?
L’oggetto delle prescrizioni delineate dal Parere della Commissione di VIA-VAS, dovranno essere riferiti a specifici scenari probabilistici. Con modelli di calcolo atti a “descrivere e quantificare i possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente ed eventualmente dovrà anche individuare le misure, a carico del Proponente, per eliminare o ridurre il danno. Il Proponente dovrà inoltre fornire informazioni in merito all’approvazione delle mappe di vincolo ed alla successiva adozione del Piano di rischio da parte del Comune di Parma”.
La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS con il Parere n. 3312 del 17 aprile 2020 e la Delibera Num. 1819 del 23/10/2023 - ENAC SOGEAP Masterplan Aereoporto Parma (PR), Intesa Stato-Regione, di cui al DPR n. 383/1994 e dell'art 54, comma 1, della L.R. n. 24/2017, per l'approvazione del progetto definitivo "Master Plan piano di sviluppo aeroportuale 2018 - 2025 dell'Aeroporto "Giuseppe Verdi" di Parma", hanno nel dettaglio illustrato compiti e ruoli.
Con il comunicato del 02/08/2025, Alleanza Verdi Sinistra inquadra, in parte, la situazione:
“AVS Parma: Un finale scritto da tempo che non si è voluto
vedere bruciando in 30 anni oltre 100 milioni di euro
Con l’aeroporto di Parma siamo ormai ai titoli di coda, ma
il finale era scritto da tempo. Una società di gestione che in 30 anni non ha
mai avuto un bilancio strutturalmente in attivo bruciando oltre 100 milioni di
euro come può continuare ad andare avanti?
So.Ge.A.P. è stata mantenuta artificialmente in vita
dapprima da una banca, la Meinl Bank, a cui la Banca Centrale Europea ha
ritirato nel 2019 la licenza bancaria per ripetute violazioni delle norme
antiriciclaggio e contro il finanziamento a gruppi terroristici e poi
dall’Unione Parmense Industriali che, inseguendo la provinciale grandeur della
piccola capitale, si è dovuta indebitare dopo aver svuotato le riserve del più
antico giornale d’Italia.
La realtà è che un aeroporto ubicato a 110 chilometri da
Linate e a 90 da Bologna, privo di introiti dai servizi a terra e men che meno
dalle compagnie aeree che anzi vogliono essere pagate, non sta in piedi perché
non ha mercato. E a certificarlo, oltre alle perdite, è il movimento dei
passeggeri che negli ultimi dieci anni è stato costantemente sotto i 200.000
con un ritorno per la comunità e il territorio di Parma pressoché nullo.
Ma si sa che a Parma la visione di insieme per le
infrastrutture strategiche, al di là dei frammentati e preponderanti interessi
privati, è merce totalmente assente: lo testimoniano l’inutile e impattante
moncone autostradale della Ti-Bre; il ritardo pluridecennale sul raddoppio
della ferrovia Parma-La Spezia; l’assenza di collegamenti di treni ad alta
velocità per Roma e Milano. Risultati che sono in gran parte da ascrivere agli
stessi che hanno voluto mantenere in vita a tutti i costi l’aeroporto così come
realizzare 10 chilometri di autostrada che finiscono nei campi.
Abbiamo letto del pellegrinaggio e della questua in Regione
dei soci industriali in cerca di aiuti e sostegni all’interno del piano
aeroportuale regionale. Siamo di fronte ad un accanimento terapeutico
finalizzato solo a salvare la faccia di chi ha bruciato inutilmente decine di
milioni di euro.
Come Alleanza Verdi e Sinistra, ci appelliamo al presidente
De Pascale affinché non vengano sprecate ulteriori risorse pubbliche per
investimenti insensati, come la fallimentare conversione a cargo, o a supporto
della gestione corrente.
Chiediamo invece al socio storico Unione Parmense
Industriali che, in caso di liquidazione della società come ventilato nel
proprio comunicato, si assuma le proprie responsabilità fino in fondo e si
impegni a ricollocare il personale di So.Ge.A.P. Le ricadute di una scelta
sbagliata reiterata nel tempo non possono essere pagate dai lavoratori che in
tutti questi anni hanno garantito l’operatività dell’aeroporto."
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