lunedì 25 maggio 2020

COVID-19, EASA 1,5 mt, ENAC almeno 1,0 mt: quale è la distanza adeguata?


La cabina di un aeromobile, quel “buco nero spaziale”, un veicolo di virus! Come operano le flotte che atterrano e decollano dagli aeroporti, almeno in quelli al momento aperti, in Italia? Siano esse aerolinee italiane, europee e di altri Continenti. Per attività di emergenza, recupero/rimpatrio di passeggeri da Paesi esteri, per voli di collegamento nord-sud della Penisola.
Ebbene sono applicate le Linee guida disposte da ENAC il 17 Maggio o quelle del Protocollo EASA/ECDC del 21 Maggio?
La separazione dei passeggeri imbarcati è di 1,5 metri e/o di 1,0 metri minimo?
E chi controlla, chi verifica la piena adozione di tali “restrizioni” cautelative?
Se il paziente zero in Lombardia, fosse realmente arrivato dalla Cina, via Germania, se il mezzo aereo risultasse quello preferito dal virus per dilagare in ogni continente e ogni remota località del Pianeta Terra, il trasporto aereo diventerebbe il fronte primario della guerra per combatterlo.
Per contenere la sua diffusione.
Ma chi si assume e/o ha la diretta responsabilità del distanziamento a bordo, della realtà operativa della separazione tra i passeggeri imbarcati e dell'esito della circolazione, della pressurizzazione e del flusso/ricircolo dell'aria in cabina passeggeri/piloti? Un portatore asintomatico e/o con pochi sintomi può trasformarsi in un superdiffusore. Propagarlo tra le famiglie e amici e colleghi di lavoro. L'allentamento e/o l'inesistenza di adeguate misure per il contenimento, potrebbe sfuggire di mano innescando, ancora una volta effetti epidemici estremi.
Se fronteggiare questo “virus respiratorio” rappresenta una grande sfida per funzionari della sanità e per gli operatori sanitari, per le autorità preposte a delineare linee guida e direttive varie per ridurre/eliminare il contagio a bordo delle cabine passeggeri/piloti è una operazione assai intricata. Tutelare la salute e rilanciare il traffico aereo, nello stesso tempo è una impresa possibile?
Nelle sette pagine del 17 Maggio 2020 il Direttore Generale ENAC, documento elaborato e concordato con Assaereo, Assaeroporti, Assohandlers, Assoelicotteri, Assoclearance, IBAR, Federcatering, Confetra, Centri Studi Demetra, IATA e IBAA , con Oggetto: Linee guida fase 2. La ripartenza del settore aereo, Il Decreto Legge 16 maggio 2020, n. 33 ed il DPCM del 17 aprile 2020, sono, sino al prossimo 14 giugno, la normativa base di riferimento in cui sono contenute le misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale.
Lo stralcio delle Linee guida ENAC relative alle misure o-board riporta:
Quindi, l’allegato 14 riporta il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID 19 nel settore del trasporto e della logistica” che, per quanto concerne il trasporto aereo, precisa che “gli addetti che dovessero entrare a più stretto contatto, anche fisico, con il passeggero, nei casi in cui fosse impossibile mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, dovranno indossare mascherine, guanti monouso e, su indicazione del Medico Competente ulteriori dispositivi di protezione come occhiali protettivi, condividendo tali misure con il Comitato per l’applicazione del Protocollo (…)”.
In tal modo, è del tutto evidente che il passeggero, a bordo dell’aereo, potrà viaggiare in modo sicuro indossando la mascherina, tenuto anche conto che il distanziamento sociale può considerarsi una delle misure alternative idonee a prevenire il contagio”.
Gli attuali sistemi di pressurizzazione e condizionamento di bordo garantiscono un ricambio di aria almeno ogni tre minuti. Gli impianti inoltre sono dotati di filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air) idonei a trattenere il 99,99% del particolato presente nell’aria, compresi batteri e virus.
Va anche sottolineato che la ipotesi di presenza di un passeggero asintomatico è contrastata dal distanziamento sociale e l’obbligo di mascherina in ambito aeroportuale e dal fatto che a bordo sarà obbligatorio l’uso della mascherina, precauzione idonea ad evitare il contagio, tenuto conto che sia l’OMS che l’Istituto Superiore di Sanità, pur ammettendo la possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche, ne sottolineano la rarità ed è indubbio il certo contenimento della propagazione della “gocciolina infettante” con l’uso, da parte di tutti i passeggeri, della mascherina.”
Quanti passeggeri potrebbero essere imbarcati, ad esempio, su un velivolo Boeing 737-300, configurazione “full economy! In entrambi i casi, con la distanza di 1,5 metri e 1,0 metri rispettivamente? Sono limiti massimi rispettati? Chi controlla?
Interrogativi, considerazioni e analisi già poste sulle news del web, https://aerohabitat.blogspot.com/ https://aerohabitat.eu e https://aerohabitat.org .

3 commenti:

  1. Le compagnie parlano di filtri Hepa, il che non vuol dire molto, bisogna capire quali filtri montano gli aerei.
    Il filtro fotocatalitico (o "a rigenerazione solare") al biossido di titanio si chiama così perché agisce su base fotocatalitica, sfruttando il potere ossidante del biossido di titanio sottoposto a luce ultravioletta di distruggere le membrane dei batteri e di coagulare le proteine dei virus inibendone l'attività, per cui ripulisce al 99% l'aria da batteri, spore e virus.
    Gli aerei montano filtri fotocatalitici? le compagnie dovrebbero informare i passeggeri sui tipi di filtri istallati a bordo di ogni aeromobile, io proporrei in fase di prenotazione, se il passeggero viaggia con un semplice filtro elettrostatico lo deve sapere. Le compagnie devono essere " trasparenti", parliamo di tutela della salute dei passeggeri, degli equipaggi e di una pandemia in corso.

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  2. più che filtri HEPA servirebbero i filtri ULPA cat. H14 fino a 0.3 um, ma il virus COVID19 quanto è piccolo?

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  3. Non sono un'esperta ....ma leggendo su internet ho trovato questa notizia.
    I virioni – singole particelle virali – di coronavirus sono particelle sferiche con un diametro medio di circa 100 nm (0.10 micron). Le più piccole, infatti, misurano 0.06 micron e le più grandi 0.14 micron. Le mascherine N95 riescono a filtrare il 95% delle particelle con diametro di circa 0.30 micron.
    quindi il filtro antivirus per ora non esiste!

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