Le 36 pagine della “RELAZIONE D’INCHIESTA INCIDENTE occorso al Pioneer 300 -marche di identificazione I-8548 Frazione Musi, Lusevera, Udine, 29.04.2023”, disponibile on-line sul web ANSV, sembrerebbero rivelare dati incontrovertibili, anche se contradditori, non solo sulla dinamica dello stesso incidente, ma anche sullo status operativo del velivolo.
Alla richiesta di archiviazione (vedi media FVG del luglio 2025),
si suppone per la mancanza di elementi sufficienti per chiarire cause e dinamica dell'incidente, si contrappongono una analisi ed una serie di riscontri
inequivocabili.
I rilievi, le evidenze delle investigazioni ANSV,
sembrerebbero imporre, quindi, almeno l'esigenza di un supplemento dell'indagine
della Procura.
Responsabilità amministrative, dinamiche ascrivibili al
fattore umano nella gestione dell'aeromobile, oltre alle qualifiche e
certificazioni operative, dovrebbero essere ulteriormente verificati. La stessa
progettazione iniziale, manutenzione periodica del velivolo, riguardanti ad
esempio, il motore e/o il paracadute balistico, valutate nei riscontri delle
revisioni tecniche e abilitazioni periodiche. Identificando eventuali
responsabilità.
Occorre, infatti e innanzitutto sottolineare con l’obiettivo
dell’inchiesta di sicurezza condotta dall’Agenzia nazionale per la sicurezza
del volo (ANSV), “istituita con il decreto legislativo 25 febbraio 1999 n.
66, è l’autorità investigativa per la sicurezza dell’aviazione civile dello
Stato italiano, di cui all’art. 4 del regolamento UE n. 996/2010 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010. Essa conduce, in modo
indipendente, le inchieste di sicurezza*.
Nelle pagine della Relazione d’inchiesta ANSV, si legge, tra
l’altro:
“Fattore tecnico
Al momento dell’incidente risultava scaduto il paracadute
balistico. Per tale ultimo componente ladata di scadenza riportata era 12/2022.
È comunque da considerare come il paracadute non rappresenti un elemento
obbligatorio a bordo dell’aeromobile. Questo era stato installato solo nel
2017, mentre l’aeromobile era invece stato immatricolato nel 2006. Inoltre, le
evidenze emerse in corso di inchiesta relative alla condotta dell’aeromobile
portano a ritenere che l’I-8548 abbia volato in traiettoria pressoché rettilinea,
a relativamente poca altezza dal suolo sottostante, verso il punto ove poi è
avvenuto l’incidente, con motore sempre in moto: l’attivazione volontaria del
paracadute balistico avrebbe richiesto di guadagnare il massimo margine di
altezza rispetto al suolo e spegnere il propulsore prima dell’attivazione.
Inoltre, la calotta è stata rinvenuta incastrata e non dispiegata tra i rami di
un albero: una attivazione in volo, anche a quota bassissima, avrebbe avuto
come conseguenza il fatto che il paracadute si sarebbe dispiegato sopra le cime
degli alberi. Per quanto esposto, si ritiene che il paracadute balistico non
sia stato attivato in volo ma che l’attivazione sia avvenuta a seguito
dell’impatto e/o incendio. In tale ipotesi non risulta rilevante ai fini della
determinazione delle cause dell’evento la scadenza del paracadute.
Il libretto di manutenzione della cellula aeromobile
riportava inoltre che l’ultima manutenzione periodica per ispezione 200 ore era
stata effettuata in data 4.10.2021. La successiva manutenzione riportata
sarebbe stata alle 300 ore di funzionamento. Il libretto aeromobile riportava
che al termine del volo precedente a quello terminato con l’incidente
l’aeromobile aveva 276.33 ore di volo. Per quanto sopra, gli adempimenti in
ordine alle registrazioni della manutenzione risultavano soddisfatti.
Nei limiti di quanto osservabile in relazione
all’elevatissimo grado di distruzione è possibile affermare che il relitto
fosse concentrato nel punto di impatto. Ciò, associato ad una traiettoria di
volo sostanzialmente rettilinea nelle ultime fasi di volo, porta ad escludere
che si siano verificati cedimenti in volo tali da compromettere la
controllabilità dell’ultraleggero.32
Il comando di regolazione passo elica a seguito
dell’incidente è stato ritrovato nella posizione “manual”. Tale posizione non
dovrebbe essere utilizzata in volo se non in condizioni di emergenza a seguito
di anomalie nel controllo del passo elica. In tale contesto, l’analisi del
meccanismo di governo del passo elica ha fornito evidenze coerenti con un passo
minimo (massima potenza). Tale evidenza unitamente ai danneggiamenti
dell’elica, compatibili con un regime rotazionale, risulta compatibile con lo stato
del motore, il quale, in seguito a specifica analisi, non ha mostrato alcuna
anomalia tale da comprometterne il funzionamento. La differenza di colorazione
nelle candele delle due bancate motore, porta a ritenere che ci possa essere
stata una differenza di carburazione, più magra da un lato rispetto all’altro.
Questa, però, non può essere collegata ad una avaria, quanto, al limite,
all’ipotetico verificarsi di una erogazione transitoria non regolare.
Il carburante recuperato dal relitto risultava
eccessivamente contaminato dagli estinguenti e dal terreno per essere
analizzato. Tuttavia, l’analisi del carburante utilizzato per il rifornimento
ha mostrato come questo fosse adeguato all’utilizzo con motore Rotax 912.
In tale contesto appare significativa la dichiarazione di un
testimone delle fasi finali del volo che riporta una erogazione regolare (senza
scoppi, fuoco o fumo) fino a pochissimo prima dell’incidente. I danneggiamenti
riscontrati sulle pale dell’elica sono coerenti con un impatto avvenuto in
regime di rotazione.
E la formulazione di due Raccomandazioni di Sicurezza:
Raccomandazioni di sicurezza
Alla luce delle evidenze raccolte e delle analisi
effettuate, l’ANSV ritiene necessario emanare la seguente raccomandazione di
sicurezza
RACCOMANDAZIONE ANSV-7/230-23/1/A/25
Motivazione: il pilota aveva conseguito l’attestato e
abilitazioni VDS sulla base delle facilitazioni ammesse dalla normativa vigente
per i piloti già in possesso di licenze aeronautiche.
Se da un lato sembra corretto riconoscere le conoscenze
comuni già acquisite ed una esperienza di volo pregressa, dall’altro sarebbe
maggiormente cautelativo tenere in debito conto l’enorme differenza che possono
sussistere tra le differenti tipologie di aeromobili certificati dell’aviazione
civile o militari ed un apparecchio VDS.
Per quanto sopra si ritiene che il contesto normativo che
riguarda il rilascio degli attestati ed abilitazioni nel mondo degli
ultraleggeri possa costituire possibili criticità per la sicurezza dei piloti e
dei passeggeri potenzialmente trasportati, nonché del terzo sorvolato.35
Destinatario: Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti.
Raccomandazione: si raccomanda di valutare possibili
modifiche all’art. 11 comma 4 del DPR 133/2010 onde consentire una più accurata
valutazione dell’esperienza di pilotaggio pregressa nei casi di rilascio
attestati e abilitazioni VDS sulla base di licenze aeronautiche già in essere. Quanto
sopra con particolare riferimento alle profonde differenze che possono esserci
tra aeromobili VDS e certificati dell’aviazione civile o militari.
* Per inchiesta di sicurezza si intende un insieme di operazioni comprendente la raccolta e l’analisi dei dati, l’elaborazione delle conclusioni, la determinazione della causa e/o di fattori concorrenti e, ove opportuno, la formulazione di raccomandazioni di sicurezza. L’unico obiettivo dell’inchiesta di sicurezza consiste nel prevenire futuri incidenti e inconvenienti, non nell’attribuire colpe o responsabilità (art. 1, paragrafo 1, regolamento UE n. 996/2010). Essa, conseguentemente, è condotta indipendentemente e separatamente da inchieste (come, ad esempio, quella dell’autorità giudiziaria) finalizzate all’accertamento di colpe o responsabilità.
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