Anche l’aeroporto Franco Bordoni Bisleri di Bresso diventerà uno dei 21 scali ella rete della Regional Air Mobility? Ma sarà anch’esso integrato in uno dei cosiddetti U-Space?
Lo scorso settembre 2025 Enac aveva lanciato la Regional
Air Mobility autorizzando il: primo volo dimostrativo tra Adriatico e Tirreno Fano-Roma
Urbe. Un network flessibile, intelligente e capillare di “piste di volo” per collegare
il Belpaese con piccoli aeromobili e vettori Pet Friendly. Nel contempo sono stati stanziati
anche i finanziamenti per alcuni di questi scali.
La flotta operativa di tale rete, dovrà trasportare fino ai
19 passeggeri a volo, su tratte tra 300
e i 600 km di distanza. Gli investimenti iniziali per questi scali, tramite di
Enac Servizi, gestore di 21 aeroporti, hanno riguardato Rieti, Siena, Capua, Pavullo nel
Frignano, Milano Bresso e Viterbo. Le cifre stanziate, in attesa di completare l’elenco, sarebbero:
- Roma Urbe, 18 milioni/euro;
- Capua, 8 milioni/euro;
- Milano Bresso, 9 milioni/euro;
- Pavullo nel Frignano 6 milioni/euro;
- Rieti, 10 milioni/euro;
- Siena, 34 milioni/euro;
- Viterbo, 2 milioni/euro.
Pe un investimento complessivo di 200 milioni di euro
Tali finanziamenti sarebbero finalizzati a predisporre edificazioni
“Terminal RAM”. Infrastrutture territoriali, un sistema hub,
integrato nel tessuto socio-economico, agli spazi, ai quartieri alle
municipalità e logistiche rinnovate e/o pre-esistenti. Un assetto internodale di Masterplan, Piani di Sviluppo, coordinati con le amministrazioni locali e le aziende, a supporto delle economie commerciali
e turistiche del territorio.
Probabilmente, data la geolocalizzazione della pista di Bresso, nella zona metropolitana di Milano, anche con l’identificazione di “zone Geografiche UAS” definite al suo interno, incluse eventuali limitazioni generali di quota o aree di divieto assoluto (No-Fly Zone). Una realtà operativa di “traffico aereo” intrecciata, da inquadrare con analisi da valutazioni integrate, "safety assessment, del rischio (Airspace Risk Assessment - ARA) in grado di verificare impatti su safety, security, privacy e ambiente.
L'ENAC, infatti, con la Bozza del Regolamento U-Space sta
promuovendo sul territorio tali iniziative. Potrebbero essere coesistenti,
coincidenti, sovrapponibili con gli spazi “RAM -Regional Air Mobility”.
ENAC, a riguardo, con “documento di undici pagine che non si
limita a recepire l'equivalente Regolamento di esecuzione (UE) 2021/664, ma
disegna l'architettura burocratica e tecnica entro cui dovranno muoversi i
droni nei cieli italiani U-space condividendoli in sicurezza con altri droni e
aeromobili con equipaggio.
Cos'è lo U-space?
Ma di cosa parliamo esattamente quando citiamo lo U-space?
Nelle premesse della bozza, l'Enac lo inquadra non come una semplice riserva di
spazio aereo, ma come un ecosistema di zone geografiche UAS. L'accesso a queste
aree è subordinato all'uso obbligatorio di servizi digitali automatizzati (i
cosiddetti «servizi U-space»). Questa infrastruttura invisibile nasce per
rispondere a un'esigenza precisa: gestire l'incremento massiccio di droni e la
complessità crescente delle operazioni oltre la linea di vista (BVLOS) a quote
molto basse. Lo scopo è garantire operazioni sicure, efficienti e
interoperabili, tutelando al contempo la security, la privacy e l'ambiente.”
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