lunedì 26 gennaio 2026

Aeroporto Bresso: dalla RAM-Regional Air Mobility al "U-Space”? Tra safety, risk assessment e ambiente!

Anche l’aeroporto Franco Bordoni Bisleri di Bresso diventerà uno dei 21 scali ella rete della Regional Air Mobility? Ma sarà anch’esso integrato in uno dei cosiddetti U-Space?

Lo scorso settembre 2025 Enac aveva lanciato la Regional Air Mobility autorizzando il: primo volo dimostrativo tra Adriatico e Tirreno Fano-Roma Urbe. Un network flessibile, intelligente e capillare di “piste di volo” per collegare il Belpaese con piccoli aeromobili e vettori Pet Friendly. Nel contempo sono stati stanziati anche i finanziamenti per alcuni di questi scali.

La flotta operativa di tale rete, dovrà trasportare fino ai 19 passeggeri a volo, su tratte tra  300 e i 600 km di distanza. Gli investimenti iniziali per questi scali, tramite di Enac Servizi, gestore di 21 aeroporti, hanno riguardato Rieti, Siena, Capua, Pavullo nel Frignano, Milano Bresso e Viterbo. Le cifre stanziate, in attesa di completare l’elenco, sarebbero:

- Roma Urbe, 18 milioni/euro;

- Capua, 8 milioni/euro;

- Milano Bresso, 9 milioni/euro;

- Pavullo nel Frignano 6 milioni/euro;

- Rieti, 10 milioni/euro;

- Siena, 34 milioni/euro;

- Viterbo, 2 milioni/euro.

Pe un investimento complessivo di 200 milioni di euro

Tali finanziamenti sarebbero finalizzati a predisporre edificazioni “Terminal RAM”. Infrastrutture territoriali, un sistema hub, integrato nel tessuto socio-economico, agli spazi, ai quartieri alle municipalità e logistiche rinnovate e/o pre-esistenti. Un assetto internodale di Masterplan, Piani di Sviluppo, coordinati con le amministrazioni locali e le aziende, a supporto delle economie commerciali e turistiche del territorio.

Probabilmente, data la geolocalizzazione della pista di Bresso, nella zona metropolitana di Milano, anche con l’identificazione di “zone Geografiche UAS” definite al suo interno, incluse eventuali limitazioni generali di quota o aree di divieto assoluto (No-Fly Zone). Una realtà operativa di “traffico aereo” intrecciata, da inquadrare con analisi da valutazioni integrate, "safety assessment, del rischio (Airspace Risk Assessment - ARA) in grado di verificare impatti su safety, security, privacy e ambiente.

L'ENAC, infatti, con la Bozza del Regolamento U-Space sta promuovendo sul territorio tali iniziative. Potrebbero essere coesistenti, coincidenti, sovrapponibili con gli spazi “RAM -Regional Air Mobility”.

ENAC, a riguardo, con “documento di undici pagine che non si limita a recepire l'equivalente Regolamento di esecuzione (UE) 2021/664, ma disegna l'architettura burocratica e tecnica entro cui dovranno muoversi i droni nei cieli italiani U-space condividendoli in sicurezza con altri droni e aeromobili con equipaggio.

Cos'è lo U-space?

Ma di cosa parliamo esattamente quando citiamo lo U-space? Nelle premesse della bozza, l'Enac lo inquadra non come una semplice riserva di spazio aereo, ma come un ecosistema di zone geografiche UAS. L'accesso a queste aree è subordinato all'uso obbligatorio di servizi digitali automatizzati (i cosiddetti «servizi U-space»). Questa infrastruttura invisibile nasce per rispondere a un'esigenza precisa: gestire l'incremento massiccio di droni e la complessità crescente delle operazioni oltre la linea di vista (BVLOS) a quote molto basse. Lo scopo è garantire operazioni sicure, efficienti e interoperabili, tutelando al contempo la security, la privacy e l'ambiente.”

 

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