Con la colonnina di mercurio dell’aria ferma sui 38° gradi, la temperatura del manto dell’asfalto potrebbe aver raggiunto anche livelli più alti, anche di 65° e la pista 15/33 principale è stata forse, probabilmente, chiusa per interventi immediati di manutenzione e ripristino?
Nel primo pomeriggio del 27 giugno la pista numero 1, è stata chiusa,
rendendo operativa la parallela con inevitabili a ritardi e cancellazioni prolungati
per tutta la giornata.
Ma è una questione che con la news lo scorso 9 giugno 2026 “Aeroporti, piste di asfalto, ripavimentazioni: tra Climate Change e sfaldamento/disgregazione” era stata già posta https://aerohabitat.blogspot.com/2026/06/aeroporti-piste-di-asfalto.html.
Era stata evidenziata una criticità che avrebbe potuto e/o potrebbe riguardare
quasi tutte le piste aeroportuali del Belpaese. Dovuto alle temperature bollenti dell'atmosfera e degli asfalti delle piste di volo. Ma anche della rete dei rullaggi, degli spazi entry/exit, degli stessi piazzali dove sostano gli aeromobili.
“Ma non solo il flusso e sequenze quotidiane
dell'incidenza degli aerei di corto/medio raggio, anche delle pesanti/heavy
flotte di lungo raggio con peso di decollo/atterraggio di 100/200/500
tonnellate. Con sfide operative di atterraggi duri/pesanti che aggravano la
sostenibilità dello stesso manto superficiale dell'asfalto.”
ENAC con il documento “LG–2017/003-APT – CATALOGO
DELLE PAVIMENTAZIONI AEROPORTUALI-Ed. n. 1 del 16 dicembre 2019”, in 34 pagine
ha illustrato le tecniche progettuali e gli obiettivi del ri-facimento delle
piste. Con la seguente sintesi:
“Per le pavimentazioni flessibili e semirigide, tenuto
conto che il conglomerato bituminoso è un materiale che presenta
caratteristiche meccaniche diverse in relazione alla temperatura, si è fatto
riferimento a situazioni climatiche medie che si verificano in Italia. A tal
fine, il territorio Italiano è stato suddiviso in tre differenti macroregioni
(NORD, CENTRO e SUD) e per ciascuna macroregione sono state definite (mediante
un’analisi dei dati disponibili sul sito internet de Il Meteo) le temperature medie
stagionali.”
I media hanno variamente riferito in cronaca la situazione vissuta dai passeggeri sullo scalo pisano, ma nessun comunicato stampa dei gestori aeroportuali ha commentato la situazione, le criticità associate agli "asfalti aeroportuali".
La Filt Cgil, ha invece commentato la
realtà operativa di quel giorno:
(dal web on-line)
“Il copione si ripete, identico e inaccettabile, a quasi un
anno esatto dal 2 agosto 2025, quando un forte temporale bloccò lo scalo pisano
per ore tra ritardi e cancellazioni, oggi l’aeroporto è nuovamente paralizzato.
Questa volta a causa di un deterioramento all’asfalto della pista – del tutto
simile a un guasto già verificatosi la scorsa settimana — che ha fatto
ripiombare la struttura nel caos. Ancora una volta, i lavoratori aeroportuali
si sono trovati soli a gestire una gravissima emergenza in prima linea, senza
alcun potenziamento organizzativo da parte delle aziende coinvolte. Salvo rare
eccezioni, è mancata totalmente una presenza efficace di figure direttive
capaci di fornire indicazioni operative e coordinare la gestione dei
passeggeri.
La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: una gestione
drammaticamente caotica dell’emergenza. Migliaia di viaggiatori si sono
ritrovati ammassati nell’arca imbarchi, ai varchi di sicurezza e al terminal
arrivi a causa di
In questo scchano al tomic abbandono. non sono mancati momenti
di alta tensione, sfociati in ingiustificati episodi di esasperazione a danno
dei lavoratori e degli operatori aeroportuali, unici presenti a metterci la
faccia. Quanto accaduto rappresenta una vera e propria “Caporetto
organizzativa” da parte delle aziende e del gestore aeroportuale. Emerge in
modo drammatico la mancanza di coordinamento e la fragilità strutturale e
gestionale dell’aeroporto di Pisa, proprio in un anno in cui il traffico aereo
continua a registrare una crescita record.
Le ondate di calore di questi giorni sono si intensi, ma
ormai tutt’altro che imprevedibili. Riteniamo inaccettabile l’assenza di un
piano di emergenza efficace, specie alla luce del crescente impatto
dei cambiamenti climatici. Il ritardo decennale negli
investimenti infrastrutturali ha generato un’infrastruttura fragile e un
terminal inadeguato e vulnerabile, mentre i lavori di ristrutturazione in corso
riducono ulteriormente gli spazi e l’operatività. E intollerabile che questa
situazione ricada interamente su lavoratori e passeggeri, costretti a muoversi
in condizioni critiche e persino pericolose.
Le richieste del Sindacato rimaste inascoltate.
Tutte le rappresentanze sindacali hanno già richiesto il
potenziamento estivo dell’organizzazione aeroportuale e proprio pochi giorni fa
interventi immediati per mitigare le ricadute del caldo record sulla salute dei
lavoratori. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro dalle aziende però i
fatti odierni confermano, con molta amarezza, la fondatezza delle nostre
preoccupazioni. La mancanza di coordinamento e di una regia comune – capace di
andare oltre i singoli interessi di profitti aziendali e le inefficienze
strutturali- non sono più sopportabili. silenzi e l’indifferenza non sono
accettabili: né da parte dei datori di lavoro, né da parte degli Enti e delle Istituzioni
politiche che avrebbero il dovere di sovraintendere all’interesse generale.
Riteniamo non più rimandabile un confronto immediato con tutte le parti
interessate (Istituzioni e aziende). È urgente garantire condizioni di
sicurezza, efficienza e dignità per i lavoratori e per i viaggiatori affinché simili
vergognosi scenari non si ripetano mai più.
In particolare occorre che le istituzioni e gli Enti
pubblici siano più consapevoli e attivi su questo fronte visto che si tratta di
una infrastruttura pubblica e di un pubblico servizio.
FILT-CGIL PISA"