Note stralciate dal sito web: https://climate.ec.europa.eu/areas-action/transport-decarbonisation/reducing-emissions-aviation_en
"Il settore aeronautico è una delle fonti di emissioni di gas
a effetto serra (GES) a più rapida crescita. L'UE sta adottando misure per
ridurre le emissioni dell'aviazione in Europa e collabora con la comunità
internazionale per definire interventi di portata globale.
Il 17 luglio 2026, la Commissione europea ha proposto una
revisione mirata del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS),
volta a rafforzare la competitività industriale dell'Europa e a sostenere il
raggiungimento dell'obiettivo climatico dell'UE per il 2040.
La proposta consolida l'EU ETS quale motore di investimenti,
prevedendo un significativo sostegno aggiuntivo alla decarbonizzazione
industriale attraverso una nuova Banca per la decarbonizzazione industriale
(Industrial Decarbonisation Bank), uno strumento di potenziamento degli
investimenti (Investment Booster) e il proseguimento dei finanziamenti
nell'ambito del Fondo per l'innovazione e del Fondo per la modernizzazione.
Il settore aeronautico è ad alta intensità energetica. Ad
esempio, una persona che vola da Lisbona a New York (andata e ritorno) genera
all'incirca la stessa quantità di emissioni prodotta da un cittadino medio
dell'UE per riscaldare la propria abitazione nell'arco di un intero anno.
Nel 2022, l'aviazione ha contribuito per il 2% alle emissioni globali di anidride carbonica (CO2), registrando negli ultimi decenni un tasso di crescita superiore a quello del trasporto ferroviario, stradale o marittimo. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), con la ripresa dei viaggi internazionali dopo la pandemia di COVID-19, le emissioni del settore aeronautico nel 2022 hanno raggiunto quasi 800 Mt di CO2, pari a circa l'80% dei livelli registrati prima della pandemia.
L'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO) ha previsto che, entro il 2050, le emissioni dell'aviazione internazionale potrebbero triplicare rispetto ai livelli del 2015. Nel 2022, le emissioni dirette del settore aeronautico hanno rappresentato una quota compresa tra il 3,8% e il 4% del totale delle emissioni di gas a effetto serra (GES) dell'UE. L'aviazione genera il 13,9% delle emissioni legate ai trasporti, configurandosi come la seconda maggiore fonte di gas a effetto serra nel settore, dopo il trasporto stradale.
Per contrastare questa tendenza, è fondamentale adottare diverse misure tecniche e operative — come l'impiego di carburanti sostenibili per l'aviazione, il perfezionamento di velivoli e motori, l'ottimizzazione delle operazioni, il passaggio a modalità di trasporto meno inquinanti (come la ferrovia) e la riduzione della necessità di spostamenti (ad esempio, attraverso le videoconferenze). Tali interventi sono essenziali per mitigare la crescita delle emissioni, ridurle nel corso del prossimo decennio e contribuire al raggiungimento dell'obiettivo generale di neutralità climatica dell'UE.
Oltre alla CO2, i motori degli aeromobili rilasciano altri gas e sostanze, tra cui ossidi di azoto (NOx), anidride solforosa (SO2), vapore acqueo e particolato (inclusi solfati e fuliggine). Quando tali emissioni avvengono ad alta quota, esse alterano le proprietà fisiche e chimiche dell'atmosfera, contribuendo all'effetto serra, il principale motore del cambiamento climatico. Tali emissioni possono inoltre favorire la formazione di scie di condensazione persistenti (cirri indotti dalle scie), che contribuiscono al riscaldamento globale trattenendo il calore terrestre. Come confermato da un rapporto dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), nel 2018 gli effetti non legati alla CO2 delle attività aeronautiche hanno rappresentato oltre la metà (66%) della forzante climatica netta del settore.
L'azione dell'UE
Tutti i settori, compreso quello dell'aviazione, devono
contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici dell'UE. È
per questo che, dal 2012, il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE
(ETS) include anche il settore dell'aviazione in Europa.
Nel 2019, l'UE ha lanciato il Green Deal europeo: il nostro piano affinché l'Europa diventi climaticamente neutra entro il 2050. Per raggiungere tale obiettivo, è necessario ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro la metà del secolo (rispetto ai livelli del 1990).
Essa mira inoltre a modernizzare il mercato del carbonio,
rafforzare gli incentivi affinché le imprese investano nella decarbonizzazione
in Europa, aggiornare le norme sull'assegnazione gratuita di quote e sul
meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), potenziare
l'attuale sistema ETS per i settori dell'aviazione e del trasporto marittimo ed
estendere gradualmente lo scambio di quote di emissione all'incenerimento dei
rifiuti urbani."