lunedì 18 maggio 2026

“Environmental noise in Europe — 2020”: i limiti dei report “Environment Agency-EEA". E anche della LVA

Il documento dal quale sono state ricavate queste note è "Environmental noise in Europe — 2020”, by European “Environment Agency",  ed è disponibile su Internet: eea.europa.eu

I riscontri della EEA, come quelli documentati sul web ECAC-CEAC, sono riferiti, in maniera esclusiva con gli indici Lden, Lnight e Lday. 

Tali indici Lden ecc., tuttavia impediscono una valutazione, una verifica, una comparazione diretta, contestualizzata con i i livelli acustici LVA , nello specifico nelle Zone A, B e C ed esterne, adottati negli aeroporti del Belpaese. 

Una evidenza che rende, piuttosto contraddittoria qualsivoglia comparazione diretta con la percezione acustica individuale del sorvolato, sia nella fase diurna quanto di quella notturna.

Queste brevi note, comunque, trascurano la rilevanza e l'incisività specifica delle emissioni sonore causate, dall'"airframe noise" da un lato, peraltro documentato e comprovato, anche in relazione, sommate alle emissioni sonore dei propulsori, siano quest'ultimi di vecchia e/o recente e ultima generazione.

Al punto che le stesse politiche delle tariffe "green charge" aeroportuali e/o del Regolamento 2023/2405 “ReFuelEU” dovranno essere riformulate considerando più ampiamente l'impatto ambientale.  Dalle emissioni sonore (propulsori in aggiunta alle configurazione/assetto/profili airframe) alle emissioni gassose (combustibili sostenibili-SAF) ed oltre (con adeguate stime di lungo periodo ambientali, risk, safety assessment).

Altrettando documentato e certificato è il "fastidio-annoyance" nelle varie fasi del ciclo LTO (LandingTakeOff), ovvero la percezione diretta di ogni singolo sorvolo aereo, del tutto ignorato dagli studi e  report della EEA, dell'ECAC, come, peraltro, avviene, nel dettaglio, analizzato dalle "commissioni rumore" in ogni singolo aeroporto..

“Rumore del traffico aereo

Ai sensi della Direttiva europea sul rumore, il rumore del traffico aereo è definito come il rumore causato dagli atterraggi e dai decolli degli aeromobili nelle aree circostanti gli aeroporti. Pertanto, il rumore del traffico aereo interessa una percentuale della popolazione molto inferiore rispetto al rumore del traffico stradale o ferroviario. In totale, sono 89 i principali aeroporti per i quali è necessario valutare l'esposizione della popolazione al rumore.

Secondo i dati attuali, si stima che il rumore degli aerei esponga circa 3 milioni di persone a livelli pari o superiori a 55 dB durante il periodo giorno-sera-notte nelle aree urbane. A questa cifra si aggiunge il numero di persone esposte al rumore proveniente dai principali aeroporti al di fuori delle aree urbane, stimato in 1 milione.

Per quanto riguarda il rumore notturno, le cifre sono rispettivamente di 1 e 0,5 milioni. Questi valori rappresentano una percentuale molto piccola della popolazione totale dell'UE. Tuttavia, l'esposizione della popolazione al rumore ambientale in Europa è un'importante fonte di rumore, perché è considerato più fastidioso del rumore stradale o ferroviario

I Paesi con la maggiore percentuale di persone esposte al rumore degli aerei all'interno delle aree urbane al di sopra di 55 dB Lden sono Belgio, Italia, Lussemburgo, Malta e Portogallo, con una media SEE del 2%. Questi risultati dipendono probabilmente in una certa misura dal numero di aeroporti presenti in un paese e dalla distanza degli aeroporti dalle aree urbanizzate. Ad esempio, in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito ci sono molti più aeroporti rispetto al resto dei Paesi, che generalmente hanno da uno a tre aeroporti, a seconda delle dimensioni del paese.

La netta differenza tra il Lussemburgo e gli altri paesi risiede nel fatto che vengono riportati i dati di un solo agglomerato urbano esposto al rumore di un importante aeroporto, mentre i dati degli altri paesi più grandi rappresentano una media su tutti gli agglomerati, compresi quelli non esposti al rumore degli aerei. Si può anche vedere che l'esposizione al rumore degli aerei nelle bande di rumore più elevate (≥ 70 dB) non è presente nella maggior parte dei paesi.

Le aree urbane più grandi hanno generalmente più persone esposte al rumore degli aerei. Non sorprende che le capitali come Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Lisbona, Londra, Lussemburgo o Roma sembrino avere più persone esposte a livelli di rumore degli aerei di almeno 55 dB Lden.

Tuttavia, le aree urbane con il maggior numero di persone esposte al rumore degli aerei non coincidono sistematicamente con le aree urbane con la più alta percentuale di persone esposte a livelli di rumore diurni-serali-notturni pari o superiori a 55 dB.

Ad esempio, questa variabilità può dipendere anche dai volumi di traffico aereo, nonché da fattori locali come la posizione e l'ambiente circostante di un aeroporto. Capitali come Berlino, Lisbona, Londra e Lussemburgo presentano la più alta percentuale di persone esposte al rumore degli aerei.

Il numero totale stimato di persone, all'interno e all'esterno delle aree urbane, esposte al rumore degli aerei provenienti dai principali aeroporti durante il periodo giorno-sera-notte. I principali aeroporti che espongono il maggior numero di persone al rumore del traffico aereo sono Londra Heathrow, Lisbona Portela, Berlino Tegel e Francoforte sul Meno”.

venerdì 15 maggio 2026

Venezia-Tessera potenzia i voli intercontinentali, il PNA conferma le prospettive Long Range al 2050

Con la recente presentazione al Mit del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 è stata ribadita la scelta di potenziamento sostanziale del traffico intercontinentale dal Belpaese. I tre storici scali hub, dopo Fiumicino e Malpensa, Venezia-Tessera ha  concretizzato l’opzione per il Nord-Est italiano. La realtà manifesta nel PNA, tuttavia ha aperto l’opportunità anche per scali ritenuti periferici.

E’ notizia recente del nuovo volo diretto Venezia Pechino.

Dei 41 scali esistenti, riconfigurati nelle 13 reti territoriali strategiche nelle prospettive al 2035, ovvero il Nord Est, Nord Ovest, Milano (con gli scali di Linate e Malpensa), Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Roma Fiumicino, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna, altri aeroporti “nazionali” hanno aperto o stanno accordandosi su mete intercontinentali. 

Le prospettive del traffico intercontinentale della Penisola avrebbe previsto un incremento progressivo di tali voli, raggiungendo il 35 % al 2030 e 50% al 2035 per gli aeroporti di rilevanza intercontinentale.

Grandi Hub Intercontinentali, operativi tutto l'anno, ovvero Roma Fiumicino on voli no-stop Milano Malpensa, che collega intercontinentali per tutto il Nord Italia, il "Marco Polo" di Venezia, terzo gate intercontinentale, opera collegamenti costanti e stagionali verso mete chiave come New York, Atlanta, Dubai e Doha.

Il terzo è Napoli Capodichino con una forte espansione nei voli diretti verso il Nord America, verso New York, Atlanta e Chicago. Ma a questi si sono aggiunti, come voli stagionali Milano Linate con voli verso il Medio Oriente (es. Gedda e Riad), Catania Fontanarossa, vero gli USA, ma anche da Bologna Guglielmo Marconi e da Palermo "Falcone e Borsellino".

Ma non è finita, sono in corso trattative per l'apertura di voi long range stagionali anche da aeroporti "turistici" del Mediterraneo verso la Cina

giovedì 14 maggio 2026

Presentato il PNA 2026-2035, in attesa della divulgazione del “testo”: il comunicato ENAC

I media lo hanno variamente commentato, ma il documento, le 126 pagine del PIANO NAZIONALE DEGLI AEROPORTI 2026 - 2035 edito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, non è ancora disponibile. 

In attesa di poterlo analizzare e commentare, proponiamo la news relativa, disponibile sul sito web di ENAC:

"Il Presidente Enac Di Palma con il Ministro MIT Salvini e il Viceministro Rixi alla presentazione del nuovo Piano Nazionale Aeroporti

Presentazione del Nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035: oggi, 12 maggio, il Presidente Enac Pierluigi Di Palma ha partecipato, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla riunione presieduta dal Vicepremier e Ministro MIT Sen. Matteo Salvini, con il Viceministro On. Edoardo Rixi, alla presenza dei vertici del MIT, durante la quale sono stati illustrati i contenuti, le linee di intervento e gli obiettivi del nuovo PNA.

Il Capo Dipartimento per i trasporti e la navigazione al MIT Stefano Riazzola:

“Il nuovo PNA nasce per valorizzare le diverse peculiarità dei sistemi aeroportuali italiani e accompagnarne uno sviluppo sempre più efficiente. L’obiettivo è arrivare nei prossimi mesi all’approvazione definitiva del Piano, così da dare avvio alle attività di sviluppo attese dal Paese e dai territori”.

Il Presidente Enac Di Palma:

“Un punto di partenza verso una nuova fase di sviluppo del trasporto aereo italiano che oggi registra 230 milioni di passeggeri.

Una ripartenza ‘rock’ post Covid, resa possibile grazie al sostegno del Governo, che ha creduto nel valore strategico del comparto, motore dell’economia, e nella tutela della forza lavoro.

Il nuovo PNA nasce all’interno di questa visione condivisa tra Enac e il MIT, fondata sul rafforzamento della riserva infrastrutturale, strumento di crescita del sistema aeroportuale italiano in chiave policentrica, e sulla riconciliazione fra trasporto aereo e ambiente.

Gli importanti risultati raggiunti dimostrano come investimenti, liberalizzazione e integrazione pubblico-privato abbiano rafforzato la competitività del Paese”.

Il Vicepremier Salvini:

“Presentiamo oggi uno strumento strategico, frutto di un lavoro di squadra di oltre 2 anni, che non vuole cristallizzare il futuro, ma offrire una visione chiara dello sviluppo del sistema aeroportuale italiano fino al 2035.

In questa fase geopolitica complessa l’obiettivo è continuare a investire e crescere, favorendo la competitività attraverso infrastrutture moderne, efficienti e integrate”.

Presenti, alla riunione, i principali attori del sistema del trasporto aereo nazionale.

Per Enac, il Direttore Centrale Claudio Eminente, che con delle slide ha presentato i punti salienti del PNA, e il VDC Costantino Pandolfi."

mercoledì 13 maggio 2026

ENAC: dati di traffico 2025. Il comunicato 24/2026 allegato alla presentazione del "volume"

"Enac pubblica i Dati di Traffico 2025: aumento del 5% rispetto al 2024 per un totale di oltre 229,7 milioni di passeggeri negli aeroporti italiani

Consolidati da Enac i dati di traffico del 2025: sono stati oltre 229,7 milioni i passeggeri negli aeroporti italiani, con il +5% di crescita rispetto al 2024.

Questo il dato più rilevante del volume Dati di Traffico 2025, realizzato da Enac sul traffico aeroportuale e consultabile sul proprio sito: in una pubblicazione di circa 200 pagine, l’Ente, dopo un primo Executive Summary realizzato a inizio anno con i primi dati, fornisce un’analisi completa del panorama italiano, partendo da un inquadramento del sistema nazionale nel contesto europeo, passando per i vettori tradizionali e low cost e le rotte più frequentate, fino ad arrivare alle serie storiche, aeroporto per aeroporto, degli ultimi 20 anni.

 “La definitiva ripresa del traffico aereo registrata nel 2025 – ha commentato Presidente Enac Pierluigi Di Palma – conferma il ruolo strategico del trasporto aereo per la crescita economica, la competitività e la connettività del Paese.

L’auspicio condiviso è che le attuali difficoltà legate al contesto geopolitico internazionale, e alla conseguente incertezza che continua a incidere sull’economia e sul traffico aereo, possano essere rapidamente superate, consentendo di consolidare anche nel 2026 risultati significativi come quelli raggiunti lo scorso anno.

L’aviazione civile si conferma, ancora una volta, un asset fondamentale per guardare al futuro con fiducia: un motore di sviluppo economico, turistico e culturale, nonché un ponte immateriale tra i popoli”.

 A seguire gli elementi principali del documento Dati di Traffico 2025.

 Traffico passeggeri:

In forte aumento del +5% rispetto al 2024 il numero dei passeggeri che hanno usufruito dei servizi trasporto aereo commerciale transitati negli aeroporti italiani da rotte nazionali e internazionali e che sono stati 229.740.546.

L’aeroporto di Roma Fiumicino si conferma primo scalo per traffico passeggeri con circa 50,9 milioni e una quota del 22% sul totale del traffico.

 Traffico nazionale / internazionale passeggeri:

Il traffico nazionale, con i suoi 72,5 milioni di passeggeri (pari al 32% del traffico complessivo), mostra volumi sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente. Come primo aeroporto per volumi di traffico si conferma ancora Roma Fiumicino con una quota del 14%, pari a circa 10 milioni di passeggeri.

Il traffico internazionale, con 157,2 milioni di passeggeri (pari al 68% del traffico complessivo), è cresciuto del +8% rispetto all’anno precedente.

 

L’aerea geografica con la quale si osserva il maggior traffico è l’Unione Europea (43%), con la Spagna primo paese e Roma Fiumicino – Madrid Barajas quale rotta principale.

 Vettori tradizionali e low cost:

La composizione del traffico per tipologia di vettore mostra come i voli low-cost abbiano trasportato il 63% del totale passeggeri, pari a 145,4 mln (+6% vs 2024) mentre il traffico su vettori tradizionali si è attestato al 37%, pari a 84,3 mln di passeggeri (+3% vs 2024).

Traffico Cargo:

In espansione i volumi movimentati (+2% vs 2024), trainati dalla componente Extra-UE (+7%): il settore cargo (merci e posta) nel 2025 ha registrato oltre 1,2 milioni di tonnellate movimentate, segnando un incremento del +2% rispetto al 2024.  L’aeroporto di Milano Malpensa si conferma lo scalo con maggiori volumi di traffico, con una quota del 61%, pari a oltre 764 mila tonnellate.

Traffico nazionale / internazionale cargo:

Il traffico cargo nazionale con circa 72 mila tonnellate (pari al 6% del traffico cargo complessivo) ha registrato una flessione del -8% rispetto al 2024. Come primo aeroporto per volumi di traffico si conferma Milano Malpensa con una quota del 29%, pari a circa 21 mila tonnellate.

Il traffico internazionale cargo (UE e Extra-UE) rappresenta la principale componente di traffico, con oltre 1,1 milioni di tonnellate (pari al 94% del traffico cargo complessivo), con volumi in aumento rispetto al 2024, trainati dalla componente Extra-UE (+7%). L’aerea geografica con la quale si osserva il maggior traffico è l’Extra-UE (69%), mentre il primo paese per volumi è la Germania, con una quota del 13% (pari a 153 mila tonnellate) e Milano Malpensa – Leipzig-Halle quale rotta principale.

Il volume, a cui si rimanda per un’analisi completa, è suddiviso in sette sezioni:

·       Sezione I – Inquadramento generale

·       Sezione II – Analisi dei dati di traffico

·       Sezione III – Tavole traffico aeroportuale

·       Sezione IV – Tavole traffico di origine-destinazione

·       Sezione V – Tavole traffico vettori

·       Sezione VI – Tavole traffico Low Cost e tradizionale

·       Sezione VII – Tavole traffico aeroportuale commerciale Serie storiche 2004-2025."


martedì 12 maggio 2026

"Hormuz" e il carburante avio: EASA pubblica una S.I.B. sull’uso sicuro del "Jet A aviation fuel" in Europa

L’EASA ha pubblicato un Safety Information Bulletin (SIB), una raccomandazione sull’impiego del carburante aereo statunitense di tipo A. La Commissione europea, a sua volta, resta in attesa di quel documento per poter rendere pubbliche le linee-guida sul trasporto.

Il provvedimento EASA dovrebbe risolvere e superare l'utilizzo diversificato tra il Jet A, standard normalmente impiegato negli Stati Uniti, e il Jet A-1, riferimento in Europa. 

Anche se per l’impiego del Jet A, EASA starebbe predisponendo linee-guida tecniche specifiche per aerolinee e rifornitori aeroportuali, al fine di assicurare compatibilità operativa e mantenimento pieno degli standard di sicurezza.

Il comunicato stampa (Ufficio Stampa EASA) allegato è il seguente:

"L’EASA informa: “La situazione in Medio Oriente e nel Golfo Persico ha avuto un impatto sulla fornitura di Jet A-1 grade fuel, tradizionalmente utilizzato in Europa. Gli aviation and fuel supply stakeholders stanno quindi valutando la fattibilità dell’utilizzo di Jet A grade fuel, proveniente da altre regioni del mondo, per far fronte a una potenziale carenza.

In questo contesto, l’EASA ha pubblicato un Safety Information Bulletin (SIB) per guidare gli operatori del settore aeronautico nella gestione sicura del Jet A grade fuel in un Jet A-1 environment”.

“Il Jet A grade fuel è già utilizzato in Nord America, anche sui voli in partenza per l’Europa. Una potenziale introduzione nei mercati che tradizionalmente utilizzano Jet A-1 deve essere gestita adeguatamente. Gli operatori devono essere consapevoli delle differenze nelle proprietà del fuel (in particolare il Jet A ha un maximum freezing point più elevato rispetto al Jet A-1).

Le operational procedures for air operators, i fuel handling controls for aerodromes and ground handling organisations, nonché le comunicazioni tra le organizzazioni, devono essere rivisti per garantire che tutti i rischi derivanti da tali differenze siano gestiti correttamente”, prosegue l’EASA.

Oggi, la European Commission ha inoltre pubblicato la guidance che chiarisce le flessibilità previste dalle EU rules esistenti, utili a mitigare l’impatto della crisi sull’aviation sector”, conclude l’EASA."

lunedì 11 maggio 2026

Ultraleggero biposto precipita e sfonda un’auto in transito sull’Aurelia, atterrava su una pista erbosa

Un ultraleggero ad ala alta, un modello P92 Js, decollato nella mattinata di sabato 9 maggio dall’aeroporto di Tassignano, in provincia di Lucca con due occupanti, marito e moglie.

La dinamica dell’incidente ipotizza la collisione del velivolo, impegnato, nella fase di atterraggio, con alcuni cavi elettrici. Il velivolo, intorno alle 14.00, nel crash con l’auto in transito, lungo la vecchia Aurelia a Cecina (Livorno), all'altezza di via dei Parmigiani, è stato completamente distrutto. Il TecnamP92 ha colpito l'auto in transito, lateralmente, a circa 200 metri, dalla pista erbosa dell'aviosuperficie di Cecina-Porta della Maremma.

I soccorsi, con un'ambulanza, i vigili del fuoco, la polizia municipale, e i carabinieri, sono rapidamente intervenuti. Illesi i due occupanti a bordo dell'ultraleggero, marito e moglie, e anche il conducente dell'auto non avrebbe riportato ferite.

ANSV ha emanato il seguente comunicato:

“Un team investigativo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) svolgerà un sopralluogo operativo sul relitto dell’aeromobile Tecnam P92 marche di identificazione I-SBON, che, oggi 9 maggio, a Cecina (LI), per cause che saranno accertate, è stato coinvolto in un incidente; nell’evento, occorso lungo la Strada statale Aurelia, è stato interessato anche un autoveicolo. Il team ANSV esaminerà anche il sito dell’incidente.

Feriti i due occupanti del velivolo, sostanzialmente incolume il conducente dell’auto.”

venerdì 8 maggio 2026

Italia-Europa e traffico aereo: il ruolo strategico delle flotte low-cost, e adesso anche nel long-range

In Europa, con la liberalizzazione del trasporto a fronte del processo di deregolamentazione che avrebbe dovuto concludersi nel 1997, il fenomeno delle flotte low cost sembrava essere circoscritto nei due paesi delle isole della Gran Bretagna e in Irlanda.  Con la rivoluzione innescata da EasyJet e Ryanair è comunque scoppiato l’embrione di un riassetto organizzativo aziendale e della rete dei collegamenti aerei su scali periferici. 

Almeno nell’analisi interna del continente europeo

L’offerta dei vettori low cost e la competitività nel corto e medio raggio, ha dilatato progressivamente la quota di mercato con l’ausilio della insidiosa politica del co-marketing territoriale.

Nel corso di alcuni anni, divenuti decenni il “market share” e l’acquisizione degli SLOT sugli scali non-hub, di cintura territoriale circostante, ha determinato una crescita costante  e progressiva. Se il sostegno del co-marketing in Italia – come segnalato da alcuni media - avrebbe garantito finanziamenti di oltre 500milioni/euro/anno, la rete low cost si è insediata e ramificata con scali diventati base di riferimento/mini-hub con lo stazionamento/sosta notturna di alcuni aeromobili. Con la contemporanea attivazione di una rete di rotte con riposizionamento notturno dei velivoli sullo stesso scalo. Con 10, 15, 18 basi notturne.

La “colonizzazione” di alcuni scali, inizialmente minori, ha trainata il loro sviluppo, progressivamente acquisendo posizione di supremazia rispetto ai vettori tradizionali.

La politica dei ridotti costi operativi e delle politiche conseguenti, associate ad un sistema tariffario ipercompetitivo è stato un richiamo per il passeggero classico, tradizionale, creando una cultura di passeggeri giornalieri e/o del week-end, con profili turistici innovativi.

La nuova domanda di voli ha incentivato l’incremento del traffico aereo, rendendo il viaggio aereo accessibile ad un nuovo mercato, accessibile, per nuovi viandanti.

L’omogeneità dell’aeromobile impiegato (Boeing 737 e varianti e/o Airbus 320 e varianti) ha reso ancora più concorrenziale la flotta dei low cost. Estreme politiche load-factor (coefficiente di carico e riconfigurazione posti/sedili a-bordo), innovative politiche di vendite on-board, aumentando i ricavi, hanno consentito di comprimere i costi.

La politica dei ridotti tempi di transito degli aeromobili, rapidi check-in check-out per bagagli e viaggiatori, il tentativo di rimuovere/sospensione/cancellazione delle tasse “addizionali -comunali “, delle dimensioni bagagli per cappelliere e sedili, accentuano e/o corrispondono all’offerta di tariffe più basse.

La frequenza dei voli, delle cosiddette tratte nell’arco giornaliero, superiori a quelle praticate dalle aerolinee con personale di volo “sindacalizzato”, rappresentano un’ulteriore trincea competitiva.

Lo scontro sul “modello di business”, in sostanza, ha determinato la prevalenza competitiva delle low cost. In attesa della prossima frontiera concorrenziale, quella dei voli internazionali extra-UE, Quella dei voli long-range, peraltro già avviata su alcune destinazioni, extra europee. Prossima nei voli extra Atlantici e medio orientali verso il Far East.

giovedì 7 maggio 2026

Piano Nazionale Aeroporti-PNA, sarà presentato il prossimo 12 maggio: con i volumi di traffico al 2035

I media di queste ultime giornate riportano che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha, infine, convocato per il prossimo 12 maggio, le principali aerolinee operative nel Belpaese per la presentazione del nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035.

Ma un recente documento ENAC dal titolo PIANO NAZIONALE DEGLI AEROPORTI – aggiornamento e revisione - Linee Guida sembrerebbe anticipare la nuova definizione dello stesso PNA-Piano Nazionale Aeroporti.

L’Executive Summary riportando il Piano Nazionale degli Aeroporti vigente, i suoi limiti, analizza l’evoluzione del quadro previsionale nell’ultimo quinquennio in rapporto alla crescita della domanda al 2035 delinea le proposte per la nuova struttura del Piano Nazionale.

La parte saliente, il focus rilevante delle “Linee Guida” rimanda ed è sintetizzata nelle note relative alla saturazione delle infrastrutture aeroportuali e dello spazio aereo europeo:

 "Crescita della domanda al 2035

L’orizzonte temporale della revisione del Piano Nazionale degli Aeroporti è al momento fissato al 2035, traslato quindi di cinque anni rispetto a quello della vigente versione.

Al netto delle correzioni che saranno necessarie nel breve periodo, per tenere conto dell’impatto della pandemia di cui al punto precedente, la previsione di traffico passeggeri può essere fissata in un volume di riferimento riconducibile ad un valore di 300 milioni di passeggeri al 2035.

Tali stime andranno comunque confermate alla luce delle previsioni contenute nelle pubblicazioni di settore e aggiornate con cadenza almeno quinquennale in modo da rendere “resilienti” i dati posti alla base della pianificazione strategica nazionale.

Uno dei documenti maggiormente considerati per le previsioni di lungo periodo è la pubblicazione quinquennale Eurocontrol “Challenges of growth”, l’ultima delle quali è stata prodotta e diffusa nel 2018.

Il Report segue l’impostazione già consolidata nelle precedenti pubblicazioni Eurocontrol riguardanti le previsioni di traffico a livello comunitario, basando queste su quattro possibili scenari di crescita; tali scenari sono denominati Global Growth, Regulation & Growth, Happy Localism e Fragmented World e si differenziano tra loro a seconda degli input di base assunti, dipendenti da diversi fattori socio-economici e dalla maggiore o minore propensione al volo dei passeggeri comunitari.

Per lo scenario più probabile (Regulation & Growth) Eurocontrol prevede che nei prossimi anni ci sarà un incremento dei voli sui cieli europei caratterizzato da un tasso di crescita medio annuo del 1,9%, capace di raggiungere nel 2040 i 16,2 milioni di voli (+53% rispetto al traffico registrato nel 2017).

Nel Report, Eurocontrol sottolinea come tale domanda di traffico rischia di non essere intercettata da un’adeguata capacità delle infrastrutture aeroportuali: infatti, l’incremento di voli atteso genererà nelle previsioni 4 milioni di movimenti in più (arrivi e partenze) sulle piste di volo europee.

Al contrario, gli interventi attualmente pianificati allo scopo di incrementare la capacità aeroportuale dei primi 20 scali europei per volume di traffico, sono in grado di gestire solo 2,4 milioni di movimenti in più al 2040, risposta infrastrutturale insufficiente per una tale previsione di crescita.

Senza un cambio di passo nella programmazione della capacità aeroportuale a scala continentale, da qui al 2040, 160 milioni di passeggeri non potranno essere processati presso gli scali europei e si registrerà un’esplosione dei ritardi; i voli con ritardi fino a 2 ore saranno nel 2040 in numero 7 volte maggiore di quello attuale e i minuti di ritardo medio passeranno da 12 a 20 min. Il numero di passeggeri impattati da ritardi maggiori di due ore passeranno dagli attuali 50.000 pax/giorno a 470.000 pax/giorno".

 

mercoledì 6 maggio 2026

Aeroporti maggiori e minori, ormai tutti i masterplan hanno integrato, insediano, impianti fotovoltaici

Il documento noto come la “POLICY PER L’INSTALLAZIONE E LA GESTIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN AEROPORTO” è divenuto una sorta di linee guida di riferimento del dossier allegato al masterplan/piano di sviluppo di ogni aeroporto del Belpaese. 

Chi potrebbe, infatti, rinunciare all’integrazione di un impianto fotovoltaico?

Anche l’aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” ha pianificato tale installazione, entro e/o al di fuori del sedime dello scalo. A Peretola, non ultimo scalo, l’impianto fotovoltaico da circa 5 MW sarebbe localizzato nell’area nord dello scalo. Da Trieste -Ronchi dei Legionari a Pantelleria, dei maggiori scali italiani, ma anche di taluni scali minori, tutti vantano tali installazioni. Dal Nord al Sud della Penisola.

Le opere del "fotovoltaico" devono essere inquadrate anche nel riferimento alla Circolare APT-32 - Il Demanio Aeronautico Civile Statale – Gestione e Strumentalità.  Le infrastrutture aeroportuali hanno  classificato e definito il ruolo strategico del finanziamento delle opere, associate, nel dettaglio della sistemazione delle celle fotovoltaiche, con pannelli con vario cromatismo e tessitura non riflettente.

Tali da poter essere integrate nel panorama, nello scenario paesaggistico, anche con l'obiettivo di prevenire l’effetto abbagliamento da fotovoltaico nei pressi degli aeroporti.

Ma occorrerà, probabilmente, definire anche eventuali ricadute nel contesto operativo del risk-safety assessment del traffico aereo di ogni specifico aeroporto.

La progettualità è stata definita nelle Linee Guida LG 2022/02 APT Ed.1 del 26/04/2022 – Valutazione degli impianti fotovoltaici nei dintorni aeroportuali.

Nel Numero: 2022/002-APT - Ed. n. 1 del 26/04/2022 si legge:

“Le Linee Guida contengono elementi di dettaglio di tipo interpretativo o procedurale per facilitare l’utente nella dimostrazione di rispondenza ai requisiti normativi. Sono  generalmente associate a Circolari. Dato il loro carattere non regolamentare, i contenuti delle Linee Guida (LG) non possono essere ritenuti di per se obbligatori. Quando l’utente interessato sceglie di seguire le indicazioni fornite nelle LG, ne accetta esplicitamente le implicazioni sul proprio impianto organizzativo da esse come risultante ed esprime il proprio forte impegno a mantenersi aderente ad esse ai fini della continua rispondenza al requisito normativo interessato. I destinatari sono invitati ad assicurare che le presenti Linee Guida siano portate a conoscenza di tutto il personale interessato.”

 Criteri di accettabilità descritti sono i seguenti:

"Sulla base della disamina delle diverse metodologie di valutazione dell’impatto visivo, è possibile determinare i seguenti criteri di accettabilità:

 Metodo qualitativo

Il metodo qualitativo può essere adottato per dimostrare l’assenza di condizioni peggiorative di abbagliamento rispetto alle condizioni ambientali preesistenti con riferimento all’installazione proposta.

La valutazione qualitativa può basarsi sull’analisi dei coefficienti di riflettività dei moduli fotovoltaici rispetto alle caratteristiche dei materiali su cui l’installazione andrà a sovrapporsi, o su una semplice analisi geometrica che escluda la possibilità di raggi riflessi a carattere infastidente.

A corredo del metodo qualitativo possono essere inoltre impiegati:

o esiti positivi di report dal personale di torre/piloti per installazioni analoghe sul medesimo scalo;

o prove dimostrative su campo con campioni di pannelli fotovoltaici ed esito delle valutazioni svolte con il personale di torre, piloti e funzionari aeroportuali.

o il certificato del produttore dei moduli fotovoltaici scelti per il progetto, attestante le caratteristiche di riflettività dei materiali in funzione degli angoli di incidenza delle radiazioni solari.

 Metodo quantitativo

Il metodo quantitativo prevede la dimostrazione analitica dell’assenza di fenomeni dannosi da abbagliamento mediante analisi geometrica o simulazione con software. 

I punti ove operare tale verifica sono legati alla collocazione dell’osservatore, nella fattispecie l’operatore in torre di controllo ed ovviamente il pilota nelle varie fasi di volo ritenute significative.

Il metodo quantitativo può prevedere modellazioni basate su metodologie analitiche (quali ad esempio le analisi geometriche combinate con la valutazione del tipo di visione coinvolta) o simulazione mediante software.

Qualora l’esito della valutazione quantitativa dovesse evidenziare la presenza di un potenziale per immagine residua temporanea, occorrerà modificare il layout dell’installazione o corredare l’analisi con un risk assessment contenente la valutazione dei rischi in relazione alla tipologia di operazioni aeronautiche previste, in particolare: 

- un’analisi dell'efficacia delle misure esistenti, se presenti, per mitigare tale abbagliamento (quali ad esempio vetri antiriflesso e tende parasole presso la torre di controllo);

- adozione di eventuali ulteriori misure di mitigazione dell’impatto;

- adozione di misure di monitoraggio.

Gli esiti delle valutazioni del risk assessment devono garantire il rispetto dei seguenti requisiti:

• Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia pista fino ad una distanza di 3 km (rif. standard FAA e Doc ICAO 8168).

• Nessun abbagliamento per le torri di controllo del traffico aereo ("ATCT") all'altezza della cabina.

• Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disotto della DH (così come definita nel Doc ICAO 8168).

 Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disotto della MDH (così come definita nel Doc ICAO 8168), a meno che non sia dimostrata la disponibilità per il pilota di un adeguato tempo di risposta per abortire l’atterraggio.

 Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disotto della MDH (così come definita nel Doc ICAO 8168), a meno che non sia dimostrata la disponibilità per il pilota di un adeguato tempo di risposta per abortire l’atterraggio.

 Nessun abbagliamento che comporti un potenziale di immagine residua, per qualsiasi percorso di volo dalla soglia ai punti individuati lungo la traiettoria nominale al disopra della MDH (così come definita nel Doc ICAO 8168), a meno che non sia dimostrata la disponibilità per il pilota di un adeguato tempo di risposta per abortire l’atterraggio."

martedì 5 maggio 2026

Caldonazzo (TN), sabato 2 maggio. Ultraleggero in atterraggio di fortuna per guasto motore

L’evento incidentale con l’ultraleggero, probabilmente, in planata controllata per avaria/spegnimento del propulsore ha concluso il volo in prossimità della statale della Valsugana. Una situazione di emergenza che ha comunque permesso ai due occupanti, pilota e passeggero di uscire incolumi dal cockpit.

La planata è avvenuta intorno alle 18.00 di sabato 2 maggio, in un terreno erboso adiacente alla strada statale 47 delle Valsugana, tra Levico e Caldonazzo, in località Coste.

L’ultraleggero era decollato dalla pista dell’aviosuperficie di Asiago e la “natura tecnica” riconducibile al motore, non avrebbe, comunque, causato danni, ripercussioni visibili, né sul carrello e nemmeno sulla struttura del velivolo.

Sono intervenuti rapidamente soccorsi, vigili del fuoco del corpo permanente di Trento, insieme ai corpi volontari di Levico Terme e Caldonazzo.

lunedì 4 maggio 2026

Malpensa verso oltre 1000voli/giorno? La news del Comitato Territoriale Malpensa sulla "single runway"

In attesa del 10 maggio, della riapertura della pista 35 Left il COMITATO TERRITORIALE MALPENSA di Lonate Pozzolo, analizzando le operazioni di volo sula pista 35 Destra, causa la chiusura per il rifacimento del manto di asfalto, della pista 35 Sinistra e riconfigurazione di alcuni entry/exit dei rullaggi, ha diffuso il seguente comunicato. Lo stesso è stato condiviso dal Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’Aeroporto di Malpensa.

E-mail: info@ comitatoterritorialemalpensa.it
Lonate Pozzolo, 30 aprile 2026
COMUNICATO STAMPA
"MALPENSA e le manutenzioni: una risposta…in attesa di ulteriori, basilari risposte.
Apprendiamo con sollievo, dagli organi di stampa, che la pista 35L/17R, riaprirà il 10 maggio.
Apprendiamo inoltre, con un certo interesse, che, citando quanto dichiarato da Claudio Cuccorese, direttore delle Infrastrutture di Sea .”
con una sola pista aperta si registrano circa 530 movimenti al giorno, soltanto il 10 per cento in meno rispetto alla media del periodo di 590.”
Un plauso all’abilità della compagine aeroportuale nel gestire il maggior numero di movimenti
possibili in qualsiasi situazione. 
Nondimeno questo conferma i dubbi, le riflessioni e i quesiti posti nel nostro comunicato dello scorso 20 aprile.
I numeri sopracitati fotografano la seguente situazione “sul campo” :
Il 100% degli atterraggi - rispetto all’utilizzo delle 2 piste, che ha visto una riduzione dei movimenti del solo 10% - sono stati effettuati sulla pista 35R.
Quanti atterraggi sono stati effettuati su detta pista nel periodo considerato? Quanti sono previsti fino al 10 maggio?
Quanti decolli notturni a sud sono stati effettuati e/o saranno effettuati, dalla pista 17L, vale a dire la pista 35R percorsa da nord a sud, da qui al 10 maggio?
Ricordiamo che i movimenti sopracitati sono tutti esclusivamente sul territorio di Lonate Pozzolo, e precisamente sulla zona abitata.
Non ci stanchiamo di riproporre le seguenti domande:
E’ stata fatta una valutazione del rumore adeguata ai movimenti di tale periodo, con particolare riguardo ai voli notturni ?
I sindaci dei Comuni interessati dalle SID - nord e sud- in atterraggio e decollo dalla pista 35R/17L, hanno chiesto e preteso che venisse effettuata una corretta valutazione del rumore, alla luce dell’utilizzo di una sola pista? Uno scenario, ad esempio, con extra voli, modellizzato con AEDT, da comparare con la realtà operativa della “single runway”.
• Numerosi decolli sono avvenuti da inizio pista e/o da punti intermedi, come risulta peraltro da molteplici casi reali ? (riscontrabili sul sito specializzato flightradar24.com).
• I decolli avvengono a spinta piena e/o ridotta, con riduzione a 800/1000/1500 piedi?
• Quale tipologia di procedure iniziali di salita ( ICP-Initial Climb Procedure) è stata imposta alle varie tipologie di aeromobili?
• L’arco diurno e notturno dei movimenti, con l’autorizzazione e l’assegnazione di nuovi SLOT (banda oraria dei decolli), deve implicare analisi aggiuntive sulle ricadute acustiche e atmosferiche?

E’ stata eseguita altresì un’analisi del rischio terzi (con Index Matrix) derivante dall’attuale operatività’?
Un esempio di quanto accaduto nella serata di ieri 29 aprile : un Airbus A300-cargo DHL in fase di avvicinamento alla pista 35R per l’atterraggio, è stato costretto a “riattaccare” per indisponibilità della pista, presso cui transitava altro aeromobile.
Tale procedura si è concretizzata in una virata stretta ad est, precisamente in prossimità della zona più densamente popolata.
Alleghiamo quanto rilevato dal sito flightradar24.com.
A volte un’immagine è più eloquente di tante parole.
Quante altre riattaccate con virata a destra sono avvenute? Quante sottoseparazioni nelle strette sequenze decollo e atterraggio? A quale quota sugli abitati, sul terreno, sono state registrate a nostra insaputa? Forse con sorvolo di quartieri di Lonate, Ferno e magari Cascina Costa-Leonardo?
Se con la flessibilità operativa di una sola pista (35R/17L) sono avvenuti oltre 530 movimenti/giorno, con entrambe le piste potremo raggiungere, “finalmente”, oltre 1000 movimenti/giorno.
Con quali scenari di curve di isorischio, di safety e risk assessment stimati, sono stati autorizzati i 530 movimenti/giorno di questi ultimi due mesi? La commissione aeroportuale con i sindaci del CUV ne erano consapevoli? Lo avevano autorizzato?
COMITATO TERRITORIALE MALPENSA
Il Presidente: Marziali Patrizia
Per condivisione dei contenuti, aderisce il:
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Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia per l’Aeroporto di Malpensa."

giovedì 30 aprile 2026

Ciampino, il TAR Lazio sentenzia sugli Slot tra ENAC, DHL e i ricorsi Ryanair

Con il sottostante comunicato N°23/2026 27 aprile 2026 di ENAC, riguardante la designazione di 10 SLOT giornalieri sulla pista cittadina della Capitale del Belpaese, anche se il contenzioso, non sembrerebbe, probabilmente, ancora concluso.

“Enac: TAR Lazio conferma provvedimenti Enac su assegnazioni slot a Roma Ciampino a voli cargo - Il Presidente Di Palma: “Riconosciuta di nuovo la conformità degli atti Enac a tutela di un trasporto aereo competitivo, efficace e non discriminante”

Il TAR Lazio ha confermato la legittimità degli atti adottati da Enac in merito all’allocazione di dieci slot giornalieri per le stagioni tra la winter 2024 e la summer 2026: l’Ente, infatti, ha assegnato a DHL Express, unico vettore cargo rimasto su Ciampino, dieci slot giornalieri, a tutela di tutte le tipologie di servizi aerei.

“Il TAR Lazio – ha dichiarato il Presidente Enac Pierluigi Di Palma - ha rigettato i ricorsi presentati da Ryanair, sottolineando, ancora una volta, come i provvedimenti Enac siano pienamente legittimi, sorretti da motivazioni che esplicitano la coerenza, l’efficacia, l’efficienza e la non discriminazione dell’azione amministrativa dell’Ente, a tutela di ogni tipologia di servizio aereo”.

Il TAR ha confermato che l’assegnazione degli slot è avvenuta in conformità ai regolamenti europei e alle linee guida IATA, in quanto l’aeroporto di Ciampino deve mantenere l’operatività delle diverse tipologie di servizio, passeggeri e cargo, peraltro apparendo i dieci slot assegnati al settore cargo come strettamente necessari a gestire l’operatività del relativo servizio.

mercoledì 29 aprile 2026

Fiumicino e 4 pista, finanziamenti e prospettive: l'ultimo comunicato di FuoriPISTA

Con il sottostante comunicato del 18 aprile, il Comitato FuoriPISTA prosegue il confronto, il contenzioso tra gestore aeroportuale, ENAC e la comunità dei cittadini (che il comitato rappresenta e/o rappresenterebbe). 

Ma la soluzione non potrà che emergere con la presentazione del prossimo Masterplan, con l'eventuale parere positivo e probabili "prescrizioni" della Commissione VIA/VAS/VIS.

"L’”imperdibile occasione” di 9 miliardi per la quarta pista: soldi che vanno e soldi che vengono

15 anni fa, il 13 dicembre 2012, Gianni Mion allora AD di Sintonia (oggi Mundys), holding della famiglia Benetton, cui apparteneva Aeroporti di Roma, fece pubblicare a pagamento sui principali quotidiani nazionali ed esteri una lettera aperta indirizzata alle principali cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica, dal titolo : “Aeroporti di Roma: non decidere entro il 31-12-2012 comporta la caduta in un nuovo vuoto normativo e la perdita di un’importante opportunità di crescita per il paese”

Una sorta di ultimatum che, invece di essere doverosamente respinto al mittente, ebbe l’effetto,9 giorni dopo, di far sottoscrivere al tentennante ma dimissionario Presidente del Consiglio Monti, l’attuale contratto di programma tra ENAC ed ADR. Questo accadeva nel silenzio assordante di tutte le istituzioni chiamate in causa.

Ci risiamo, ma la storia stavolta non si deve ripetere!

Nei giorni scorsi, i media nazionali e locali, stavolta a gratis, hanno pubblicato/trasmesso una dichiarazione del Dott. Alessandro Benetton, il non più giovane virgulto della famiglia Benetton ed attuale presidente di Mundys, che, a nome della società Aeroporti di Roma, pretende che lo Stato italiano si sbrighi a togliere ogni ostacolo per sbloccare i 9 miliardi di euro che servirebbero per realizzare la quarta pista, altre opere infrastrutturali ed una non precisata manutenzione.

Naturalmente, omette di dire che per espandersi al di fuori del sedime, ADR dovrebbe espropriare una parte dei terreni della Maccarese SpA, società di proprietà della stessa famiglia, e quindi in palese conflitto di interessi.

Ma ciò che più conta è che dall’esame della documentazione presentata da ADR ed Enac per  supportare la richiesta di riperimetrazione della Riserva propedeutica all’avvio del progetto, si intuisce che i 9 miliardi solo apparentemente sono “da investire” ma in realtà sono “da intascare”.

Val la pena ripercorrere, sia pur brevemente, questa storia senza fine, di cui il Comitato FuoriPISTA denuncia, da tempo ed in ogni possibile sede, gli aspetti più controversi: il Contratto/Convenzione di programma, approvato, come richiamato sopra, con DPCM il 22 dicembre 2012 dal dimissionario governo Monti e attualmente ancora in vigore tra ENAC e AdR, prevedeva nuove opere per realizzare l’ampliamento dell’allora aerostazione, cosiddetto Fiumicino SUD, ed un vero e proprio raddoppio dell’aeroporto, il cosiddetto “Fiumicino Nord”, con 2 nuove piste, terminal, stazione ferroviaria, svincoli autostradali, ecc. ecc.

A fronte degli investimenti previsti per tale progetto, AdR era autorizzata a incrementare per ogni passeggero la cosiddetta tassa d’imbarco (diritti d’imbarco) di circa 10 euro poi rivalutati fino alla fine della Convenzione nel 2046, per un totale che si aggira – guardate un po’ la magia dei numeri – proprio sui 9 miliardi!

La fase1 di questo progetto (4 pista + nuovo terminal + stazione) è stata presentata col Masterplan 2030 ed è stata bocciata dalla Commissione VIA/VAS e successivi decreti ministeriali nel 2020. Inoltre, nel 2021 il TAR del Lazio ha sentenziato che dentro la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano all’interno del quale era previsto tutto il raddoppio, non è possibile realizzare qualsivoglia infrastruttura, respingendo così ricorsi di ENAC e AdR.

Malgrado questi atti, AdR ha continuato a intascare, pur senza spendere per le opere ormai bloccate, l’aumento concesso a fronte di tali investimenti.

Non solo. ENAC e AdR stanno da mesi rilanciando la necessità urgente di realizzare parte delle opere previste nel contratto di programma attualmente vigente: quarta pista fuori dal sedime e nuovo terminal più varie opere all’interno del sedime con un investimento pari a 5 miliardi più altri 4 miliardi per una non meglio precisata “manutenzione”. Ed ecco qua, di nuovo i 9 miliardi.

A parte il non trascurabile dettaglio contabile che la “manutenzione” rientra tra i costi ordinari e non può essere imputato alla voce “investimenti”, bisognerebbe che ADR spiegasse come gli investimenti arrivino a sommare 5 mdi, visto che la famosa 4 pista aveva un costo previsto nel PEF (all.2 CdP) di 155 mni€.

E allora di cosa parla in realtà il giovane Alessandro Benetton? Perché si agita? E perché con lui si agitano in tanti a parlare di “saturazione” dell’aeroporto e di necessità di aumentarne le capacità per non restare fuori dai giochi mondiali, quando l’aeroporto ha al contrario ampi margini per assorbire una ulteriore e significativa crescita?

Si tratta appunto di soldi. Ma soldi da intascare, non da “investire”. O meglio qualche soldo da investire spendendoli per una inutile e dannosa quarta pista per poter continuare a intascare ben 9 miliardi tramite tassa d’imbarco.

Il Comitato FuoriPISTA insieme ai cittadini continuerà a difendere la intangibilità del perimetro della Riserva nonché contrastare la realizzazione di un’opera non necessaria se non per giustificare di 9 miliardi che i passeggeri devono sborsare."


martedì 28 aprile 2026

Ancora un’aliante, è precipitato sul versante austriaco del Brennero, deceduto il pilota

L'incidente si è verificato lunedì 26 aprile, nella prima mattinata. Sono stati alcuni testimoni, che hanno, casualmente, ritrovato il relitto di un aliante precipitato a Gries am Brenner.

La segnalazione ha consentito di identificare la vittima, un pilota, del quale, al momento si ignorano le generalità. Unico occupante dello stesso. Quale la dinamica, quali le cause dell’incidente?

Si ignora, al momento anche la pista di partenza e l’eventuale destinazione e/o oggetto del volo. Il glider sarebbe privato, ed è stato completamento distrutto. La zona dello schianto, tuttavia, non sarebbe austriaca, ma quella di Vinaders, in Italia.

lunedì 27 aprile 2026

Trentino, aliante si schianta in quota, a 2mila metri di altezza, una vittima: il pilota

Erano circa le 16.00 del 25 aprile quando è avvenuto l’incidente nella Val di Non, ad una altezza di 2.000 metri sul Monte Pin. Un aliante Jonker JS-1C Revelation, immatricolato ZS-GIL decollato da Linz in Austria ha finito il suol volo con uno schianto.

I soccorsi intervenuti con immediatezza, con elicotteri e squadre specializzate hanno potuto solo constatare il fatto e identificare la vittima.  Il recupero del pilota è avvenuto con gli operatori del soccorso alpino trentino, i vigili del fuoco permanenti di Trento con il gruppo speciale SAF (Speleo Alpino Fluviale) con le pinze idrauliche a batteria e i carabinieri di Cles.

L'aliaante, dopo aver sorvolato un’area precedente, anch'essa montuosa, avrebbe perso quota schiantandosi nel gruppo delle Maddalene, in Val di Non. L’allarme è stato segnalato da un escursionista, testimone dell’evento.

L’ANSV ha emanato il seguente comunicato:

“Incidente aliante nella Val di Non

L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) ha disposto l’apertura di un’inchiesta di sicurezza sull’incidente che ha coinvolto l’aliante Jonker, marche di identificazione ZS-GIL, sul Monte Pin, nel territorio del comune di Livo (TN).  Deceduto il pilota, unico occupante; distrutto l’aeromobile. L’Agenzia ha disposto altresì l’invio di un team investigativo sul sito dell’incidente".


venerdì 24 aprile 2026

Aeroporti, tra LVA, Lden, Lday, e il riscontro ignorato dell'annoyance: sono sorgenti multiple e cumulate!

Se OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato il limite dell’esposizione al rumore ambientale costituisca un fattore di rischio qualora la media giornaliera superi i 45 dB, nell’intorno aeroportuale l’indice di riferimento è – almeno nel Belpaese – LVA-Livello Valore Aeroportuale. Lo stesso Livello di Valutazione del rumore Aeroportuale (LVA) è calcolato a partire dai picchi di rumore correlati ai sorvoli aerei delle tre settimane a maggior traffico individuate nei tre quadrimestri febbraio-maggio, giugno-settembre e ottobre-gennaio.

L’andamento dei valori di LVA di uno specifico aeroporto sono verificati nell’entità dell’inquinamento acustico dell’area circostante agli aeroporti. I valori dell’indice LVA sono inoltre derivati dai livelli misurati annualmente in corrispondenza delle centraline insediate.

I volumi complessivi di traffico, dalla tipologia degli aeromobili, la distribuzione dei voli track(rotte/course – nelle incertezze delle dispersioni laterali e dei gradienti variabili e non controllati di salita – determina, ma non verifica la coerenza delle procedure adottate in ogni singola pista. Quell'indice LVA delle centraline, peraltro correlate a condizioni meteo. L'eventuale presenza di pioggia e intensità del vento ignorate da cittadini e comitati. Ma con percentuale di correlazioni che non solo sembrerebbe raramente notificata in sede di “commissione aeroportuale rumore”, che potrebbe indurre una mappatura acustica differenziata dalla percezione individuale.

Ma ogni comune, di sedime aeroportuale ed esterno con il PGT-Piano del Governo del Territorio e il Piano di classificazione acustica rappresenta il principale atto di pianificazione comunale per la gestione dell'inquinamento acustico. Il Piano consiste nella suddivisione del territorio comunale in aree acusticamente omogenee, a cui sono associati dei limiti acustici, con l'obiettivo di fornire un indispensabile strumento di pianificazione dello sviluppo urbanistico e di tutela del territorio dall'inquinamento acustico.

Ma il cittadino esterno alle tre zone della Zonizzazione A, B e C identificate dalla LVA-Livello Valore Aeroportuale, in una delle sei CLASSI- fasce di pertinenza acustica delle principali infrastrutture di trasporto suddivise a seconda dei limiti di immissione sonora stabiliti dai rispettivi decreti è comunque indifferente all'incidenza-rumorosa (“annoyance”) e relativi disturbi. Anche quando tale popolazione pur residente in prossimità degli Aeroporto è sottoposta all’ esposizione a rumore, fastidio riferito (annoyance) e relative ripercussioni.

Quale percezione, differenziata e/o sovrapposta e/o cumulativa ha il cittadino che vive o risiede in una zona A, B e C LVA e/o in una fascia della classificazione acustica comunale nella e/o nella extra zona dove l’annoyance è il dato ritenuto isolato anche se prevalente?

Certo un cittadino residente, ad esempio, in una della:

-        -   IV classe - aree ad intensa attività umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali ed uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie (IV classe Aree di intensa attività umana day 60 dB(A) night 50 dB(A);

-         -    V classe - aree prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni (V classe Aree prevalentemente industriali day 65 dB(A) night 55 dB(A));

-         -  VI classe - aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi (VI classe Aree esclusivamente industriali day 65 dB(A) night 65 dB(A));

Ma lo stesso residente è anche investito dall’impatto acustico sul territorio circostante al sedime aeroportuale con le curve di isolivello LVA pari a 60, 65 e 75 dB(A) di LVA.

Tali isofoniche delimitano le suddette zone di rispetto, sommate alle fasce della classificazione acustica comunale devono anche sopportare, infine, anche le ricadute annoyance-fastidio di ogni singolo sorvolo.

Con tale sintesi deve essere evidenziato il carico delle emissioni sonore sul singolo cittadino/residente. Caratterizzando un ipotetico cittadino sovraccaricato da “sorgenti” multiple.

Ma i cittadini/residenti non sono tutelati. Nessun decreto e regolamento del Belpaese ha, infatti, ancora inquadrato l'inevitabile triplice percezione e aggravio, non nelle zone sottoposte alla duplice rilevanza dell'impatto delle fasce identificate dalla classificazione acustica e dell'annoyance del singolo sorvolo e, infine, neppure nell'ampia fascia dei cittadini "colpiti" dall'insistente botto/fragoroso/esplosivo acustico percepito nell'istante del singolo, isolato frastuono dell'annoyance del singolo sorvolo. 


giovedì 23 aprile 2026

Ancora le batterie al Litio? Sono state segnalate altre tre "emergenze" per fumo/odori

Il primo caso è avvenuto lo scorso 16 aprile, con un avviso di fumo a bordo. Il volo KL-862, un KLM Boeing 777-200, immatricolato PH-BQF proveniente da Tokyo Narita- Giappone con destinazione Amsterdam (Olanda), era impegnato nella fase di avvicinamento finale sulla pista 18C di Schipol quando i piloti hanno richiesto "emergenza" per indicazione di fumo a bordo.

Il volo ha continuato in sicurezza atterrando e liberando la pista, senza assistenza, proseguendo verso il parcheggio prestabilito. Una ispezione on-board avrebbe consentito l’individuazione della causa, del fastidioso fumo e odore. L’aeromobile è ripartito il giorno seguente.

Un secondo alert per odore/i proveniente dalla cabina si è verificato il 17 aprile sul volo B6-734 su un Airbus 321-200, immatricolato N945JT.

L’Airbus della Jetblue Airbus A321-200, decollato da from San Francisco-USA con destinazione Boston-USA, volava alla quota FL350 a circa 150 miglia nautiche ovest di  Chicago-USA, quando l’equipaggio ha deciso di dirottare sull’aeroporto di Chicago O'Hare riportando un insolito e persistente odore in cabina. L’Airbus 321-200 ha potuto atterrare sulla pista 10L dopo circa 25 minuti. La FAA ha aperto una specifica investigazione sull’accaduto.

Il terzo evento da segnalare è occorso il 18 aprile, ancora per fumo a bordo.

Riguarda il volo CI-5239 della China Airlines proveniente dall’aeroporto O’Hare di Chicago-USA con destinazione Anchorage-USA, quando era in rotta alla quota di FL380.

Il Boeing 747-400 freighter, immatricolato B-18721 era posizionato a circa 300 miglia nautiche a est-sud-est di Whitehorse-Canada, quando i piloti hanno richiesto il dirottamento sullo stesso aeroporto per “indicazione di fumo a bordo”. IL B747-400 è atterrato in sicurezza sulla pista 32L dopo circa 50minuti. Ma non sono stati registrati incendi a bordo.

 

mercoledì 22 aprile 2026

Brebbia-Varese, 20 aprile, precipita uno Storch Fly Synthesis, ribaltandosi in un prato

L’ultraleggero ha finito il suo volo in un prato in zona via per Cadrezzate a Brebbia. L’incidente è avvenuto intorno alle 15.00. La causa e la dinamica sono state rapidamente evidenziate, in diretta. Il Gryphen Aircraft G120 Storch, immatricolato I-E763, condotto da un pilota di 69 anni ha urtato un filo di alta tensione. Nell’impatto con il suolo, il velivolo si è ribaltato, la coda si è spezzata, intrappolando lo stesso pilota. Era decollato dall’aviosuperficie Val Dossola e stava preparandosi per l’atterraggio sull’aviosuperficie di Brebbia. 

Il mezzo, nello schianto ha riportato danni, che alcuni testimoni hanno definito sostanziali.

I soccorsi sono immediatamente intervenuti con i mezzi del 118, ambulanza, elisoccorso e automedica. Da Malpensa è arrivato in volo anche l’elicottero del Corpo Drago 166.

Il pilota con una gamba spezzata è stato trasportato in codice giallo, con l'elicottero, in ospedale

martedì 21 aprile 2026

Champorcher-Biella – domenica 19 aprile – un Piper si schianta dopo il decollo

Il Piper PA-28-140 Cherokee era decollato dall’aeroporto di Biella-Cerrione, nel territorio della località sciistica della Valle d’Aosta. L’impatto si è verificato poco dopo le 16.30, a circa 300 metri della zona di partenza della funivia, il velivolo schiantato è risultato irrimediabilmente distrutto. Il pilota ferito uscito autonomamente dalla carcassa dell’aereo, avrebbe segnalato il primo allarme.

Il Piper PA-28-140 Cherokee di proprietà dell’Aero Club Biella, immatricolato I-BIAT aveva a bordo il solo pilota, non è ancora nota la natura del volo e l’eventuale destinazione finale.

Sulla zona dell'incidente è immediatamente intervenuto l’elisoccorso con i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e il personale medico.

lunedì 20 aprile 2026

Aeroporti in Emilia-Romagna: verso una logistica integrata terra/aria/terra di almeno quattro scali

Bologna-Panigale è uno scalo saturo di voli diurni e notturni? Nel 2025 ha registrato 84.658 movimenti con +  1,7% sul 2024. A febbraio 2026, con 5.337 movimenti con il +5% sullo stesso mese del 2025. Nel 1018 i movimenti erano stati 71.503.

Ma è una constatazione, un attestato che dovrebbe essere reso trasparente e confermato da una serie di indici critici di sforamento nella coesistenza tra  la infrastruttura aeroportuale, le conformità ICAO-EASA "aerodrome", airport city, cargo city e il territorio, l’habitat, e la comunità dei cittadini residenti nell’intorno e sottostanti alle rotte di decollo.

Ma sono indicatori ignoti. Quali sono, ad esempio, le stime e le criticità associati ai vincoli acustici delle Zone A B e C, del numero dei cittadini coinvolti che -  con il trasferimento dei voli e/o tetto ai voli, potrebbero essere sgravati dall’impatto delle emissioni sonore derivate dal traffico aereo attuale?

Ma sono valutazioni da commisurare con un limite orario e annuale, il tetto massimo dei movimenti aerei compatibili con la safety e il risk compatibile con gli indici di rischio.

Se ancora non valutato, occorrerebbe, ad esempio, analizzare e verificare il livello del rischio sia in relazione a:

-      - “la matrice dei rischi”, così come previsto dalle linee guida ANAC n. 9, è documento di gara all’esecuzione dei servizi oggetto della concessione. La matrice di severità, di sostenibilità dovrebbe essere verificata se è minimale (negligibile) e/o catastrofico con la frequenza stimata;

-      -   ENAC, nel documento  " La SAFETY RISK MANAGEMENT: FASI METODOLOGICHE e/o equivalenti in sintesi rileva:

-       "Il processo di gestione dei rischi (Safety Risk Management) è un processo logico articolato in più fasi che partendo dall'identificazione dei pericoli (Hazard Identification) che interessano la sicurezza dell’organizzazione arriva alla valutazione dei rischi associati a tali pericoli (Risk Assessment) e all’individuazione delle azioni di mitigazione da adottare (Risk Mitigation) – (matrice di valutazione del rischio (ICAO Doc 9859)";

 el - ENAC, sistema di gestione della sicurezza, Safety Management System (SMS) del marzo 2023, confermato nel processo di approvazione verificato successiva fase transitoria. 

Ma lo stesso livello dovrebbe essere preventivamente stimato – in funzione della capacità pista, numero massimo dei movimenti orari/annuali - negli altri scali regionali pianificati e da “integrare” nella logistica terra/aria. La compatibilità, conformità "aerodrome ICAO-EASA degli aeroporti di Parma-Verdi, Rimini-Fellini, Forlì-Ridolfi è stata preliminarmente verificata"?

Sono stati valutati i Piani di Sviluppo-PSA, ovvero i vincoli correlati alle conformità "aerodrome ICAO-EASA" dei tre Masterplan? Con quali criteri sono pianificati finanziamenti per le opere e integrazione tra i quattro scali quando mancano analisi e valutazioni specifiche di ogni singolo scalo e nell’ipotetica pianificazione di operazioni di volo interconnesse e integrate?

Quale progetto è stato discusso e votato nel corso delle commissioni Territorio e Politiche economiche in relazione alle ridotte dimensioni dei sedimi di Parma, Forlì e Rimini, anche in rapporto alle evidenze di potenziamento operativo (nuovi parcheggi, piste rullaggio, terminal, ecc.).

Ma la Regione Emilia-Romagna, anche nel quadro di interventi e politiche del trasporto aereo associato alle recenti politiche promosse da ENAC, di apertura e potenziamento di operazioni di volo su scali minori regionali -  RMA Regional Air Mobility - quale disposizione sta adottando?

Il progetto normativo sugli scali, firmato dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale, prima di evidenziare il livello di attrattività, intermodalità e sviluppo sostenibile, quale pianificazione e strategia di lungo periodo, non potrà varare senza che la Commissione di VIA-VAS-VIS abbia svolto il suo operato. Decretando, magari con una serie di prescrizioni, un Parere Positivo dei quattro a scali di Bologna, Parma, Forlì e Rimini, con eventuali prescrizioni aviation, ambientali, safety, risk.

L'analisi di un ipotetico sistema equilibrato e interconnesso, tra scali regionali, nazionali e nelle pretese di collegamenti intercontinentali.


venerdì 17 aprile 2026

Aeroporti del Belpaese, la “policy” degli investitori si amplia anche in Sardegna, Sicilia e Puglia

I media rilanciano la notizia che Mundys, uno dei gestori indipendenti  di fondi infrastrutturali aeroportuali, che ha investito in Italia, è interessato allo scalo catanese di Fontanarossa. 

Lo stesso gruppo ha, peraltro, appena celebrato l’inaugurazione del nuovo terminal di Nizza in Francia. In Sicilia, tuttavia, sarebbe in corso anche la valutazione dello scalo palermitano “Falcone-Borsellino”, in attesa della privatizzazione dell’Airgest dell’aeroporto di Trapani. Acquisire la proprietà azionaria rilevante e/o di minoranza è una politica condivisa da altri “fondi”nazionali- internazionali di infrastrutture aeroportuali e/o portuali.

E’ recente l’integrazione nella Save, azienda controlla gli scali veneti di aeroporto Marco Polo di Venezia, Treviso e Verona e Montichiari-Brescia attraverso Finint Infrastrutture di Enrico Marchi e il fondo di Ardian.

E’ in dirittura la conclusione la fusione degli aeroporti sardi. Facendo rete e coordinando tutti e tre gli aeroporti sardi di Alghero, Olbia, Cagliari-Elmas, con l’ingresso della storica F2i.

L’operazione F2i, fondo di investimento della Cassa depositi e prestiti, con minoranza di privati, controlla vari aeroporti italiani, come Napoli, Bergamo, Linate, Malpensa, Trieste, Salerno. Il primo investimento nel settore aeroportuale di F2i è del 2010 e fino al novembre 2023 – 2i Aeroporti, era controllato dal Terzo Fondo F2i (51%) e da un consorzio formato da Ardian e Credit Agricole Assurances (49%).

La molteplicità di tali "fondi" controlla la maggioranza dei maggiori scali-network aeroportuale italiano. Il network di F2i ha assunto un ruolo strategico, è anche principale hub portuale italiano nel settore delle merci. Integrando in tal modo infrastrutture aeroportuali, attività portuali e trasporto ferroviario.

Il prossimo Piano Nazionale Aeroporti-PNA, probabilmente rispecchierà lo scenario dei bacini di traffico strategici e competitivi - low cost, intercontinentali e cargo - della rete dei "fondi investitori" del Belpaese.

Nel riassetto della partecipazione pubblico-privato-militare e rilancio anche gli scali pugliesi di Bari, Lecce, Foggia, Brindisi, Taranto, sono finiti all’attenzione, concorrenziale, dei maggiori fondi investimento italiani-francesi-internazionali.

giovedì 16 aprile 2026

Batterie al Litio on-board: il Giappone, dal 24 aprile pone ulteriori restrizioni, più severe

Il Ministero dei Trasporti giapponese ha deciso ulteriori misure restrittive sull’utilizzo dei caricabatterie portatili a bordo delle flotte aeree commerciali giapponesi. L’intervento, probabilmente, d’urgenza sarebbe conseguente a una serie di incidenti di questi dispositivi.

Il focus sembrerebbe confinato alle Power Banks, alle Mobile batteries , strumenti indispensabili nell’era degli smartphone, tablet, portatili e/o di Electronic Accessories.

A partire dal 24 aprile, sarebbe vietato l'uso di batterie portatili agli ioni di litio per la ricarica di dispositivi elettronici a bordo. Lo ha annunciato il Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo e l’immediata considerazione è chi controlla, come ottenere tale risultato?

"Il rilevante numero di incidenti in cui le batterie agli ioni di litio emettono fumo o prendono fuoco – ha rilevato il ministero in un comunicato stampa il 14 aprile – obbliga a impedire ai passeggeri non ricaricare tali batterie tramite le prese di corrente a bordo degli aerei. È vietato, inoltre, a trasportare caricabatterie portatili nel bagaglio registrato e non devono riporli nelle cappelliere. Il rischio di “fughe termiche” delle batterie agli ioni di litio, aumentati  a causa della crescente compattezza e diffusione di questi dispositivi (vedi web UL Standards and Engagement (ex Underwriters Laboratories).

Secondo un servizio della BBC di marzo, un power bank portatile posizionato nella cappelliera di un aereo avrebbe probabilmente causato l'incendio che ha distrutto un velivolo della Air Busan a Busan, in Corea del Sud, prima del decollo, avvenuto a gennaio.

Tutti i 176 passeggeri e membri dell'equipaggio sono stati evacuati, alcuni sono rimasti feriti,

Sul sito web UL si leggono articoli del tipo “Hidden Risks in Aviation: Lithium-Ion Battery Hazards from Portable Electronic Devices By: Dr. Denice Durrant, Director of Engineering and Data Science”.

"Nel 2024, una media di due voli a settimana ha subito un incidente di fuga termica". "Sebbene ci sia stato un leggero calo nel numero totale di incidenti segnalati sui voli passeggeri rispetto al 2023, la diminuzione ha reso comunque il totale degli incidenti del 2024 il secondo più alto dal 2019, con 11 incidenti in più rispetto al precedente". 

UL ha basato le sue statistiche sul Thermal Runaway Incident Program, che raccoglie informazioni da 38 compagnie aeree passeggeri e cargo. Anche le sigarette elettroniche alimentano causa di incidenti di fuga termica in aviazione, a fronte di solo il 10% dei passeggeri aerei ne sia in possesso”.

Secondo quanto riportato dal Ministero dell'Aviazione Civile, le nuove normative in Giappone sono conseguenti alle recenti modifiche agli standard internazionali specificati dall'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO). 

"Recentemente, con il crescente numero di incendi a bordo degli aerei causati da batterie agli ioni di litio, è aumentata la necessità di una gestione del rischio e l'ICAO ha predisposto ulteriori contromisure".

Il 27 marzo è stata approvata una revisione d'emergenza degli standard internazionali dell'ICAO, "volta a ridurre i rischi associati alle batterie per dispositivi mobili", e "è entrata immediatamente in vigore", ha dichiarato il Ministero. 

Le nuove norme, impongono ad ogni passeggero l'imbarco di non più di due power bank nel bagaglio a mano, ciascuna con una capacità massima di 160 wattora.

Sarà vietato caricare le batterie e utilizzarle per ricaricare dispositivi elettronici come gli smartphone durante il volo.

Le altre norme vigenti rimarranno in vigore. I caricabatterie portatili dovranno essere trasportati a bordo anziché essere riposti nel bagaglio da stiva, e i passeggeri sono tenuti a tenerli a portata di mano anziché riporli nelle cappelliere o in altri vani portaoggetti.

Chiunque carichi batterie portatili e porti a bordo più di due caricabatterie in violazione delle nuove norme rischia una pena detentiva fino a due anni o una multa fino a 1 milione di yen.

Si sono verificati diversi incidenti che hanno coinvolto caricabatterie portatili su aerei in Giappone e all'estero, determinando incendi ed emissione di fumo.

Le normative nazionali più severe fanno seguito all'adozione, alla fine del mese scorso, di nuovi standard internazionali da parte dell'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile, un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite che stabilisce le regole globali per l'aviazione.