Mercoledì 26 agosto, poco prima di mezzogiorno, nei pressi del lago artificiale di Campliccioli, ad una altezza di circa 1400 metri, in alta Valle Antrona, tra l’Ossola e la Svizzera, un gyroplane, elicottero con due occupanti ha urtato/sbattuto con cavi elettrici.
L’elicottero si sarebbe incendiato e precipitato in verticale schiantandosi. L’intervento dei soccorsi e vigili del fuoco ha potuto solo constatare il decesso dei due occupanti. Il pilota di 62 anni e una donna di 63.AEROHABITAT GROUP - AHG
giovedì 27 agosto 2026
mercoledì 26 agosto 2026
Aviosuperficie Torraccia-San Marino, ultraleggero Tecnam P2008 JC fuori pista durante l'atterraggio
E’ stato il maltempo con venti forti a determinare l’incidente avvenuto nella mattinata del 25 agosto, dopo il decollo dalla pista di Fano, l'incidente e avvenuto all'aeroporto di Torraccia a San Marino. Il fuoripista dalla pista 32 non è stato dettagliato, è stato lungo, oltre la testata e/o laterale, in atterraggio? I due occupanti, allievo pilota e il suo istruttore, del Tecnam P2008, immatircolato I-EAAC, della scuola di volo Eagles Aviation Academy di Fano non hanno riportato ferite. I media riferiscono siano del tutto illesi anche se il velivolo è stato distrutto.
Dopo aver toccato la pista, il vento impetuoso, avrebbe risollevato l’aeromobile, che fuori controllo si sarebbe schiantato fuoripista. Dopo aver colpito alcuni alberi, laterali di circa 100 metri dalla pista si è schiantato su un terrapieno.
martedì 25 agosto 2026
Foppolo - Bergamo, precipita Robinson 22, lunedì 24, con due feriti
Danni sostanziali ad un mini-elicottero R22 precipitato nel pomeriggio del 24 agosto. L’incidente all’elicottero ultraleggero con due occupanti. L'R22 ha riportato danni sostanziali. A bordo il pilota e il vicesindaco di Foppolo, soccorsi sono stati rapidamente trasportati in ospedale.
Non è nota la dinamica né la fase operativa che ha
determinato l’impatto con il suolo.
L’elicottero ultraleggero R22, immatricolato I-B574, biposto, sarebbe precipitato in una, al momento, ignota zona impervia del territorio dello stesso comune di Foppolo. L’elicottero è privato e appartiene alla flotta di Altitude, in gestione all’alpinista e pilota bergamasco Simone Moro.
lunedì 24 agosto 2026
Rieti, Coppa Città di Rieti, precipita aliante, vittima il pilota 59enne
All’aeroporto di Rieti, sabato 22 agosto era in corso una competizione di volo a vela, iniziato il 18 agosto, quando un aliante Schleicher ASW 24, privato, immatricolato D-3624, è precipitato nei pressi del sedime dello scalo.
Il velivolo ha riportato danni rilevanti, deceduto il pilota,
unico occupante.
L’impatto con il suolo di sabato pomeriggio è avvenuto nella
zona boschiva di Torretta, a circa un chilometro e mezzo dall’aeroporto
Ciuffelli di Rieti. La dinamica e le cause non sono, al momento, note e la
ricostruzione, come spesso avviene, non sembrerebbero facili. Il pilota di 59
anni, era iscritto all’Aereo Club Avro di Rivoli Osoppo.
Nell’ambito della stessa gara “aerea”, nelle scorse giornate, un altro aliante, era
finito lungo, fuori pista, con il pilota illeso.
venerdì 21 agosto 2026
Montagnalonga 1972, CFIT del volo AZ 112 con 115 vittime: sintesi iniziali del Preliminary Report (1)
Montagnalonga 1972: tra Inchiesta Tecnica, Rapporto LINO e Cassazione, dalle "omissioni' emergono indizi/prove inoppugnabili: sulle responsabilità e sui documenti trascurati.
L’incidente di Montagna Longa avvenne il 5 maggio 1972, con il crash del DC8-43, marche I-DIWB Alitalia, volo AZ 112, impegnato nella fase di avvicinamento per l'atterraggio sulla pista 25 dell'aeroporto di Palermo Punta Raisi, causando 115 vittime tra passeggeri e membri dell'equipaggio.
PREMESSA
L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV),
istituita con il decreto legislativo 25 febbraio 1999 opera nelle specifiche
del “REGOLAMENTO (UE) N. 996/2010 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20
ottobre 2010 sulle inchieste e la prevenzione di incidenti e inconvenienti nel
settore dell’aviazione civile e che abroga la direttiva 94/56/CE”. Al punto 4
rileva come “Le inchieste di sicurezza dovrebbero avere come unico obiettivo la
prevenzione di futuri incidenti ed inconvenienti e non attribuire colpe o
responsabilità”.
Non avvenne altrettanto nel 1972 nei frangenti dell’incidente
di Montagnalonga , nelle 60 pagine della Relazione d’Inchiesta Tecnico formale
“Incidente al velivolo DC8/43 marche I-DIWB del 5-5-1972”, nella II parte
relativa all’analisi sono in sintesi, state dettagliate, le “evidenze e
probabili cause “. L'inchiesta ufficiale parlò di Controlled Flight Into
Terrain-CFIT (impatto contro il suolo in volo controllato) per errore umano.
Queste prime note rappresentano una sorta di Preliminary Report*, finalizzato alla ricostruzione della assetto operativo di quel periodo, delle adempienze agli standard ICAO, pianificazione del volo, delle dinamiche della procedura di volo nelle fasi pre-crash e degli eventi istituzionali che hanno istituito commissioni e comitati intervenuti nell'analisi del contesto operativo del trasporto aereo civile-commerciale e militare in vigore nella Penisola.
CRONOLOGIA decreti, leggi, istitutivi di commissioni/inchieste/comitati
La seguente cronologia evidenzia una linearità operativa
contradittoria
In relazione allo stesso incidente, tuttavia, l’Inchiesta Tecnica Formale era stata istituita da apposita Commissione ministeriale (costituita conformemente all’art. 827 del Codice della Navigazione), in base al disposto del Ministero dei Trasporti e dell’Aviazione Civile, ma con un decreto ministeriale datato 12.6.1972.
In pratica, l’Inchiesta Tecnica Formale era stata ufficialmente costituita oltre 30 giorni dopo,
e presentò la conclusione dei propri lavori il 26 dello stesso mese (alcuni
media, tuttavia, che il documento sia stato completato in 9/10 giorni);
Circa dodici giorni prima, con riferimento al Decreto 275/13
del 24/5/1972 era stato istituito il Comitato nominato DAL MINISTRO DEI
TRASPORTI E DELL ’AVIAZIONE CIVILE, composto dal Presidente Generale A.M.I. Francesco
LINO, e come membri Mauro Benvenuti (ATI), Adriano Chiappelli (Alitalia) Girolamo
Contestabile, Giuseppe Fassina (Direttore Generale Aeroporti Milano), Elvio
Kolman Alitalia), Francesco Mainenti, Giulio Martucci( Direttore Generale
Azienda Autonoma Assistenza al Volo), Pasquale Perotti, Federico Quaranta
(Direttore Generale Aviazione Civile del Ministro dei Trasporti e Aviazione
Civile) .
L’Inchiesta Tecnico-Formale istituita con decreto
ministeriale il 12.6.1972, circa dieci giorni dopo, presieduta dal Generale Francesco Lino, era invece composta da un
membro della Sicurezza volo dell’Alitalia (AZ), Comandante Renzo Dentesano, del
membro RAI-Registro Aeronautico Italiano ing. F. Paolo Lacca. In aggiunta
all’altro Ing. RAI Alberto Giusto Corradi, gli ing. Alberto Cucco e Francesco
Tani, con Mr. J. Bates della casa costruttrice dell’aereo Mc Donnell. L’inchiesta
sarebbe stata completata in 9/10-20 giorni;
Il Comitato LINO e l’Inchiesta Tecnico-Formale avrebbero, pertanto, operato in parallelo, per un brevissimo periodo, con membri e competenze
differenziate;
- era stata istituita
una indagine parlamentare con il Min. Trasporti Oscar Luigi Scalfaro che
presenta un disegno di legge inizio 1973. Trasformata nella Legge 825 il 22
dicembre 1973 Interventi urgenti e indispensabili da attuare negli aeroporti
aperti al traffico aereo civile;
- Inchiesta
interna della Società Alitalia esercente l’aeromobile incidentato;
- Inchiesta
preliminare predisposta dai Magistrati del Tribunale di Palermo, con indagini
istruttorie svolte dai P.M. della Procura della Repubblica di Catania per
arrivare a due successive requisitorie (2.6.1979 e 22.5.1981) ed alla
conseguente sentenza di rinvio a giudizio depositata il 9.12.1981.
- Testimonianza diretta e storica del Com.te Renzo Dentesano, commissario dell'Inchiesta Tecnico Formale. Documento disponibile su www.aerohabitat.org
https://www.aerohabitat.org/index.php?page=1&cat=9&id=1706
Incidente Palermo-Montagna Longa del 1972, una
interrogazione e una replica
Al testo seguono le puntualizzazioni del Com.te Renzo
Dentesano.
Interrogazione a risposta scritta 4-12096 presentato da FAVA Claudio testo di Lunedì 15 febbraio 2016, seduta n. 569
FAVA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al
Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
il 5 maggio 1972 si verificava, in contrada Montagnalonga,
in territorio di Carini (in provincia di Palermo), un disastro aereo che
cagionava il decesso di 115 persone;
in esito al disastro, la procura di Catania, competente
territorialmente in quanto a bordo dell'aereo si trovava anche un magistrato in
servizio presso gli uffici giudiziari di Palermo, ha, a suo tempo, avviato un
procedimento penale per disastro e omicidio colposo, conclusosi con
l'assoluzione di tutti gli imputati;
le conclusioni dell'inchiesta hanno stabilito che la strage
di MontagnaLonga dovesse essere archiviata come una tragica sciagura
attribuibile a cause naturali o a errori umani dei piloti;
nel 1976 un rapporto giudiziario a firma del vice questore
di Trapani Giuseppe Peri indicava taluni elementi che consentirebbero di
ipotizzare che la causa del disastro possa essere attribuita a un
attentato;
nel rapporto si faceva «espresso riferimento alla caduta
dell'aereo come episodio inquadrabile nella c.d. strategia della tensione ed
espressione di un vero e proprio attentato finalizzato ad indebolire la
credibilità dello Stato»;
altre circostanze, certamente degne di approfondimento, sono
state offerte nel corso di spontanee dichiarazioni alla procura della
Repubblica di Palermo dai familiari di alcune delle vittime;
in particolare:
il nastro della scatola nera dell'aereo era stato sostituito
il 30 aprile 1972 e contestualmente strappato in modo da non potere più
ricostruire le fasi antecedenti all'incidente, come risulta dalla sentenza
della corte di appello di Catania, sez.l, del 13 giugno 1983 in cui, in
relazione alla scatola nera, si afferma che «risulta che il nastro è stato
trovato strappato in corrispondenza di un tempo di volo di circa sette ore
dalla installazione»;
non era stata svolta una perizia balistica sui corpi delle
vittime;
alcuni passeggeri erano stati ritrovati disintegrati, mentre
altri, che sedevano nella parte della coda dell'aereo, erano integri;
i piloti dell'ANPAC non avevano potuto visionare gli
altimetri di bordo ed altri pezzi del relitto dell'aereo, perché il direttore
dell'aeroporto di Boccadifalco non li aveva posti a loro disposizione;
le perizie svolte ed acquisite nell'ambito del processo
erano tra loro contraddittorie su vari punti, ed in particolare sulla
ricostruzione dei percorsi e del piano di volo, come risulta dalle sentenze del
tribunale penale di Catania, sez.I del 27 aprile 1982 e della corte di appello
di Catania, sez.1, del 13 giugno 1983;
l'inchiesta ministeriale fu svolta in appena nove giorni ed
apparve fortemente sommaria nelle conclusioni a cui giunse;
vi era stata anche la cancellazione e la manomissione dei
nastri registrati dalla torre di controllo con cui il velivolo era in
contatto;
numerose testimonianze raccolte subito dopo i fatti
convenivano sul fatto che si sarebbe verificato un incendio a bordo
dell'aeromobile, evento perfettamente compatibile con l'esplosione a bordo di
un ordigno, o con l'abbattimento dell'aeromobile da parte di ignoti;
le numerose istanze per una riapertura dell'indagine,
presentate nel corso degli anni dai familiari di alcune delle vittime, sono
fondate su una serie, a giudizio dell'interrogante, assolutamente convergente,
di prove dichiarative e di elementi fattuali;
nessun seguito è stato offerto a queste istanze, nonostante
l'imprescrittibilità dell'eventuale reato ipotizzato di strage;
sarebbe opportuno effettuare, al fine di accertare
l'eventuale matrice dolosa del disastro, ulteriori accertamenti e
approfondimenti tecnici, chiesti dai familiari, e in particolare:
1) esame dei rilievi
di sopralluogo: i monconi, qualora l'aereo fosse giunto integro all'impatto con
la montagna, si sarebbero dispersi su un'area relativamente ristretta, in caso
di esplosione su un'area più ampia; in quest'ultimo caso, peraltro, anche i
corpi dei passeggeri sarebbero stati oggetto di una «dispersione» di tipo
casuale che potrebbe non seguire necessariamente la disposizione dei passeggeri
secondo i posti assegnati all'imbarco;
2) esame dei rilievi
cadaverici e degli esami autoptici dei piloti all'epoca espletati, per
verificare la lesività riscontrata e la natura delle lesioni, nonché di
apprezzare eventuali segni indicativi di caduta dall'alto, proiezione o
propulsione fuori dal mezzo;
3) esame dei resti
dell'aeromobile e del terreno, onde verificare lo stato dei resti (ad es., dei
sedili, per accertare l'eventuale presenza di frammenti metallici di natura
ultronea) ed effettuare indagini strumentali per la determinazione di eventuali
residui di esplosivi;
4) esame dei bagagli
ed effetti personali delle vittime, per valutare lo stato al momento
dell'impatto, nonché condurre esami tesi a verificare la presenza di eventuali
residui di esplosivi;
5) esame dei
cadaveri, applicando tecniche medico-legali di indagine radiologica (Rx, TC
spirale, RMN), ai tempi del disastro non in uso, onde accertare se nei corpi
siano reperibili eventuali frammenti metallici o materiali ultronei ritenuti
nelle varie sedi corporee;
6) ricostruzione del
volo sulla base di tutti i dati disponibili e su tecniche moderne di
simulazione e algoritmi di calcolo aereomeccanico al fine di verificare tempi e
rotta dell'aeromobile e modalità spazio temporali del disastro –:
se risulti al Governo se su uno o più atti relativi al
disastro di Montagnalonga sia stato posto il vincolo del segreto di Stato;
se siano state disposte indagini amministrative ulteriori in
ordine alle cause del disastro aereo, e quali ne siano eventualmente gli
esiti;
se il Governo non intenda fornire alla magistratura ogni
elemento utile in suo possesso, al fine di ogni iniziativa di competenza volta
a chiarire la tragica vicenda.
Puntualizzazioni del Com.te Renzo Dentesano
"To whom it may concern
Dalle notizie di Avionews del 19/2/16, leggo con somma meraviglia di un’interrogazione parlamentare rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Giustizia da part del deputato C. Fava della Sinistra-SEL.
Il lungo testo dell’interrogazione è molto articolata e chiaramente scritta da un legale che si è avvalso di atti del Tribunale di Catania che nel 1976 aveva condotto un processo a carico di certi imputati, poi tutti assolti. E’ chiaramente volto a rinvangare argomenti triti e ritriti, già in voga negli anni successivi al “disastro di Montagna Longa” sovrastante l’aeroporto di Palermo Punta Raisi, sulla quale si infranse il volo Roma Palermo del 5 maggio 1972 (DC 8/43 I-DIWI, da poco declassato ai trasporti nazionali)con la perdita di 115 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
Ho partecipato a questa inchiesta con la qualifica di Ufficiale alla Sicurezza dei Voli per conto del Ministro dell’Aviazione Civile (già, perché allora l’Aviazione Civile italiana era dotata di un Ministro ad hoc, con tanto di Commissione tecnico-formale per le inchieste sugli incidenti aeronautici, a norma del Codice della Navigazione – Parte Aerea), presieduta dall’allora famoso Colonnello Lino per il successivo libro bianco sugli aeroporti italiani (che portò a tanti miglioramenti sulle infrastrutture e relative dotazioni aeroportuali e di navigazione allora esistenti). A suo tempo ho seguito le polemiche sorte a proposito di certi fatti che indussero la Procura catanese ad aprire un processo indiziario a carico di certi presunti possibili mandanti di fantomatici attentati, come ho riferito in apertura di questo scritto, mi meraviglio ancora come si possa tentare di riaprire presunte piste criminali su un fatto che si rivelò palesemente come un tragico errore umano, di cui l’Alitalia di allora e la sua assicurazione, dovettero risarcire i congiunti delle vittime.
Adesso con questa interrogazione, a distanza di 44 anni dall’evento, si tenta di coinvolgere la responsabilità dello Stato in modo da mungere un’altra volta le sue esauste casse, così come si continua a fare dopo oltre 36 anni con l’altro incidente, noto come “Strage di Ustica”.
Tanto premesso, mi accingo, per amor di verità, a commentare soltanto quelle parti dell’interrogazione Fava che chiaramente mi constano, basate soltanto su illazioni e sospetti interessati e non obiettivi.
L’interrogazione esordisce dichiarando che la Procura di Catania, competente in quanto a bordo dell’aereo si trovava un Magistrato di quella Procura, aveva avviato un procedimento penale per disastro ed omicidio colposo, conclusosi con l’assoluzione degli imputati (non nominati), mentre nel capoverso successivo si parla di conclusioni dell'inchiesta che avrebbe stabilito che la strage di Montagna Longa dovesse essere archiviata come una tragica sciagura attribuibile a cause naturali o ad errori umani dei piloti, con evidente contraddizione dei termini utilizzati.
Nel successivo capoverso si rammenta che nel 1976, un rapporto giudiziario (di chiaro stampo poliziesco) a firma del Vicequestore di Trapani, tale G. Peri, ipotizzava che la causa del disastro potesse essere attribuita ad un attentato, inquadrabile nella strategia della tensione e finalizzato ad indebolire la credibilità dello Stato. A sostegno si citano dichiarazioni spontanee dei familiari delle vittime del disastro, che non si vede cosa ne potessero sapere di strategie della tensione e quant’altro. Tuttavia l’interrogazione prosegue nominando alcuni particolari, secondo l’estensore, adatti a spiegare l’evento.
Si parla di “nastro della scatola nera dell’aeromobile”, mentre l’apparato del Flight Data Recorder a quei tempi era costituito da uno speciale rotolo di carta argentata speciale, sul quale una corretta punta lasciava impressi soltanto quattro parametri essenziali del volo, oltre al tempo di funzionamento dell’apparato stesso.
Ora l’apparato stesso era stato sì sostituito dalla manutenzione di Fiumicino cinque giorni prima della sciagura, ma la banda della carta argentata che doveva scorrere dentro l’apparato si era soltanto accartocciata e ne aveva bloccato il funzionamento poche ore dopo l’intervento manutentivo di cinque giorni prima del sinistro.
Prosegue poi citando il fatto che i corpi dei passeggeri dell’aereo disintegratosi nell’urto contro il crinale di Montagna Longa, che si affaccia sul sottostante abitato di Carini, erano in parte gravemente offesi ed altri erano integri, come integri erano gli impennaggi di coda ed il troncone posteriore rimasto sul crinale dell’impatto, il tutto per poi avanzare il sospetto che potesse essersi trattato di un’esplosione a bordo d’un ordigno, con conseguente incendio in volo.
Mentre è vero che gli occupanti del velivolo erano stati in parte espulsi dal velivolo stesso al momento dell’impatto con il crinale ed erano stati catapultati lungo il sottostante vallone che si apre verso Carini, altri invece erano stati sfracellati nell’impatto contro le rocce del crinale. Pertanto i primi avevano riportato anche delle bruciature dovute alla deflagrazione del carburante fuoriuscito dai serbatoi disintegratisi nell‘urto ed incendiatosi nebulizzato a causa dei motori distaccatisi ancora in piena funzione e precipitati assieme a piccole parti della struttura lungo il pendio del vallone già citato.
Infine si conclude criticando il fatto che l'inchiesta ministeriale fosse stata conclusa in appena nove giorni ed agli occhi dell’interrogante apparirebbe fortemente sommaria nelle conclusioni a cui giunse.
Orbene, sull’argomento, io so solo questo:- nella tarda serata del 5 Maggio 1972 fui convocato all’aeroporto di Fiumicino, dove trovai il Presidente e i componenti la Commissione ministeriale pressoché al completo e dopo un briefing su quanto al momento noto ci imbarcammo con le nostre attrezzature su di un DC 9 dell’Alitalia alla volta dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi. Al nostro arrivo, dopo un altro briefing di aggiornamento anche sulle carte topografiche della zona, ci imbarcammo su alcune Campagnole militari che ci condussero alle prime luci dell’alba in cima a Montagna Longa, dove ebbe inizio il nostro lavoro di ricognizione e di raccolta delle evidenze disponibili sul campo. Così disposti a raggiera, scendemmo lentamente lungo il ripido canalone, per poi, una volta giunti alla base pianeggiante, risalire un’altra volta fino alla cima, raccogliendo ancora quanto già prima segnato come utile all’inchiesta e fotografando tutto accuratamente con la collaborazione di fotografi messi a disposizione dalle Forze dell’Ordine che avevano presidiato la zona fin dalla notte. Nei giorni successivi e in ore serali corrispondenti vennero effettuati anche voli di prova e di controllo a Punta Raisi, con la collaborazione di alcuni testimoni attendibili ed altri ancora anche a Fiumicino.
Infine lavorando incessantemente ogni giorno, dopo nove lunghi giorni, la Commissione, supportata anche da esperti della Douglas Aircraft e da motoristi del fabbricante dei motori, la Commissione fu in grado di stilare le conclusioni dell’inchiesta tecnico-formale, come da mandato; conclusioni volte, si badi bene, a stabilire le cause del mortale incidente onde prevenirne l’eventuale ripetizione ed a firmare all’unanimità il relativo verbale, compreso il rappresentante dell’ANPAC, chiamato a farne parte.
Che cosa abbia disposto la Magistratura competente in merito ad una propria indagine sul disastro non era nostro compito.
Che adesso, a distanza di ben 44 anni dall’evento, in base a considerazioni veramente tendenziose e volta a coinvolgere la responsabilità dello Stato, che poi dovrebbe risponderne risarcitoriamente, non sarebbe affare mio, ma il desiderio di far finalmente desistere da questi tentativi di strategia della tensione, sempre in atto fin da quei tempi, mi ha spinto a provare a mettere i puntini sulle i, per quanto di mia conoscenza.
Del resto anche tra gli altri Colleghi Commissari dell’epoca
ci devono essere ancora dei viventi (io ne so per certo almeno di uno). Spero
proprio che qualcuno, fra le attuali Autorità competenti, sia in grado di
fornire elementi utili a far cessare questa strategia di assalto alla
diligenza."
* Note Preliminary Report
Queste note iniziali rappresentano, in analogia alle inchieste odierne per incidenti aerei, una sorta di prima fase. Un Preliminari Report, una relazione preliminare per fornire dettagli sui fatti e riscontri iniziali. Anche quando questo Preliminary Report pretende di ricostruire un incidente aereo di 54 anni addietro: come quello di Montagnalonga del 5 maggio del 1972.
Un Report in grado di elencare fatti accertati, anche se
ricavati dalle “omissioni”, dedotti peraltro dalle pubblicazioni storiche.
Peraltro disponibili dal 1972.
Non contiene conclusioni, anche se anticipa le criticità
operative, del contesto del trasporto aereo dell’Aviazione Civile (e militare)
di quel periodo storico.
L’indagine avviata con questo Preliminary Report pretende di
descrivere e analizzare le circostanze generali dell'incidente. Una realtà
operativa che potrebbe essere soggetta a modifiche e/o correzioni con ulteriori
accertamenti e verifiche incrociate.
L’analisi documentale acquisita, derivata dalle evidenze
relative al RAPPORTO LINO, alle “omissioni” certificate, agli indizi correlati
alla dinamica dell’incidente conclusivo, all’irreperibilità dei rottami del
relitto e della documentazione, all'epoca, allegata. (1)
giovedì 20 agosto 2026
Munich Airport (GER), Boeing 787/9 Dreamliner fuoripista in decollo, rientra in emergenza
Il decollo del volo VN34 della Vietnam Airline, un Boeing 787-9, immatricolato VN-A867, è stato coinvolto in Serious Incident (inconveniente grave nella classificazione della ANSV), avvenuto sulla pista 26L lunga 4000 metri dell’aeroporto di Monaco di Baviera. La destinazione del volo era Hanoi, capitale del Vietnam.
L’evento incidentale di sabato 15 agosto, identificabile
come Take off Runway Overrun, ha registrato la rotazione e il distacco del
carrello principale dal suolo del Boeing 787-9 oltre il fondo/fine pista,
toccando la parte posteriore della fusoliera e anteriore della coda (tail
strike).
Dopo una breve salita a FL 100, probabilmente con il
carrello esteso per verificare eventuali anomalie, i piloti hanno richiesto due
passaggi bassi sulla pista 26R per controlli a vista, da terra, da alcuni
tecnici esperti al fine di valutare lo “status” operativo e funzionalità dei
carrelli e gomme. L’equipaggio avrebbe anche scaricato una parte del carburante
al fine di ridurre il peso all’atterraggio.
Alle 13:57 UTC, i piloti hanno predisposto l’atterraggio
sulla stessa pista 26R. Alla toccata con l’asfalto sarebbero bloccate e
scoppiate numerose gomme del carrello di sinistra, causando una derapata
laterale dell’aeromobile sulla parallela taxiway A6.
Un principio di incendio è stato controllato e spento dal
servizio antincendio approntato per gestire eventuali criticità. I 270 Passeggeri
e l’equipaggio non hanno riportato ferite, danni sostanziali al carrello e
parte anteriore della fusoliera e coda.
Quali le cause, quale dinamica? Le ipotesi investigative
sembrerebbero focalizzarsi sul human factor, errore umano, riconducibile peraltro
al pilotaggio e/o all’errato caricamento dei pallets, container nella stiva. I
primi riscontri numerici divulgati sul carico e sul peso del velivolo
risulterebbero compatibili. Il Boeing sarebbe decollato con 70.962 kg di
carburante e un peso complessivo di 240.857 kg (max consentito 247.207 kg). Con
un range del centro di gravità/stabilità nei limiti consentiti.
Altre valutazioni tecniche, rimandano alla operatività delle spinta/potenza dei propulsori e/o all'anomala funzionalità del sistema/impianto carrello/freni.
mercoledì 19 agosto 2026
Malpensa: incendio ad un carrello/pallet, quale la causa? Scartata l'origine batterie al litio, perché?
E’ accaduto domenica 16 agosto, su un carrello che trasportava un “pallet” contenente bagagli, movimentato in/out dalla stiva di un aeromobile British Airways con destinazione Londra Heathrow.
Intorno alle 13.00 il velivolo un Airbus A321neo,
parcheggiato sul piazzale del Terminal 1, il mezzo handling Aviapartner della
movimentazione a terra, con il pallet si è incendiato. Rapidamente spento
dall’intervento antincendio dello scalo – alcuni video, disponibili on-line,
hanno documentato l’evento - sono immediatamente scattate le indagini sulle
cause scatenanti.
L’incidente, senza feriti gravi, ha posto inevitabili
interrogativi sulla sicurezza dei dispositivi elettronici nei bagagli. I
frequenti eventi associati al surriscaldamento e incendio della
batterie-al-litio in volo, con inevitabili discesa di emergenze e dirottamenti
degli aeromobili, hanno ipotizzato, anche in questa circostanza, l’ennesima
origine. Nelle ore successive invece, i media hanno rilanciato una seconda,
ritenuta più probabile causa e/o innesco.
Sarebbe stato causato da un imprecisato cortocircuito dello
stesso carrello Aviapartner.
Ma, nelle ore seguenti e neppure dopo 24 ore e due giorni,
in assenza di comunicati ufficiali con i dettagli specifici dell'origine del “rogo”, da
parte del gestore aeroportuale e/o di ENAC e altri, alcuni legittimi
interrogativi potrebbero non essere stati risolti.
martedì 18 agosto 2026
Domenica 16 agosto: scompare Tecnam P2008, era in volo da Messina, con destinazione Sibari
Le notizie sono estrapolate dalle poche disponibili, riferite genericamente da alcuni media locali. Il velivolo sarebbe disperso nella zona del cosentino, a bordo un uomo e una donna. Le ricerche sarebbero state avviate in tarda serata. Il decollo del Tecnam P2008 sarebbe avvenuto intorno alle 09.30 del mattino dall'aviosuperficie di Capo D’Orlando (Messina) con destinazione l'aviosuperficie di Sibari a Cassano all’Ionio Cosenza.
Le ricerche, tuttavia, sono state avviate solo intorno alle
21:00 del 16.08.2026, in particolare nella zona del Tirreno Cosentino tra
Fuscaldo e Falconara Albanese (Cosenza).
La segnalazione della scomparsa, sarebbe avvenuta da famigliari
della donna. Non avevano avuto riscontro
sull’eventuale atterraggio a destinazione e/o altrove.
I soccorritori avrebbero attivato voli droni a controllo
remoto, identificando una ipotetica zona con geolocalizzazione delle cellule
telefoniche smartphone. Intervenuto, al momento senza successo, un elicottero
versione Sar dell'aeronautica militare.
lunedì 17 agosto 2026
Boeing 737-8AS e quel finestrino scoppiato/esploso in volo, tra interrogativi e le prime note del NTSB
Ma quale sarà stata la causa scatenante dell'esplosione/scoppio del finestrino? Se i media ancora argomentano variabilmente tra un "Foreign Object Debris (FOD)", ingestione di detrito/i nella zona del sedime, nelle fasi di rullaggio e decollo, infine di una eventuale criticità del propulsore e/o difetto di manutenzione dello stesso, alla vulnerabilità dello stesso finestrino, di progetto e/o di installazione, con responsabilità dirette quanto diversificata, la NTSB USA ha divulgato le prime note del Preliminary Report.
Nelle 13 pagine del documento NTSB - Aviation Investigation Preliminary Report. Peraltro le informazioni sono preliminari e soggette a modifiche divulgato il 13 agosto 2026
L'NTSB, ente USA delle investigazioni, National Transport Safety Board coordina l’inchiesta con l'Autorità greca per le indagini sulla sicurezza aerea e ferroviaria (HARSIA) ha delegato l'indagine completa all'NTSB. Nell'ambito del processo investigativo, l'NTSB ha invitato soggetti qualificati a partecipare all'indagine. Tra questi anche la Federal Aviation Administration (FAA), la Boeing Company e GE Aerospace.
In conformità con le disposizioni dell'Allegato 13 della
Convenzione sull'aviazione civile internazionale, la Grecia (Stato
dell'incidente), Malta (Stato dell'operatore e di immatricolazione) e la
Francia (Stato di fabbricazione dei motori, insieme agli Stati Uniti) hanno
designato rappresentanti accreditati per l'indagine, mentre Malta Air, Safran
Aircraft Engines e l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) sono stati
designati come consulenti tecnici.
"Il volo Malta Air, operante come Ryanair, numero 1879, un Boeing 737-8AS con registrazione 9H-QEU, ha subito un guasto alla ventola del motore n. 2 (destro) durante la fase di salita dall'aeroporto internazionale di Salonicco (SKG), in Grecia. Frammenti del motore hanno perforato la fusoliera e la cabina si è depressurizzata. L'equipaggio ha scelto di tornare a SKG, dove ha effettuato un atterraggio senza problemi. Il volo era un volo di linea internazionale passeggeri da SKG all'aeroporto di Memmingen (FMM), in Germania. A bordo c'erano 2 piloti, 4 assistenti di volo e 149 passeggeri (incluso un bambino in braccio). Un passeggero ha riportato gravi ferite.
Il volo 1879 della Malta Air, operante come Ryanair, un Boeing 737-8AS con registrazione 9H-QEU,
ha subito un guasto alla ventola del motore n. 2 (destro)
durante la fase di salita dall'aeroporto internazionale di Salonicco (SKG), in
Grecia. Frammenti del motore hanno perforato la fusoliera e la cabina si è
depressurizzata. L'equipaggio ha scelto di tornare a SKG, dove ha effettuato un
atterraggio senza problemi. Il volo era un volo di linea internazionale
passeggeri da SKG all'aeroporto di Memmingen (FMM), in Germania. A bordo c'erano
2 piloti, 4 assistenti di volo, e 149 passeggeri (incluso un bambino in
braccio). Un passeggero ha riportato gravi lesioni.
L'NTSB si è recata sul luogo dell'incidente. Il 16 luglio
2026, l'Autorità greca per le indagini sulla sicurezza aerea e ferroviaria
(HARSIA) ha delegato l'intera indagine all'NTSB. Nell'ambito del processo
investigativo, l'NTSB ha invitato soggetti qualificati a partecipare
all'indagine. Tra questi figuravano la Federal Aviation Administration (FAA),
la Boeing Company e GE Aerospace. In conformità con le disposizioni
dell'Allegato 13 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, la
Grecia (Stato dell'incidente), Malta (Stato dell'operatore e del registro) e la
Francia (Stato di fabbricazione dei motori, insieme agli Stati Uniti) hanno
designato rappresentanti accreditati per l'indagine, mentre Malta Air, Safran
Aircraft Engines e l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) sono stati
designati come consulenti tecnici. I soggetti sono stati suddivisi in gruppi
investigativi specializzati, guidati dai presidenti di gruppo dell'NTSB nei
settori dei motori, delle strutture e dei fattori di sopravvivenza e
dell'ingegneria dei materiali. Il registratore vocale di cabina di pilotaggio
(CVR) e il registratore dei dati di volo (FDR) sono stati inviati al quartier
generale dell'NTSB per il download e sono stati assegnati degli specialisti.
L'ingegnere dei materiali si è recato in Francia per condurre l'esame delle
pale della ventola del motore.
Storia del volo
Secondo l'equipaggio, durante la salita a un'altitudine di
circa 16.000 piedi, vicino a Polykastro, in Grecia (circa 4,5 miglia nautiche a
sud del confine greco con la Macedonia del Nord), hanno ricevuto un'indicazione
di VIBRAZIONI ELEVATE del motore n. 2. Hanno ridotto la potenza del motore e
avviato la checklist anomala per vibrazioni elevate del motore. Poco dopo,
l'indicazione di vibrazioni del motore si è ridotta. L'equipaggio ha quindi
continuato la salita con il pilota automatico.
Le vibrazioni del motore sono poi aumentate
significativamente, hanno sentito un forte botto e il pilota automatico è stato
disattivato. Mentre valutavano le condizioni del motore, è scattato l'allarme
di altitudine in cabina.
L'equipaggio ha indossato le maschere d'ossigeno, ha
dichiarato l'emergenza e ha iniziato una discesa immediata.
Gli assistenti di volo, che si stavano preparando per il
servizio in cabina, hanno riferito di aver sentito e percepito una forte
vibrazione continua e di aver visto una piccola quantità di nebbia/fumo prima
che le maschere d'ossigeno si abbassassero. Uno di loro ha riferito di aver
sentito un annuncio automatico del sistema di altoparlanti che diceva
"discesa di emergenza". Un altro ha ricordato di aver effettuato
manualmente un ulteriore annuncio di decompressione.
Gli assistenti di volo hanno ricordato che i passeggeri
avevano indossato le maschere d'ossigeno. Gli assistenti di volo FA2 e FA4
inizialmente si sono seduti sui sedili di servizio anteriori e hanno indossato
le loro maschere d'ossigeno, tuttavia FA4 si è spostato in cambusa per usare
un'altra maschera dopo che quella sopra il sedile di servizio si è staccata dal
vano portaoggetti.
FA1 ha notato che alcuni passeggeri si stavano alzando e
chiedevano aiuto ed è intervenuto per assisterli.
L'assistente di volo ha notato che il passeggero al posto
11F era parzialmente incastrato in un finestrino danneggiato della cabina e che
l'intero finestrino era mancante. Altri passeggeri stavano prestando soccorso e
sono riusciti a riportare il passeggero ferito in cabina. L'assistente di volo
si è quindi seduto al posto 11B e ha indossato una maschera per l'ossigeno. La
maschera si è staccata e l'assistente di volo ne ha usata un'altra.
Un passeggero si è recato nella cambusa anteriore e ha
chiesto agli assistenti di volo 2 e 4 qualcosa di pesante e metallico per
cercare di bloccare il foro del finestrino rotto della cabina, e ha recuperato
una scatola di metallo da portare alla fila 11.
Il passeggero ferito è stato successivamente spostato alla
fila 12 ed è stato assistito da un passeggero, un medico, per il resto del
volo. Il medico ha chiesto il kit di pronto soccorso e l'assistente di volo 1
ha recuperato il kit di pronto soccorso anteriore.
Gli assistenti di volo hanno comunicato con la cabina di
pilotaggio, hanno confermato che l'equipaggio stava bene e sono stati informati
del guasto al motore, della decompressione e dell'intenzione di tornare a SKG
con un tempo di percorrenza stimato di 20 minuti.
Gli assistenti di volo hanno anche ricevuto istruzioni per mettere in sicurezza la cabina, cosa che hanno fatto. L'equipaggio di volo li ha poi informati quando le maschere d'ossigeno non erano più necessarie. Dopo essere scesi sotto i 10.000 piedi, l'equipaggio di volo ha messo in sicurezza il motore n. 2 ed è tornato a SKG senza problemi. L'aereo è rimasto sulla pista per un'ispezione e poi si è diretto al gate, dove i soccorritori erano in attesa".
venerdì 14 agosto 2026
Flotte meno rumorose? Probabilmente no. Anche il Chapter 14? Certo, e lo sostiene un super esperto!
In un documento/rapporto di 34 pagine, dal titolo "Australia - Aircraft Noise Metrics Dr Sean Foley* May 2024" - l'autore, propone una analisi e un riscontro che sorprenderà, soprattutto per i sostenitori delle policy della progressiva riduzione dell' impatto acustico aeroportuale.
In tal senso e alla luce del testo sottoriportato, occorrerebbe verificare quanto disposto dalla "Reductions in aircraft noise limits required for commercial aircraft under international standards by certification year, 1990 to 2035" che ha/avrebbe previsto dalle flotte rumorose Chapter 3, e succesivamente alla riduzione Chapter 4, a Chapter 14 attuali fino al 2030, e infine al Chapter 16 al 2035.
Se, come sostiene, infatti, il mainstream dell'informativa di ICAO-EASA e IATA, ovvero l'impiego esteso dei propulsori a minor emissioni sonore, riduce e, almeno in parte, risolvendo l'eterno contenzioso tra flotte rumorose e i cittadini dell'intorno aeroportuale, il rapporto del Dr Sean Foley* propone, invece, l'urgenza di protocolli, e di tecniche alternative dello stesso rilevamento acustico.
"Aerei moderni: meno rumorosi?
L'analisi degli spettri di rumore di una gamma di aeromobili
ha rivelato qualcosa di inaspettato.
Ci è stato ripetutamente detto che i progressi tecnologici
degli ultimi decenni hanno reso gli aerei meno rumorosi, utilizzando come unità
di misura il familiare decibel (dBA) filtrato A. Per il rumore udibile, questo
è generalmente vero, sebbene raramente venga verificato sul campo, anziché
limitarsi ad accettare i dati forniti dai produttori e dalle autorità
governative.
Il confronto tra gli spettri del B737 e del più recente B737
MAX (Figura 4) suggerisce una leggera diminuzione del livello massimo di
rumore, nonostante la forma complessiva degli spettri sia simile.
Gli spettri misurati di un campione di moderni aerei di
grandi dimensioni (ad esempio A350, A380, B787), utilizzando la stessa
metodologia descritta in precedenza, confermano che i livelli di rumore
udibile, misurati con il metodo del filtro A, sono leggermente inferiori
rispetto a quelli degli aerei più vecchi.
Esaminando più attentamente gli spettri di rumore di questi velivoli più recenti, tuttavia, sembra che vi siano poche variazioni nell'ampiezza delle frequenze al di sotto dei 500 Hz. Queste sono complessivamente molto simili a quelle dei velivoli più vecchi. Potrebbero essere meno rumorosi nella parte udibile dello spettro al di sopra di circa 1.000 Hz, ma al di sotto di questa frequenza non si riscontrano differenze significative. (Vedi Figura 4)
Questa mancanza di una riduzione significativa delle basse
frequenze e degli infrasuoni è motivo di seria preoccupazione, poiché queste
sono le frequenze note per essere dannose per l'uomo.
La somiglianza nella forma degli spettri di rumore tra
velivoli più vecchi e più recenti, ovvero la preponderanza delle basse
frequenze, illustra l'inadeguatezza di affidarsi a una singola metrica (dBA),
soprattutto quando è noto che tale metrica è insensibile alle basse frequenze.
In altre parole, mentre il fastidio causato dal rumore dovuto alle frequenze più alte può essere inferiore, i probabili effetti sulla salute delle basse frequenze e degli infrasuoni rimangono sostanzialmente invariati.
Questa mancanza di una significativa riduzione del rumore a bassa frequenza ha potenzialmente gravi implicazioni politiche, se considerata insieme al previsto aumento del traffico aereo nei prossimi decenni. In breve, suggerisce che l'impatto sulla salute continuerà ad aumentare con l'aumentare della frequenza dei sorvoli, nonostante una certa riduzione del fastidio causato dal rumore degli aerei.
A meno che gli enti regolatori del settore aeronautico,
ovvero i governi, e il pubblico in generale non siano consapevoli di questa
divergenza, ossia del rischio per la salute in aumento o invariato mentre il
fastidio causato dal rumore diminuisce, la narrazione del settore aeronautico
potrebbe portare a un atteggiamento di compiacenza politica e normativa
riguardo alla necessità di limitare i movimenti degli aerei e ridurre in modo
significativo il rumore a bassa frequenza.
La Figura 4 illustra gli spettri di rumore dei comuni tipi
di aeromobili Boeing e Airbus operanti dall'aeroporto di Brisbane. Qantas e
Virgin Australia rappresentano circa il 70% del traffico aereo nazionale, e
anche diverse compagnie aeree internazionali volano a Brisbane.
Questi spettri di rumore mostrano lo spettro completo per ogni tipo di aeromobile, registrato a circa 7 km dall'aeroporto con gli aerei in salita verso sud-ovest durante il decollo. Ogni aereo passa sopra la nostra casa a circa 2.500-3.000 piedi di altitudine. Gli spettri coprono l'intervallo da circa 16 Hz a 20 kHz, mentre è noto che il rumore degli aerei si estende a frequenze più basse, il microfono dello smartphone non è adeguato a catturare infrasuoni al di sotto di circa 30 Hz.
Ciascuno degli spettri presenta un rettangolo arancione che
delimita le frequenze da circa 1 kHz a 10 kHz, un intervallo di frequenze
leggermente più ampio rispetto a quello incluso nel filtro A, dove le
differenze negative o positive rispetto a un filtro zero, ovvero dBZ, sono
quasi nulle.
Da questi grafici è chiaro che tutte le frequenze al di
sotto di circa 1 kHz non vengono catturate o misurate. Tuttavia, queste sono le
frequenze, soprattutto quelle al di sotto di circa 200 Hz, che notoriamente
generano risonanza nei tessuti e negli organi umani, spesso portando a un
aumento del rischio di una serie di patologie potenzialmente letali.
L'enfasi qui non è sulla precisione dei grafici, ovvero
sugli specifici intervalli di frequenza catturati, ma sul modello generale
delle frequenze, in particolare quelle al di sotto di circa 500Hz. (Poiché l'attenzione è focalizzata sul
rumore a bassa frequenza, piccole variazioni di altitudine (ad esempio ~150 m)
non sono considerate importanti, dato che l'attenuazione dei suoni a bassa
frequenza nell'atmosfera è minima).
È chiaro che per tutti i tipi di aeromobili la maggior parte
del rumore generato è al di sotto dei 500 Hz, o addirittura dei 200 Hz, sia per
gli aeromobili più vecchi (ad esempio B737) che per quelli più recenti (ad
esempio A320 NX). Questa è una chiara indicazione dell'incapacità della metrica
dBA di rilevare il rumore noto per essere dannoso per gli esseri umani (e altre
specie). Rileva in modo affidabile le frequenze percepite dalla maggior parte
degli esseri umani, che sono generalmente classificate come
"fastidiose". È ampiamente riconosciuto che la sensibilità delle
persone al rumore varia notevolmente, il che porta a considerare questa misura
"soggettiva" e "non scientifica".
Riassunto dei risultati
Non vi è più alcun dubbio che l'esposizione cronica di tutto
il corpo al rumore degli aerei danneggi la salute umana, aumentando il rischio
di diverse gravi patologie. Negli ultimi decenni sono stati identificati i
meccanismi biochimici e biofisici alla base di questo danno, più recentemente
quelli che portano a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
Non vi sono inoltre molti dubbi sul fatto che le principali
cause dei danni alla salute umana siano le basse frequenze e gli infrasuoni del
rumore degli aerei. Queste frequenze sono state ignorate per troppo tempo nella
ricerca biomedica e correlata, e ora richiedono un'indagine approfondita per
confermarne e quantificarne l'importanza, al fine di fornire prove dettagliate
delle relazioni dose-risposta.
Sebbene non siano discussi in dettaglio in questa sede, gli
effetti del rumore degli aerei sulla salute sociale e mentale sono stati
documentati al di là di ogni ragionevole dubbio. Tra questi, il ritardo nello
sviluppo cognitivo e nell'apprendimento dei bambini, la privazione del sonno,
l'interruzione della comunicazione familiare e l'aumento dello stress personale
e sociale.
L'ampiezza e la profondità della letteratura scientifica
peer-reviewed relativa alle problematiche sopra menzionate sono contenute in
centinaia di articoli pubblicamente disponibili; ulteriori conferme vengono
pubblicate quasi mensilmente. Questo di per sé indica la gravità dei problemi
di salute pubblica causati dal rumore degli aerei.
La dipendenza quasi totale da parte degli enti regolatori e
dei ricercatori dalle misurazioni in decibel filtrate A ha "nascosto"
il ruolo critico del rumore degli aerei a bassa frequenza e infrasuoni nel
danneggiare gli esseri umani e la società. Una volta corretta questa svista e
collegato il problema a come il corpo umano reagisce alle risonanze causate dai
suoni a bassa frequenza, diventa evidente che queste frequenze sono molto
probabilmente la principale fonte di danno clinico per gli esseri umani. Tuttavia,
va notato che il "fastidio" causato dal rumore degli aerei ad alta
frequenza rimane importante a causa del disagio sociale e psicologico che
provoca.
Raccomandazioni
• Proponiamo il nome "Metrica a Spettro Completo" (FSM) per la politica, i protocolli e le pratiche riviste relative all'utilizzo dell'intero spettro sonoro da 0 Hz a 20.000 Hz per la misurazione e il monitoraggio dell'inquinamento acustico da aeromobili.
• I governi e le altre organizzazioni dovrebbero valutare la possibilità di rendere obbligatorio il monitoraggio e la segnalazione dell'intero spettro del rumore degli aeromobili, inclusi i test, le misurazioni e la segnalazione del rumore degli aeromobili effettuati per la certificazione degli stessi.
I protocolli di ricerca che studiano gli effetti del rumore degli aeromobili dovrebbero essere rivisti per garantire che le basse frequenze e gli infrasuoni siano monitorati in modo competente, in modo da poter esplorare e documentare le correlazioni e i nessi causali con gli effetti clinici e socio-psicologici.
I protocolli di monitoraggio del rumore degli aeromobili degli enti regolatori e commerciali dovrebbero essere modificati per garantire che il rumore degli aeromobili a bassa frequenza e gli infrasuoni vengano registrati per l'utilizzo nella ricerca biomedica, nel controllo dell'inquinamento, nell'applicazione delle normative e nella mitigazione.
• I produttori devono essere informati di questi risultati e invitati ad apportare le necessarie modifiche alle loro apparecchiature, ai protocolli operativi e alla formazione per garantire che le basse frequenze e gli infrasuoni possano essere monitorati e segnalati.
Avendo adottato la metrica dello spettro completo come standard nazionale, esortiamo il governo a proporne e promuoverne l'adozione nei forum internazionali, a partire dall'ICAO delle Nazioni Unite."
*Informazioni sull'autore
Il Dott. Sean Foley BSc (Hons) PhD FRGS è uno stimato scienziato ambientale australiano. Il suo percorso accademico è iniziato con una laurea con lode in Scienze presso la Murdoch University nell'Australia Occidentale, seguita dal conseguimento di un dottorato di ricerca in Ecologia Umana presso l'Australian National University (ANU).
Riconosciuto per i suoi eccezionali contributi alla geografia e alle scienze ambientali, il Dott. Foley è stato eletto membro della Royal Geographical Society (FRGS). Il suo lavoro è ampiamente riconosciuto nella comunità accademica, con oltre 2.500 citazioni e un indice di 17. Il suo ampio portfolio di ricerca comprende numerose pubblicazioni peer-reviewed su rinomate riviste scientifiche, a testimonianza del suo impegno nella comunicazione scientifica e nella divulgazione al pubblico.
L'esperienza interdisciplinare del Dott. Foley spazia dalla gestione delle risorse naturali e ambientali, alla legislazione ambientale, all'economia della salute pubblica, agli aiuti e allo sviluppo internazionale, all'analisi delle politiche e alla progettazione e gestione dei progetti. Ha inoltre lavorato come specialista ambientale presso la Banca Mondiale, contribuendo con la sua esperienza a iniziative globali in materia ambientale e di sviluppo. La leadership del Dr. Foley si estende oltre il mondo accademico; è stato membro del Consiglio Direttivo della Società di Economia Ecologica di Australia e Nuova Zelanda e, dal 2003, membro e ora ex Presidente del Samdhana Institute.
giovedì 13 agosto 2026
Termoli, ultraleggero in atterraggio si ferma fuoripista, presso un ponticello.
L’incidente è occorso nella mattinata del 10 agosto, nella zona di Rio Vivo a Termoli, in prossimità di un campo di volo. Probabilmente è andato lungo, oltre il finepista, nella fase di atterraggio.
Il pilota76enne, unico occupante, è uscito illeso dal cockpit, con qualche graffio e uno spavento. Il pilota sarebbe decollato da una pista, al momento ignota, dalla Campania.
mercoledì 12 agosto 2026
Linate, ground collision in rullaggio tra Hawker Beechcraft 400° e handling-service-car
E accaduto lunedì 10 agosto, quando un veicolo di assistenza a terra si è scontrato con un jet privato in movimento dalla zona dei parcheggi di aviazione generale.
Nessun ferito tra gli occupanti del bigetto e dell’automobile
di handling, con danni al muso del velivolo e nella zona dell’abitacolo in movimento
al suolo.
La ground collisione è avvenuta intorno alle 11:19 del 10
agosto 2026, quando l’automobile ha attraversato la taxiway degli aeromobili
percorsa dall’Hawker Beechcraft 400°, immatricolato I-AERB. L'handling car avrebbe inopinatamente seguito una viabilità non tracciata, inesistente nel lay out ground inside "aerodrome" del sedime.
L’aeroporto è stato chiuso al traffico e due velivoli in atterraggio
sono stati dirottati, rispettivamente, a Milano Malpensa e Bergamo Orio al
Serio. Dopo alcune verifiche preliminari di sicurezza, durati circa 30minuti, l’operatività
dello scalo è stata riattivata.
martedì 11 agosto 2026
Volo Swiss Zurigo- Boston: ancora una emergenza per fumo da power bank
L’ennesimo caso correlato alle “batterie al litio” on-board ha riguardato il volo LX-52 di un A330-300 mentre sorvolava l’Atlantico. Decollato alle ore 18.11 locali del 10 agosto, da Zurigo verso Boston-USA con 206 passeggeri e 12 membri di equipaggio a livello di volo FL380, mentre era a circa 660 miglia a sudovest di Dublino, i piloti hanno richiesto una discesa di emergenza e dirottamento sullo scalo della capitale irlandese.
Dopo quasi 100 minuti il A330-300 è atterrato sulla pista 28 L. Il volo è stato cancellato e i passeggeri sono stati ospitati in un
albergo.
L’atterraggio di emergenza, nella notte, che non ha comportato
conseguenze per gli occupanti e danni per l’aeromobile, da successive ispezioni - hanno riferito i media - sarebbe stato causato
del fumo sprigionato da una power bank sull’aereo.
lunedì 10 agosto 2026
Pasiano di Pordenone, precipita ultraleggero: un ferito grave, salvo il pilota
E' avvenuto lo scorso 7 agosto, dopo il decollo intorno alle 20.00 dal campo di volo, di proprietà del pilota, di Traffe a Pasiano di Pordenone. L’incidente con l'impatto è stato geolocalizzato a circa un chilometro dalla pista dello stesso campo di volo. Il volo del Fly Synthesis Texan, dopo aver perso quota, probabilmente per un malfunzionamento/avaria motore, ha sbattuto contro una quercia. Un ramo ha ceduto, facendo cadere il passeggero di 65 anni. Precipitato da una altezza di 10 metri al suolo. Sarebbe grave. Senza conseguenze, invece, la discesa del pilota, un 72enne, calatosi con una con corda, mentre dal serbatoio sarebbe fuoriuscita parte del carburante.
L’impatto con l’alberatura, di un boschetto, è avvenuto nella zona di Rivarotta di Pasiano di Pordenone, nel parco di un hotel a quattro stelle, Villa Luppis in via San Martino.
Il passeggero è stato trasportato con l’elicottero del Suem all’ospedale di Treviso, dove è ricoverato in prognosi riservata.
venerdì 7 agosto 2026
Aeroporti e rumore aereo, come rilevare e valutare? Note sull'esperienza dello scalo di Edimburgo-Scozia
Note di sintesi, disponibili dal web dell'aeroporto di Edimburgo-Scozia:
https://www.edinburghairport.com/inside-edi/all-about-edi/step-into-the-airport-noise-lab-monitor-the-volume-of-passing-planes-live
"Il rumore, indipendentemente dalla sua fonte, è spesso un argomento che suscita forti emozioni; un rumore che non ha alcun effetto su una persona può essere fonte di disturbo o fastidio per un'altra. Il rumore può essere definito come "un suono che causa disturbo".
Esistono molti modi per misurare il "suono", ma
misurare il "rumore" è più difficile.
Il rumore può essere previsto attraverso misurazioni e
calcoli acustici, tenendo conto della probabilità che un suono causi fastidio o
disturbo. La percezione del rumore da parte di una persona può variare ed
essere dipendente dall'ora del giorno, dalla posizione, dalle circostanze
personali (ad esempio, malattie), dai livelli di rumore ambientale e
dall'intensità del suono percepito.
Rumore degli aerei
Il rumore degli aerei è causato dal passaggio dell'aria
sulla fusoliera (corpo) e sulle ali dell'aereo, note come "struttura
portante", e sui suoi motori. Quando l'aria passa sopra la struttura
portante, provoca attrito e turbolenza, che generano rumore. Il livello di
rumore generato varia in base alle dimensioni e al tipo di aereo e può
differire anche tra aerei identici. Il rumore del motore è generato dal suono
delle parti mobili del motore e dal rumore dell'aria espulsa ad alta velocità.
Gli aerei sono diventati progressivamente più silenziosi
grazie ai progressi nella progettazione e nella tecnologia dei motori, e si
prevede che in futuro le compagnie aeree utilizzeranno modelli ancora più
silenziosi.
Per affrontare il problema del rumore, collaboriamo con
l'Autorità per l'Aviazione Civile (CAA), che definisce la politica dello spazio
aereo, con le compagnie aeree stesse e con il Controllo del Traffico Aereo
(ATC), che fornisce indicazioni agli aeromobili sulle rotte di volo.
Le modifiche alle rotte di volo dell'aeroporto di Edimburgo,
dettagliate in questo documento di consultazione, ridurranno ulteriormente il
numero di persone colpite dal rumore, sorvolando un minor numero di persone
grazie all'utilizzo di rotte di volo più precise, rese possibili dalla
tecnologia RNAV.
Quali misurazioni utilizziamo e perché?
La misurazione del rumore è molto complessa e le misurazioni
vengono effettuate in modi diversi, a seconda di ciò che si desidera misurare.
Esistono diversi metodi per misurare il rumore degli aeromobili, e il metodo
utilizzato dipende dallo scopo della misurazione. Lmax, misurato in decibel
(dB), è la misurazione del livello di rumore massimo durante un singolo evento
sonoro, o in questo caso durante un singolo movimento dell'aeromobile.
LAeq, misurato in decibel (dB), è il livello sonoro continuo
equivalente per un determinato periodo di tempo e viene utilizzato per
prevedere o misurare il livello medio di rumore e il disturbo causato. È
comunemente impiegato nelle misurazioni del rumore ambientale.
Con l'aumentare dell'altitudine di volo, il rumore
dell'aeromobile si disperde e si dissipa verso l'esterno a forma di cono, con
livelli di rumore che diminuiscono all'aumentare dell'altezza. I livelli dei
singoli eventi sonori misurati con Lmax sono utili per diversi scopi, tra cui
la certificazione degli aeromobili. Tuttavia, per valutare l'esposizione al
rumore ambientale, è necessario considerare l'impatto di numerosi eventi su
periodi più lunghi (giorni, mesi, anni) vivendo vicino a un aeroporto. Questi
eventi generalmente differiscono per intensità, numero e frequenza, e si
verificano in momenti diversi della giornata. La maggior parte degli indici per
queste valutazioni sono basati su Leq.
Le mappe di contorno del rumore vengono utilizzate per
prevedere quali aree geografiche saranno probabilmente le più disturbate dal
rumore.
Ci vengono fornite dal nostro ente regolatore, la CAA, e
aiutano l'aeroporto di Edimburgo a prevedere le aree in cui potrebbe
verificarsi un disturbo acustico e a determinare le aree che potrebbero avere
diritto a un isolamento aggiuntivo nelle proprie abitazioni per contribuire a
ridurre il disturbo acustico causato dagli aerei.
Le mappe di contorno del rumore utilizzano LAeq come unità
di misura; è ponderato A per rappresentare la ponderazione per l'udito umano ed
è il parametro più comunemente utilizzato per prevedere e misurare il disturbo
e il disagio. Il parametro utilizzato nelle mappe di contorno è LAeq 16 ore: le
curve di livello LAeq 16 ore sono basate sulla media giornaliera estiva, dove
"estate" è il periodo di 92 giorni dal 16 giugno al 15 settembre e
"giorno" è il periodo di 16 ore dalle 07:00 alle 23:00 (ora locale).
Vengono prodotti con incrementi di 3 dB, da 57 dBA a 72 dBA. LAeq e Leq sono
descritti in dettaglio nella sezione parametri qui sotto.
Cosa fa l'aeroporto di Edimburgo per prevenire il rumore
eccessivo degli aerei
Monitoraggio del rumore e sanzioni per il rumore - Gli aerei
in volo da e per l'aeroporto di Edimburgo sono monitorati da 3 stazioni di
monitoraggio del rumore fisse e permanenti situate a Cramond, Uphall/Broxburn e
Livingston.
Sono previsti livelli massimi consentiti per il rumore
diurno (06:00 - 23:30) e notturno (23:30 - 06:00), rispettivamente di 94 dBA
LMAX e 87 dBA LMAX. I voli non devono superare questi livelli e le compagnie
aeree vengono multate per ogni superamento. Si tratta di una politica
volontaria introdotta dall'aeroporto di Edimburgo per mitigare il disturbo
acustico nelle nostre comunità.
Descrizione scientifica dei parametri del rumore
Lmax - Lmax è il valore più alto del livello di pressione
sonora ponderato nel tempo, che si verifica durante il periodo di misurazione.
Viene comunemente utilizzato per misurare l'effetto di brevissimi picchi di
rumore, come ad esempio per esaminare ogni singolo sorvolo: in atterraggio e in decollo"
giovedì 6 agosto 2026
Aeroporti e rumore aereo, sull'annoyance/fastidio originato dal rumore a bassa frequenza (LFN)
Nel Belpaese la ricaduta acustica del trasporto aereo, ovvero del flusso dei decolli e degli atterraggi nei 41 aeroporti del Piano Nazionale Aeroporti-PNA, non ha, al momento, definito l'incidenza specifica di quello che in numerosi Paesi UE è identificato come "annoyance/fastidio", originato dal rumore a bassa frequenza (LFN).
Le note sottostanti, dell’Institute of Acoustics Briefing (January 2024) inquadrano un fenomeno acustico, rilevato da numerosi cittadini italiani, residenti sotto le piste del ciclo LTO(LandingTakeOff) e sottoposti al flusso persistente del sorvolo aereo e alle emissioni acustiche, con effetti, talora, più incisivi se non rilevanti.
"Il rumore a bassa frequenza (LFN) può rappresentare un problema di inquinamento acustico ambientale. Non tutti riescono a percepirlo, poiché la nostra capacità uditiva varia da persona a persona, e in molti casi non è possibile identificarne la fonte. Per chi ne è affetto, il rumore a bassa frequenza è spesso più evidente quando si trova in casa. Il suono segnalato dalle persone colpite è spesso più percettibile di notte, quando non è mascherato dai rumori quotidiani. Viene spesso percepito come un pulsare o un ronzio sordo, oppure definito come un "ronzio". Oltre a causare irritazione e fastidio, il rumore a bassa frequenza può disturbare il sonno e rendere le persone a disagio nelle proprie case.
Il rumore a bassa frequenza può propagarsi per lunghe
distanze, quindi è spesso difficile identificarne le fonti.
Può essere generato da pompe, grandi ventilatori,
compressori, motori diesel e altri macchinari rotanti,
e sistemi di trasmissione di energia elettrica. La maggior
parte delle persone che soffrono di rumore a bassa frequenza ha più di
cinquant'anni, il che indica che il numero di persone con problemi di rumore a
bassa frequenza aumenterà con l'invecchiamento della popolazione.
LFN e udito
Definiamo la soglia uditiva media dei giovani adulti come la
"soglia standard dell'udito umano". Tuttavia, la sensibilità uditiva
varia da persona a persona. Si stima che circa il 2,5% della popolazione abbia
una soglia uditiva sensibile ai suoni a bassa frequenza che sono 12 dB al di
sotto della soglia media¹, il che significa che queste persone sentono suoni,
come il rumore a bassa frequenza, che la maggior parte degli altri non
percepisce. Inoltre, le reazioni a un rumore variano a seconda, ad esempio, dell'atteggiamento
dell'ascoltatore nei confronti della sorgente sonora, di quanto tempo l'ha
sentita e della sua intensità.
La frequenza, o tono, di un suono è il numero di volte in
cui un'onda sonora si ripete e si misura in Herz (Hz). L'intervallo dell'udito
umano, o gamma udibile, è convenzionalmente considerato compreso tra 20 Hz e
20.000 Hz (vedi riquadro). Il rumore a bassa frequenza (LFN) si estende fino
alla regione degli infrasuoni e si considera compreso tra 10 Hz e 200 Hz²,
quindi non tutti sono in grado di sentirlo. I confini tra infrasuoni, basse
frequenze e frequenze più alte non sono ben definiti e possono essere descritti
come "sfumati".
Rumore a bassa frequenza e legge
Le denunce di rumore a bassa frequenza vengono esaminate da
un'autorità locale ai sensi dell'Environmental Protection Act 1990 (EPA).
L'azione coercitiva è possibile solo se l'autorità locale è convinta
che esista un disturbo ai sensi di legge e se ne identifica
la fonte. Possono essere coinvolti altri organismi di regolamentazione (come
l'Environment Agency o la Scottish Environment Protection Agency).
L'attuale determinazione del disturbo si basa su ciò che la persona media trova inaccettabile e non tiene conto delle sensibilità individuali o delle circostanze personali. Il caso Heath v Brighton Corporation (1908) è un caso precedente che evidenzia gli effetti del rumore a bassa frequenza e le difficoltà legali nel proteggere i denuncianti particolarmente sensibili o con esigenze specifiche dal disturbo.
A seguito delle indagini, a volte si giunge alla conclusione
che "non si tratta di un disturbo". Quando è possibile individuare
una potenziale fonte di rumore e fornire prove, i denuncianti hanno la
possibilità, ai sensi della Sezione 82 dell'EPA (Environmental Protection Act),
di presentare il reclamo a un tribunale dei magistrati. Potrebbe darsi che la
fonte sia collegata a un sito in affitto o in licenza, che potrebbe avere
clausole relative al disturbo della quiete pubblica, e in tal caso possono
essere ritenuti responsabili, qualora esistano prove.
Note gennaio 2024 a cui possono essere ritenuti
responsabili, laddove esistano prove.
Potrebbe anche darsi che al sito siano associate restrizioni
urbanistiche relative al rumore. Qualora la fonte si trovi all'interno di un
sito industriale con un permesso ambientale, potrebbe essere possibile
presentare un reclamo all'Agenzia per l'ambiente.
Ad esempio, il Do centrale del pianoforte è a circa 256 Hz e
il ronzio della rete elettrica si verifica a 100 Hz (la seconda armonica della
frequenza della linea elettrica) Institute of Acoustics Briefing Note gennaio
2024 Come valutiamo il rumore a bassa frequenza?
Dato che alcuni rumori a bassa frequenza sono vicini alla
nostra soglia uditiva e possono variare in ambienti diversi, la loro indagine
può risultare complessa. Un acustico qualificato dovrebbe utilizzare un
fonometro di Classe 1 calibrato con capacità di misurazione a 1/3 di ottava, in
grado di rilevare i suoni a bassa frequenza, durante le indagini. I metodi
convenzionali di valutazione del disturbo acustico si basano sulla misurazione
dei livelli complessivi, ma per il rumore a bassa frequenza è necessaria
un'analisi di frequenza, a volte anche un'analisi a banda molto stretta.
Determinare l'origine del rumore può richiedere un lavoro investigativo esperto
da parte di professionisti, senza alcuna garanzia di successo.
L'Università di Salford ha sviluppato una "Procedura
per la valutazione del disturbo acustico a bassa frequenza" per il Defra.
Questa procedura descrive un metodo per identificare se i reclami relativi al
disturbo acustico a bassa frequenza hanno una fonte ambientale. Il metodo
fornisce una curva di riferimento che aiuta l'acustico a identificare le
frequenze problematiche. È possibile ingaggiare consulenti acustici del settore
privato per condurre un'indagine, ma il costo può essere considerevole.
Se non viene rilevata alcuna fonte di disturbo, cosa si può
fare?
Le indagini sui disturbi a bassa frequenza (LFN) sono spesso
lunghe e i risultati spesso poco chiari. In molti casi, coloro che sono colpiti
dal rumore si rivolgono ai consiglieri comunali, al proprio deputato o alla
stampa locale come ultima risorsa. Spesso si verificano casi in cui tutte le
vie tecniche e legali non sono riuscite a risolvere il problema o in cui non è
possibile identificare alcun suono ambientale che spieghi l'esperienza del
denunciante. Quando si presenta questa situazione, la conseguenza è che alcuni
denuncianti potrebbero dover imparare a convivere con il problema e sviluppare
strategie di adattamento.
Una rete di centri di supporto per le persone colpite da LFN
in tutto il Regno Unito è stata sostenuta dal Defra in via sperimentale6. I
risultati di questa sperimentazione hanno mostrato che alcuni dei soggetti
colpiti hanno tratto beneficio dall'intervento, mentre altri hanno mostrato
scarsi cambiamenti. Un precedente esempio di aiuto alla desensibilizzazione del
denunciante dal rumore, tramite la terapia cognitivo-comportamentale, ha dato
risultati utili7. L'invio a un trattamento psicoterapeutico appropriato, come
le terapie verbali attualmente disponibili in Inghilterra tramite il Servizio
Sanitario Nazionale (NHS), può offrire un certo grado di supporto per
affrontare il rumore a coloro che ne sono affetti, quando la fonte del rumore
non può essere identificata o non risulta essere un disturbo.
Interventi efficaci per i problemi di rumore a bassa
frequenza, sia con mezzi tecnici che terapeutici, porteranno a un miglioramento
della salute e a una riduzione della pressione sui servizi locali."
mercoledì 5 agosto 2026
BALPA (associazione piloti UK): segnalata l'anomalia tra il sistema antincendio e il shut-off motori
Non solo la AD -EASA, Airbus 320: AD 2026-0134 affianca l'Emergency Airworthiness Directive 2025-0268-E (9 luglio 2026 EASA ha emanato una Emergency Airworthiness Directive, riguardante la famiglia A 320) divulgata su questo sito lo scorso 17 luglio (https://aerohabitat.blogspot.com/2026/07/easa-airbus-320-ad-2026-0134-affianca.html) , adesso sembrerebbe, ancora, coinvolta la flotta Airbus 320.
Nella giornata del 3 agosto 2026 la “British Airline Pilots’ Association (BALPA^) is the
professional association and registered trade union established to represent
the interests of all UK pilots”, a riferito sulla nuova criticità di questa
famiglia di aeromobili, con il seguente testo:
“Message from BALPA’s AAP Group: Uncommanded Engine Shutdowns from Fire Switch Release by BALPA's Accident Analysis and Prevention (AAP) Group
On 1 December 2024, Air New Zealand flight NZ249, an A320neo
operating Wellington–Sydney, experienced an uncommanded engine shutdown about
40 minutes after departure. The crew declared a Mayday and diverted safely to
Auckland for a single‑engine landing.
The New Zealand TAIC investigation confirmed the shutdown was caused by the engine fire pushbutton on the overhead panel releasing by itself – not by pilot action. A retaining pin inside the switch had been bent before installation due to supplier mishandling. Because the pin couldn’t hold the switch fully latched, normal in‑flight vibration allowed it to pop out, which automatically shut down the engine. Both pilots independently confirmed they had not touched the switch and the checklists at the time did not require verifying the fire panel position after a shutdown.
In 2026, an A350 flying LAS – LHR experienced a similar event: an unexpected engine rundown at night near Halifax after the No.2 engine fire switch popped out, triggering multiple ECAM alerts. With the captain resting, the PF initiated a descent and declared PAN while stabilising the aircraft. ECAM messages were brief and did not initially indicate an engine failure, but the engine SD page confirmed loss of thrust. After the captain returned, the crew attempted an in‑flight relight, which was not possible until the fire switch was pushed back in following advice from Maintrol. The relight succeeded, systems stabilised, and the crew elected to continue to Heathrow, landing normally.
Why this is easy to miss:
Airbus fire switches sit high on the overhead panel,
recessed and guarded, and are not part of the normal scan unless a fire warning
is active. When they release mechanically, the visual cue is subtle –
especially at night – although you might hear a click as it releases. This
makes a popped fire switch surprisingly easy to overlook. Both events underline
the value of a deliberate overhead check whenever fuel valve or generator
related ECAMs appear unexpectedly.
The same fire panel design is used across the A320 family, and similar systems appear on larger Airbus types. Safran issued service bulletins in late 2024, Airbus followed with inspection instructions in December 2024, and EASA AD 2025‑0274 now mandates inspection and replacement of affected switches across the global fleet by November 2027.
How serious is this failure mode?
Depending on when it happens, it could be:
Challenging in cruise
Potentially hazardous in initial climb, especially with
terrain or SID constraints
Critical at V1
Risk picture
Likelihood: Low
Severity: High to potentially catastrophic depending on
phase of flight, especially if the problem is misidentified
Overall risk: Medium/High until the suspect switches are
replaced fleet‑wide
Advice:
Keep fire indication discipline tight: confirm & cross‑check
before action
Include false fire handle/pushbutton events in simulator
profiles
Reinforce the Airbus golden rules: Aviate, Navigate,
Communicate… then ECAM
Bottom line
This is a serious mechanical defect, and it’s completely
latent – no ECAM cue until the moment it happens. So far, outcomes have relied
on solid crew handling, but the long compliance window understandably feels
uncomfortable. Until the hardware is replaced, awareness and disciplined SOPs
remain our best mitigation.
BALPA will continue to monitor regulatory progress on AD 2025-0274 and urges members operating affected Airbus types to familiarise themselves with the service bulletin details and raise any concerns with their operators without delay.
BALPA’s Accident Analysis and Prevention (AAP) Group reviews safety occurrences to provide members with timely, practical guidance. If you have information relevant to this or similar events, contact the safety team directly. With more than half a million people flying in UK airspace each day, the work of the Accident Analysis and Prevention group is a cornerstone of BALPA’s mission: to protect pilots and ensure that the UK remains one of the safest aviation environments in the world. If you would like to get involved in the work of the AAP, email aap@balpa.org”
"Messaggio del Gruppo AAP di BALPA: Arresti improvvisi dei
motori dovuti allo sblocco dell'interruttore antincendio
a cura del Gruppo di Analisi e Prevenzione degli Incidenti
(AAP) di BALPA
Il 1° dicembre 2024, il volo Air New Zealand NZ249, un
A320neo in servizio sulla tratta Wellington-Sydney, ha subito un arresto
improvviso di un motore circa 40 minuti dopo il decollo. L'equipaggio ha
lanciato un Mayday ed è atterrato in sicurezza ad Auckland con un solo motore
funzionante.
L'indagine del TAIC neozelandese ha confermato che l'arresto
è stato causato dallo sblocco automatico del pulsante antincendio sul pannello
superiore, e non da un'azione del pilota. Un perno di ritegno all'interno
dell'interruttore si era piegato prima dell'installazione a causa di un errore
del fornitore. Poiché il perno non riusciva a mantenere l'interruttore
completamente bloccato, le normali vibrazioni in volo ne hanno provocato lo
sblocco, causando l'arresto automatico del motore. Entrambi i piloti hanno
confermato indipendentemente di non aver toccato l'interruttore e le checklist
in vigore all'epoca non prevedevano la verifica della posizione del pannello
antincendio dopo un arresto.
Nel 2026, un A350 in volo da Las Vegas a Heathrow ha subito
un evento simile: un'improvvisa perdita di potenza di un motore di notte,
vicino ad Halifax, a seguito dello sgancio dell'interruttore antincendio del
motore n. 2, che ha attivato diversi allarmi ECAM. Mentre il comandante
riposava, il pilota ai comandi ha avviato la discesa e dichiarato PAN
(Persistent Outstanding) stabilizzando l'aeromobile. I messaggi ECAM sono stati
brevi e inizialmente non indicavano un'avaria al motore, ma la pagina SD del motore
ha confermato la perdita di spinta. Dopo il ritorno del comandante,
l'equipaggio ha tentato di riaccendere il motore in volo, operazione che non è
stata possibile fino a quando l'interruttore antincendio non è stato reinserito
seguendo le indicazioni del controllo di volo. La riaccensione è andata a buon
fine, i sistemi si sono stabilizzati e l'equipaggio ha deciso di proseguire per
Heathrow, atterrando normalmente.
Perché è facile non notarlo: gli interruttori antincendio degli Airbus sono posizionati in alto sul pannello superiore, incassati e protetti, e non fanno parte della normale ispezione visiva a meno che non sia attivo un allarme antincendio. Quando si sganciano meccanicamente, l'indicazione visiva è poco evidente, soprattutto di notte, anche se si potrebbe sentire un clic. Questo rende sorprendentemente facile non notare lo sgancio di un interruttore antincendio. Entrambi gli eventi sottolineano l'importanza di un controllo accurato del pannello di controllo ogni qualvolta si verifichino anomalie inaspettate relative alle valvole del carburante o ai generatori.
Lo stesso design del pannello antincendio è utilizzato su tutta la famiglia A320 e sistemi simili sono presenti anche su modelli Airbus di dimensioni maggiori. Safran ha emesso bollettini di servizio alla fine del 2024, Airbus ha fatto seguito con istruzioni di ispezione nel dicembre 2024 e la direttiva di aeronavigabilità EASA AD 2025-0274 ora impone l'ispezione e la sostituzione degli interruttori interessati su tutta la flotta globale entro novembre 2027.
Quanto è grave questa modalità di guasto?
A seconda del momento in cui si verifica, potrebbe essere:
Impegnativo in crociera
Potenzialmente pericoloso in fase di salita iniziale,
soprattutto in presenza di vincoli legati al terreno o alle SID
Critico a V1
Panoramica del rischio
Probabilità: Bassa
Gravità: Da elevata a potenzialmente catastrofica a seconda
della fase di volo, soprattutto se il problema viene identificato erroneamente
Rischio complessivo: Medio/Alto fino alla sostituzione degli
interruttori difettosi su tutta la flotta
Consigli:
Mantenere una rigorosa disciplina nell'indicazione di
incendio: confermare e verificare prima di agire
Includere falsi eventi di attivazione della
maniglia/pulsante di incendio nei profili del simulatore
Ribadire le regole d'oro di Airbus: Pilotare, Navigare,
Comunicare... poi ECAM
In conclusione
Si tratta di un grave difetto meccanico, completamente
latente: nessun segnale ECAM fino al momento in cui si verifica. Finora, i
risultati si sono basati su una solida gestione da parte dell'equipaggio, ma la
lunga finestra di conformità è comprensibilmente fonte di disagio. Fino alla
sostituzione dell'hardware, la consapevolezza e il rispetto rigoroso delle SOP
rimangono la nostra migliore strategia di mitigazione.
BALPA continuerà a monitorare l'evoluzione normativa della Direttiva di Aeronavigabilità (AD) 2025-0274 e invita i membri che operano con aeromobili Airbus interessati a prendere visione dei dettagli del bollettino di servizio e a segnalare tempestivamente eventuali dubbi ai propri operatori.
Il Gruppo di Analisi e Prevenzione degli Incidenti (AAP) di BALPA esamina gli eventi relativi alla sicurezza per fornire ai membri indicazioni pratiche e tempestive. Se disponete di informazioni pertinenti a questo o a eventi simili, contattate direttamente il team di sicurezza. Con oltre mezzo milione di persone che volano ogni giorno nello spazio aereo del Regno Unito, il lavoro del Gruppo di Analisi e Prevenzione degli Incidenti è un elemento fondamentale della missione di BALPA: proteggere i piloti e garantire che il Regno Unito rimanga uno degli ambienti aeronautici più sicuri al mondo. Se desiderate partecipare alle attività dell'AAP, inviate un'e-mail all'indirizzo aap@balpa.org
^ BALPA:We represent over 10,000 pilots and are recognised in 20 different companies; that’s over 85% of all commercial pilots flying in the UK. The association holds the largest collective resource of commercial pilot qualification and experience in the UK".